AL TEATRO DELL’OPERA DI BUDAPEST

Non sto più nella pelle…. sono seduta in platea in un tempio della lirica. Credevo di aver comprato dei pessimi biglietti in un palchetto  su su, in alto e invece sono in platea in una delle ultime file. L’interno è sontuoso di oro, stucchi, porpora e putti, come si addice a un teatro reale. Mentre ci si accomoda a posto, il foyer e la platea sono invasi dalla musica. Il pubblico però non è troppo ben vestito, considerando che siamo al 28 dicembre. Borse troppo grandi, clamorosamente  da giorno, golf sgargianti e stivali fanno capolino qua e là. Alla fine avrei rischiato di essere over dressed. La mia solita fortuna che mi salva in corner. Meno noto questi dettagli, cala il sipario e le arie mi rapiscono. Musica, canto, applausi, luci, altra scena, altro bel canto, altri applausi ed è già finito. Magnifico! Mi sono spellata le mani a furia di applaudire Musetta e Rodolfo e Marcello e Mimì. Oh povera Mimì.

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