ALTOSALENTO, DOVE GLI ANNI 50 RUGGISCONO ANCORA

L’Altosalento, come forse altre zone della Puglia, mantiene invariato quel fascino retrò, un po’ anni 50 che, a Milano, si ritrova ormai solo in piccole sacche, che ancora resistono all’avvento del design, come il quartiere dell’Ortica. San Vito dei Normanni, che a dispetto del nome evocativo, di antico conserva solo un piccolo centro storico, diverse chiese e un castello, con veri Principi, è un fulgido esempio di questo passato che persiste. Sopravvive nelle botteghe, che vendono la qualunque, nei trattori parcheggiati sotto casa, come fuoriserie fuoriluogo, nel bar del paese dove si ritrovano gli agricoltori per una birra e un baratto di ti-dò-le-melanzane-tu-mi-dai-il-cacioricotta. E si ritrova nelle rezze in legno, all’esterno delle porte di casa, che mantengono il fresco e riparano dal sole e nelle signore d’antan che sgranano orecchiette sulla strada. E poi ci sono certi vecchi lidi, con le grandi cabine, che a pranzo si trasformano in improvvisate cucine, da cui si estraggono tavoli per 10 commensali e cibo a profusione.

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