TRILOGIA SPORCA DE L’HAVANA. TOP FIVE.

NUMERO UNO. Sedersi su una panchina e farsi abbordare da un vecchietto sdentato che cerca di piazzarti la moneta da 3 pesos con il Che. E sborsare 10$ senza batter ciglio. Ricordo che il cambio dollaro/lira era delirante.

NUMERO DUE. il gelato da Coppelia. Di letteraria memoria, la gelateria di cui si parla nella letteratura cubana. Il gelato è molto discutibile, ma ha un fascino tale che ancora me lo ricordo come il più buono del mondo.

NUMERO TRE. Comprare le poesie di Josè Martì nei mercatini. Così come se si fosse potuto scegliere di acquistare Martì piuttosto di Paz.

NUMERO QUATTRO. fare le linguacce ai bambini seduti sui banchi di scuola, con le loro divise linde e i capelli ben ravviati e i sorrisi sdentati da dietro il vetro.

NUMERO CINQUE. La Bodueguita del medio. Il Mojito non mi piace e ovviamente era super turistica, ma è leggenda, è Heminguay. Che c’è da aggiungere?

Le immagini sono scaricate da internet. (non me ne vogliano gli autori, ma non conosco i loro nomi)

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