UN’ESTATE ITALIANA. LE MARCHE

All’improvviso mi ritrovo catapultata nella tipica estate italiana, quella che a me sembra un po’ anni ’50. L’estate dei ghiaccioli confezionati che sgocciolano appiccicoso sciroppo all’arancio sul braccio, quella dei venditori ambulanti di braccialettini e quella del cocco bello. Io con lo smalto nero, i sandali glitter, che Frog (il bartender milanese Enrico Contro ndr) ha definito chic da spiaggia, la borsa di paglia ibizenca, i due telefoni e la clutch LV. Un ossimoro perfetto.
Nel cuore dell’Adriatico marchigiano, fuori dalla pazza follia del litorale romagnolo di MiMa, ecco un mare tiepido che oscilla tra l’azzurro intenso del mattino e il verde del mezzodì, increspato dal vento e immerso nel silenzio più irreale. Tanto per dire Bandiera blu 2015.
La spiaggia è di ciottoli piatti candidi e lunghi tratti di spiaggia libera si susseguono a piccoli stabilimenti molto curati eppure semplicissimi. Nota interessante una spiaggia dedicata ai cani, molto pulita e ben tenuta, frequentata da gente educata. Una bella Italia questa, civile, sorridente e tanto gentile. Poi il lato negativo è l’orrenda architettura del litorale. Ma ormai ci siamo ovunque riempiti gli occhi dell’edilizia “dei geometri”.

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