PASSAGGIO A VARADERO

Me lo ricordo come fosse ieri. Arrivo a Varadero alle 10.30 di sera. Che arrivare nei posti di sera e contro la mia religione. Noti solo i dettagli squallidi e avvertì un certa inquietudine di fondo che ti condiziona la notte e un riposo sereno. Per stare nel mio risicato budget avevo scelto un hotel cubano, che si rivelò nel complesso meglio del previsto. In particolare avevo scelto una soluzione a cottage. Mi faceva più esotico. Il colore locale non è mancato. I cottage erano dal lato opposto della strada rispetto al corpo centrale ben più curato e lussuoso. Diciamo che i suddetti cottage erano più simili a un Motel. E infatti la notte ha riservato rumori molesti, urla di ubriachi e telefonate a tarda ora. La maggior parte degli italici compagni di viaggio non misero nemmeno giù la valigia e ottennero cambio stanza immediato. Io, da vera pigra, preferii dormire. Al mattino chiesi di passare dalla dependance all’hotel. Il concierge mi informò che le stanze standard, a cambio gratuito, erano terminate. Restavano le deluxe a $17 extra, a notte. Accettai spavalda. La piccata risposta del cubano Alguien lo encuentra caro si scontrò con il muro della mia snobberia, in bikini a righe e cappellone di paglia. Mi limitai a un laconico “yo tampoco” e allungai la carta di credito. Non dei migliori come inizio. Deve essere stato il karma negativo di Gloria Estefan.

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