OPERA HOUSE ALL INCLUSIVE

È tradizione per la mia famiglia passare un week end prenatalizio in una capitale europea, per lo shopping di Natale. Qualche volta abbiamo comperato anche I regali, ma può spesso ci accontentiamo si acquistare qualche nuovo addobbo per l’albero di Natale. La tradizione comprende anche di passare una serata a teatro, per il balletto di Natale, un musical o un’opera.
L‘Opera house di Oslo è una costruzione in marmo e acciaio bianchi e vetro. Opera avveniristica costruita a bordo mare, a rappresentare una sorta di icesberg. L’interno invece è bianco e legno naturale, dai soffitti infiniti. È dotato di due palcoscenici e un ristorante nel foyer. Ottima cucina con ricette tradizionali rivisitate.
Lo spettacolo è un musical con balletti, jingle natalizi e un testo allegorico e metaforico sul Natale, scritto da un drammaturgo giusto un attimo disturbato. Comunque le due ore volano e la cena è stata deliziosa.

MATHALLEN OH YES. VULKAN

 

 

 

 

 

 

 

 

A qualche km dal centro, vicino al fiume si trova un quartiere operaio riqualificato, o quasi. Per raggiungerlo a piedi ho dovuto chiedere a diverse persone, segno che non è poi così conosciuto. Di bello lungo la strada ho visto un piccolo agglomerato di casette colorate di tipica architettura norvegese. Un paio di queste trasformate in ristorantini. A circa 1 km sorge un’area definita Vulkan. Oltre a un hotel (PS:Hotell) vi si trovano alcuni negozi e il mercato di Mathallen. È un edificio al cui interno si trova la migliore offerta gastronomica di Oslo sia come ingredienti, che come piccoli localini in cui pranzare. Valeva l’impervia trasferta. Ma è distante da ogni altra cosa da vedere e il quartiere abbastanza squallido. Non alloggerei a Vulkan.

UN MUSEO SULL’OCEANO

 

Astrop Fearnley Museet. Solo per l’architettura di legno e vetro sospesa come una palafitta sull’Oceano, merita la passeggiata fino alla fine di Aker Brygge, quartiere di recente costruzione sul fiordo di Oslo. Strano… È realizzato da Renzo Piano. È il quartiere dei localini e ristorantini, vive durante l’intera giornata, ma secondo me, almeno in inverno dà il meglio di sè nel tardo pomeriggio sera, quando si anima a dismisura. Qui in un tapas bar ho cenato con gli amici Giapponesi che vivono a Oslo, Tomo e Aya. Il posto si chiama Delicatessen e si trova all’inizio di Aker Brygge, nella parallela che. On dà direttamente sul mare. Per me, Aker Brygge il quartiere più bello da vivere in ogni stagione.
Tornando al museo, ospita mostre temporanee, come quella dedicata all’arte contemporanea statunitense che ho visto io. Erano esposte opere di Damien Hirst e Jeff Koons.

APERITIVANDO SU E GIÙ PER LE MARCHE

A Senigallia mi sono fermata per un drink pre cena giusto di fronte alla famosa rotoda. Il Buco14 è il lido dell’hotel la Terrazza Marconi e ha un delizioso lounge in.legno e divani, tutto bianco, proprio sulla spiaggia di Velluto.

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SENIGALLIA. MARCHE

Il giro di Senigallia è dal lungomare di fronte al ponte. Poi il centro storico con qualche negozio grazioso, la piazza e la Chiesa. Sul limitare del centro diversi baretti per aperitivi. Gradevole l’architettura dei palazzi storici in mattoni. Poi via verso la Rotonda sul mare. .

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LA COLLINA D’ORO…PASSAPAROLA

Andrea del Pravda ci ha portato chef Fabbro. Fabbro ci ha portato me. Che il potere del passaparola sia con me! ok vi avverto è fuori dalla topografia. Cioè dalla mia topografia. Ma vale l’attraversamento di mezza città. Via Rubens, più o meno di fronte all’hotel omonimo, vedi un localino con vetro decorato con foglie satinate. Entri e si apre un open space con boiserie e tavoli su cui sono state stampate foto sgranate o meglio macro, come direbbero i tecnici. C’è anche un secondo piano molto silenzioso, con pavimento rosso lacca e vasi in plastica di design. Con il mio fidanzato abbiamo scelto un tavolino appartato, romantico, in un angolo. Molto silenziosi, di quei posti in cui sussurri. Quello che ho notato è che i tavoli sono posti a notevole distanza l’uno dall’altro. Pochi tavoli, grandissima cortesia e ottimo servizio.

