LECCE, ANIMA BAROCCA

Che potrei dire su Lecce che già non sia arcinoto? Il barocco leccese incanta la vista, anche con la folla agostana di flip flop e cappelli di paglia. Pur essendo una città piccola, che si può vedere in una manciata di ore, presenta diverse chiese e piazze degne di nota, un castello e un anfiteatro romano in ottimo stato di conservazione, con una programmazione che alterna l’opera ai concerti. Ci sono capitata in una giornata ventosa, che ha reso la visita gradevole e poco faticosa. Un’esposizione di antiquariato con pezzi interessanti è stato un piacevole diversivo tra una chiesa e un palazzo. A pranzo una frisa o una puccia, in uno degli innumerevoli localini del centro, per chiudere il caffè in ghiacco leccese, e di nuovo in macchina, verso la campagna.

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PORTO: GUSTAV EIFFEL È STATO QUI

Il ponte sul Douro, giù a Ribeira è uno dei simboli di modernità di Porto. Eppure il ponte in ferro risale alla fine dell’800 ad opera di Gustav Eiffel, si quello della torre. Ci si cammina tranquillamente per andare da un capo all’altro del fiume e raggiubgere la sponda opposta, in cui si trovano le più rinomate cantine di Porto. Volendo, dalla fortificazione posta a pochi metri della stazione di Sao Bento, è possibile camminare anche in cima al ponte, ad una notevole altezza. Qui passa anche la linea tramviaria. 

PORTO: VINO E OCEANO

Recente incursione portoghese dopo un inverno molto stanziale e molto lavorativo. Da quando Ryanair ha coperto questa rotta con volo diretto da Malpensa1, arrivarci è un gioco da ragazzi. Sono circa 2h15′ di volo e l’aeroporto è a solo 11 km dal centro. Con una breve ed economica corsa in taxi si arriva. Ho optato per un break di 5 giorni a fine maggio. Stagione perfetta, per fare anche mare. Se ci si volesse fermare solo a Porto, 5 giorni sarebbero tanti. La città conta 350mila abitanti, ma il centro storico con i monumenti barocchi e il vecchio quartiere di Ribeira sul fiume sono concentrati in una passeggiata di circa 20/25 minuti. 

AJMAN SARAY LUXURY COLLECTION

Da Dubai e dagli altri Emirati, cosi leggo su un noto blog, una delle mete per un weekend.end fuori porta è il.piccolo emirato di Ajman. Situato lungo la costa, si affaccia sul Golfo Persico in un tratto in cui l’acqua è verde. Sarebbe verde, se il sole riuscisse a bucare la cortina di caldo che lo rende sempre velato. Almeno in estate. Il primo lussuoso resort è l’Ajman Saray Luxury collection. Di recente sono stati ultimati anche un Kempisky e u.o Sheraton. 

Esperienza all’Ajman Saray voto 10. Cortesia e sorrisi del personale sempre e comunque. Acqua in bottiglia offerta senza limiti in camera e sulla spiaggia.

Il ristorante Vita, con annesso bar, è funzionante 24h/24. La cucina è varia e di eccellente qualità. Cotture perfette di carni e pesce e sapori arabi autentici e molto delicati. Hummus da urlo. 

Dulcis in fundo, l’Ajman Saray offre una navetta gratuita con guida per visitare i dintorni, dal museo di Amman, a  Sharia, fino a Dubai Mall e tour della città. All free of charge, ma molto molto di charme.

SAN NICOLA DI BARI AD ALICANTE

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Chiese ne abbiamo? La Chiesa di San Nicola di Bari è uno dei monumenti di Alicante. Con la sua facciata spogli e il portone imponente si affaccia su una piccola piazza, accanto a calle de labradores. Si tratta di una delle vie del Casco antiguo con la.più ricca storia. In questa via vivano.i notabili, proprietari terrieri. La Chi sa di San Nicola conserva al.suo interno la stessa sobrietà della facciata. Prova di affreschi e di vetrate, lascia spazio alla massima spiritualità. La cappella.di San Nicola è invece più ricca e decorata.

ALICANTE E IL CASTILLO DE SANTA BARBARA

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Ad Alicante si trova una fortificazione di grande interesse e un ottimo stato di conservazione. Sarà che per raggiungerla, bisogna armarsi di santa pazienza. Il Castillo di Santa Barbara si vede dalla piazza centrale ma anche dalla spiaggia. Se non siete claustrofobici potete salire con un ascensore che passa all’interno della montagna. Altrimenti si può fare gli sportivi e salire a piedi. Dal centro storico si segue una strada interna parallela al mare. Proseguendo un tratto oltre le indicazioni per l’ascensore, si trova una strada sterrata che si inerpica fino al castello e si congiunge con la carrettera nell’ultimo e più impervio tratto. Si arriva in circa 20/30 minuti. Vale la salita.

ALHAMBRA. GRANADA

Patrimonio dell’Unesco, a buon diritto, insieme al giardino, candidato – tra 21 monumenti finalisti – a diventare una delle 7 meraviglie del mondo.  Perfetto esempio di architettura in stile andaluso, il nome arabo Qalʿat al-ḥamrā significa cittadella rossa, infatti l’edificio è una medina, circondato da mura. Anticamente era una specie di borgo a sé, con moschee, botteghe e tutto quanto servisse alla sopravvivenza della popolazione che abitava. Granada visse un periodo di dominazione araba ma alla fine del quattrocento la Reconquista riportò la città in mani spagnole. Il palazzo reale fu stabilito proprio nell’Alhambra, che fu quindi risparmiata. Molti altri edifici arabi furono invece rasi al suolo. Nell’Albayzin, ad esempio, non si conserva che qualche ricordo delle ben 26 moschee che si trovavano in epoca moresca.

Ci vuole quasi una giornata per visitare l’intero complesso con il giardino, partendo da l’Alcazaba (del XIV secolo, costituito da Palacio de Comares e dal Palacio de los Leones), Mexuar (la sala più antica, per le udienze), Patio del Mexuar o del Cuarto Dorado (in epoca cristiana divenne abitazione della Regina Isabella del Portogallo), Patio de la Alberca o de los Arrayanes (Patio dei mirti), Sala de la Barca (anticamera del salone del trono).