TOUR NELLA GEOLOGIA DI PORTO SANTO

Per gli appassionati di natura, scienza e geologia, e’ imperdibile il giro dell’isola. Per farsi un’idea della geologia di Porto Santo, si puo’ consultare questo sito: http://conheceroportosanto.weekly.com/geologia.html

Il mio e’ stato un tour fortunato, mi ha accompagnato in jeep una guida italiana, Andrea, originario di Bergamo, che ormai vive a Porto Santo da quasi 6 anni e da qui non ha la minima intenzione di schiodarsi. Grande appassionato di questa terra e del suo lavoro, ci ha fatto scoprire i piu’ piccoli segreti e gli angoli nascosti, emersi circa 40 milioni di anni fa. Abbiamo visto la terra cambiare colore e la vegetazione apparire e sparire, man mano che ci siamo addentrati nella zona piu’ selvaggia dell’sola, attraversandola, fino ad arrivare di fronte strapiombi e scogliere mozzafiato, dove l’Oceano e’ turchese e il vento soffia forte. Abbiamo visto dove nasce la sabbia e i mulini a vento, abbiamo passeggiato per Quinta das Palmeiras, un giardino botanico privato, sorto in mezzo alla landa desertica. Abbiamo visto le canne d’organo, i fichi d’india e anche il campo da Golf, progettato dal campione scomparso Seve Ballesteros. E tutto ci e’ sembrato stupendo. Per chi volesse fare questo giro, Andrea lavora per www.angietravelagency.com”>Angie Travel

FAVELA GARIBALDI (ATENCAO CIT.)

Di tutta la bellezza che ho visto in Brasile, niente eguaglia la forza e la potenza dell’esperienza che ho vissuto alla Favela Garibaldi. Mentre ero a Forteleza ho passato del tempo con un amico brasiliano del mio ex cognato e ho avuto la possibilità di farmi portare alla Favela. Vi si trova una scuola gestita da suore di un ordine italiano che organizzano anche adozioni a distanza. Partiti al mattino destinazione supermercato. Con circa 80 euro abbiamo riempito il baule della macchina di tutto il ben di Dio possibile. Poi alla Missione a scaricare e quindi una bella visita della scuola, che raccoglieva circa 800 bambini. Tutti a farsi fotografare cone i loro sorrisi sdentati e i loro occhi da Bambi furbo. Dopo il pranzo a scuola e aver conosciuto la ragazzina che mai sorella aveva in adozione, siamo partiti a piedi per la Favela. È stato un giro breve, ma molto ospitale. La cosa più bella del viaggio

LE SOLITE COSE CON OCCHI DIVERSI

Guardare le solite cose con altri occhi, a me fa bene all’anima. Giro per Milano e vedo tante cose che non mi piacciono, tanti piccoli dettagli che ormai sono abituata a non guardare, girando lo sguardo, ostacoli che evito istintivamente. E magari perdo di vista quel tutto, che invece ha una sua bellezza e armonia. Ho visto di recente il video del NY Times 36 hours in Milan. Mi sembra di aver visto un mondo nuovo, in quelle stesse cose che faccio ogni giorno, nel palazzi che mi circondano, negli scorci che guardo, senza vedere, nell’atmosfera che non sento. E – come mi ha fatto notare CC – in tutti i locali in cui vado. Ho visto un mondo che mi è piaciuto. Ci sono volte in cui si parte per partire, e volte in cui si parte per tornare. Adesso ne sono convinta.

DEJEUNÉ SUR L’HERBE. NELLA VILLAREALE

Metti una domenica di mezzo inverno e l’occasione di una mostra fotografica imperdibile e ti ritrovi a Monza con gli amici del cuore. È che le cose belle che abbiamo sotto il naso le snobbiamo sempre. La Villareale, a Monza, splendente del recente restauro è una piccola Versailles. La prospettiva è regale e si capisce perchè gli Asburgo l’abbiano commissionata al Piermarini. La sua storia di teste coronate, amanti raggiunte in segreto, abbandoni e ricostruzioni le conferisce quel fascino, che di solito mi attrae.
Oltre alle mostre temporanee e alcune sale, è stato allestito anche un distaccamento della Triennale, in cui sono esposti i più famosi oggetti del design italiano.
Al piano terra, nelle vecchie scuderie affacciate sul parco, si trova un bistrot che serve un brunch molto ricco. Il ristorante è aperto pranzo e cena e dalla primavera prevede anche in dehor nel parco, ci racconta quella simpaticissima stanga della p.r. Cristina. Che perché non abbia fatto la modella, me lo sto ancora chidendo. Lo spazio è anche affittabile per eventi privati e io mi sto già arrovellando per trovarne adeguato al posto.
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STEVE MCCURRY A MONZA

Eccola la Villa Reale di Monza. Eccola in tutto il suo splendore, dopo il recente restauro che ha messo in evidenza indettagli neiclassici che la caratterizzano.
In coda per divorare la retrospettiva di McCurry, il fotoreporter statunitense vincitore del Wolrd press photo per ben 4 volte. Celeberrima è la foto della ragazza afgana. Ma è solo una delle foto più note.
Trent’anni di vita da fotoreporter, trent’anni di scatti lì condensati in immagini potenti ed eterne. Ho scelto di scattare le mie foto. Dettagli delle foto di McCurry. Non renderebbe giustizia al suo genio semplicemente replicare i suoi scatti. Ho cercato di immortalare quello che ho visto. Il mio dettaglio. Quello che McCurry mi ha detto. Amo la fotografia.
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INTERNO. ORO. È BUDAPEST BABY.

Interni opulenti, legni scuri, oro e stucchi. L’iperbolico fasto del passato. Oggi il contrasto con il ricco passato si nota meno. Budapest è una città mittleuropea, dove tutti parlano inglese con sicurezza e dove tutti sono gentili. Ti fa sentire a casa. Per mia natura, chissà poi perché, forse per la lingua, non mi sono mai sentita del tutto a mio agio nei paesi del centro Europa, in Austria o in Germania, senza nulla togliere alla bellezza dei luoghi. Ecco Budapest questa impressione non me l’ha fatta. Oggi la ricchezza architettonica del passato mi comunica ricchezza culturale. Budapest, io ti ho amata.

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BUDA. DAL CASTELLO ALLA CHIESA DI MATTIA

Passeggiata con -3° dal Casello di Buda fino alla Chiesa, dedicata a Matyas. Imponente complesso neogotico, con guglie inmacolate e un campanile nero, ornato di oro, che improvviasamente appare dai vicoli medievali, tra le casette riadattate a localini e ristoranti. Poco oltre appare bianco e maestoso il Bastione dei pescatori. È uno spettacolo irreale e meraviglioso. Era tanto che volevo venire a Budapest. E ora che sono qui, mi chiedo perché non l’abbia fatto prima.

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