Ho scelto diverse pietanze che non avevo mai assaggiato: involtino malese fritto con pollo e gamberi, dim sum di verdure miste, panini cinesi e calamari saltati con verdure esotiche. Tutto delizioso e leggerissimo.

Presto tornarci mille altre volte.

FONDAZIONE MIUCCIA.

Domenica visita canonica e irrinunciabile alla Fondazione Prada. C’è poco da dire, se non che è il posto più bello di Milano e forse al momento potrebbe far concorrenza anche a  NYC. Recupero, ristrutturazione, progetto architettonico, scelta di materiali innovativi unici, concept culturale, qualità degli artisti in mostra, tutto è perfetto. C’è anche un bar progettato dal regista Wes Anderson e un cinema, in cui saranno proiettate restrospettive. Tutto è perfetto, perfino la posizione. Da casa mia raggiungibile in 20 min a piedi, sebbene non sia consigliabile. La zona è un po- HIC SUNT LEONES. Ma questo nuovo spazio non può che riqualificarla e farla crescere in un baleno. Miucccia ultimamente fa delle scarpe orrende, ma per cultura n.1. Quel che succede nel mondo, succede prima a Milano.
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QUELLO CHE SUCCEDE A MILANO, SUCCEDE NEL PACKAGING

Questa volta una digressione nel mio lavoro, che è anche una delle mie passioni e dei miei feticci, non me la toglie nemmeno la dea khalì. Parte la settimana prossima un roadshow virtuale nel mondo dell’innovazione del packaging e del food, argomenti strettamente connessi. Si premiano i vincitori del contest che ormai organizzo dalla notte dei tempi, i BEST PACKAGING dell’anno. Come si diventa BEST PACKAGING 2015? Ovvero come si vince l’Oscar dell’imballaggio nell’anno di Expo2015? Con una buona dose di innovazione declinata nella scelta di materiali innovativi, rinnovabili, possibilmente provenienti da materie prime non utilizzabili per consumo umano, con soluzioni tecniche che allunghino la shelf life dei prodotti e che aiutino a prevenire lo spreco alimentare, lungo la filiera e nelle dispense di casa. Con innovazioni tecnologiche che abbiamo ricadute sul risparmio di materia prima, di energia, di tempo e che rendano gli imballaggi sostenibili a tutto tondo. Si diventa Best Packaging soprattutto rispondendo ai requisiti della Carta Etica del Packaging, secondo cui l’imballaggio deve essere: responsabile, equilibrato, sicuro, accessibile, trasparente, informativo, contemporaneo, lungimirante, educativo e sostenibile.
Ecco un viaggio dentro oggetti che usiamo tutti i giorni della nostra vita, pioggia o sole, in salute e in malattia, a casa come in valigia, quindi in viaggio. E poi avete mai notato il packaging dei posti che visitiamo. Ci dice molto sulla società, sulle abitudini di vita e di consumo. Nei paesi in via di sviluppo, secondo dati FAO, si spreca almeno il 60% del cibo, perché non protetto e conservato. Meditiamo gente, meditiamo.

POTAFIORI. APERITIVO DALLA CANTAFIORISTA

Succede a Milano. Succede che spre un posto pazzesco un po’ NYC e un po’ Paris. La proprietarie e ideatrice è un’anima bella. Rossa di capelli, riccia e fiorista con voce d’angelo. È una cantafiorista. Nel suo nuovissomo spazio in via Salasco a Milano si comprano fiori o petali nel packaging, si prende un aperitivo semplice ma gourmet sempre  nel packaging, in attesa che arrivi la cucina e che diventi ristorante. Seduta in un tavolino romantico e sorseggio vino bianco. Sottofondo di una canzone brasiliana sublime che viene interrotta dalla voce di Rosalba che si offre di cantare solo per noi. Tripudio del romanticismo. Ecco se mi risposo voglio farlo qui. Trabi fiori e la musica. Succede a Milano.
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QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, IN QUESTI 6 MESI SUCCEDERÀ PRIMA A MILANO

Adesso che Expo2015 è iniziato con tutto quello che è successo a Milano in meno di 24 ore, non ho dubbi che tutto quello che di nuovo succederà nel prossimo semestre, accadrà prima a Milano. E lo intendo in senso positivo. Insomma Milano è tutto un WOW! Vale la pena di interrompere un progetto di viaggi per tutto questo. A Expo ancora non sono andata, ma al primo giorno del Mercato Metropolitano si. Oggi ha inaugurato anche il Rita&son un chioschetto in cui si siede fuori come in spiaggia. Lo amo già e poi si beve “Rita”. È un mercato dove si compera cibo e si cena nei food truck o nei locali posti all’interno della ex fiera di Senigallia. Via Valenza 2. Milano.

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