ALTOSALENTO, L’ALTRA PUGLIA, L’ALTRO MARE

In Altosalento è differente. Stretto tra la Val d’Itria e la città di Brindisi, non è la sovraffollata Gallipoli con la sua vita sociale e le spiagge caraibiche affacciate sullo Ionio. È piuttosto la terra delle albe rosa (che il tramonto c’è ma non sul mare) dell’ Adriatico turchese e ventoso. Oltre alla riserva naturale di Torre Guaceto, ormai abbastanza nota, ci sono altri spettacoli naturali come le falesie di Apani e le dune di Specchiolla. In entrambi i casi la natura la fa da padrona e mare, vento e spiaggia sono ancora selvaggi. Se ad Apani il mare ha eroso la piccola landa sabbiosa, sotto le imponenti falesie battute dai venti, a Spacchiolla, nel lato non civilizzato le dune di sabbia invadono e ricoprono la carreggiata.

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NEL SILENZIO DI CALA D’AMBRA

Settimana di ferragosto, La Cinta è peggio di Riccione dei tempi d’oro, nemmeno mezzo metro per stendere il fouta. In questo scenario apocalittico, trovo il modo di vincere la pigrizia della comoda station wagon di mia soreĺla. Prendo il trenino Teodorino che va alle spiagge e mi trascino di buon mattino a Cala d’Ambra. È quasi deserta, raccolta. Duenpiccole baie sono delimitate da rocce erose che formano piccole piscine di acqua trasparente. Peccato che i fondali siano sassosi dopo l’ultima mareggiata. Stendo il mio telo a 1 metro dall’acqua. E con ilmpassare delle ore noto che la spiaggia non si riempie più di tanto e rimane avvolta in un silenzio, che fa riecheggiare solo la risacca del mare. Pace infinita e acqua azzurra e fresca. Alle spalle la machia mediterranea selvaggia. Verso metà pomeriggio decido di riprendere il trenino alla volta della Cinta. Rimini si è trasferita qui. Breve storia triste. 

SBARCO A TAVOLARA

Il pezzo forte della vacanza sarda è stato un giro in gommone per le spiagge e insenature dei dintorni fino all’isola di Tavolara. Gommone autogetito, per chi preferisce, gita personalizzata con skipper oppure la tradizionale gita organizzata da Mediomare, che prevede una giornata intensa in mare. Si parte dalla Cinta, si va a Cala Brandinchi per una sosta spiaggia, poi di nuovo in gommone fino alle piscine di Molara per un bagno in un’acqua color pavone, in mezzo ai pesci. Poi si prosegue verso Tavolara, dove si sbarca per circa 1 ora e mezza. Sulla via del rientro, si passa dal relitto di una nave inabissata e poi si fa il bagno lungo le pareti di roccia in un’acqua blu oltremare. Giornata perfetta, con panorami mozzafiato e acqua con ina palette di colori dal turchese, allo smeraldo, fino al pavone e al blu scuro. Fortuna vuole che abbiamo fatto questa gita con uno skipper esperto come Danilo, su un gommone grande con motore da 250 cavalli. Volava sull’acqua!   

LU IMPOSTU

Da San Teodoro sono andata a LU IMPOSTU, con il beachbus, in una mattina di maestrale. Una rivelazione dalle mille sfumature. Se la Cinta ha senz’altro un sabbia molto più bianca e fine, la baia di Lu Impostu è un’insentaura naturale, con rocce erose che conferiscono all’acqua un colore inconfondibile. Arrivando dal parcheggio è necessario guadare un piccolo canale di acqua molto bassa, per arrivare al resto della spiaggia, che poi prosegue a mezzaluna a ridosso di dune e di uno stagno. Ci sono solo 3 piccoli stabilimenti balneari, per il resto è spiaggia libera, la mia preferita. Mi piace il contatto con la natura, un po’ meno con le frotte di turisti agostani, sdraiomuniti. Il beachbus è un’alternativa comoda alla macchina, ferma in diverse spiagge, ma le fermate sono abbastanza lontane e bisogna camminare qualche centinaio di metri. In compenso si guarda il panorama dell’interno, con mirti e ulivi e si passa davanti allo stagno dei fenicotteri. 

MODERNI SCRITTORI E CAPPUCCINO IN SPIAGGIA

Scrivere in riva al mare è sempre ispirante, anche in giornate un po’ nuvolose, quando al bar della spiaggia hanno finito le brioche. Che poi al Blubistrò, all’inizio della spiaggia della Cinta, sino squisite, degne di una pasticceria, servite con chiacchiere e sorrisi tutti sardi, sul bianco abbacinante dei tavolini pieds-dans-l’eau, che a noi Milanesi ci manda sempre in visibilio, stare con i piedi nella sabbia. Stamattina il tempo è incerto, ma è talmente bello che non ti accorgi nemmeno che il sole già fa capolino e hai appena finito il secondo cappuccino, praticamente perfetto, nonfosse che sono parchi con lo zucchero.

COSTA BOROTALCO. LA CINTA


È la spiaggia più nota, la più battuta, la.più grande e aperta, con la poseidonia oceanica a riva e le dune alle spalle e uno stagno a ridosso, sosta estiva dei fenicotteri. 

Sullo stesso litorale ci sono altre perle della Costa Smeralda come Isuledda, Brandinchi, Capo Coda Cavallo e Lu Impostu. La Cinta resta, però, la mia tappa quasi fissa, mare di cristallo e Tavolara di fronte. Il tratto di spiaggia libera più appetibile e con poca gente è in fondo, dopo la scuola di kite. Però, se ho voglia di chiacchiere mi fermo al SEALAND, piccolo stabilimento con 36 ombrelloni, lettini color del sole e una capannina spartana, dove stanno i baywatch sorridenti. Nonostante sia nel tratto di spiaggia più affollata, in prossimità delle docce e non lontano dai bar, è una piccola oasi di pace, easy e dove ti senti a casa. Per me è il lido numero 1 perchè ti offre una confort zone dell’anima, prezzi onesti e sorrisi gratuiti di Francesco, il bagnino. Perché poi i posti li fanno le persone, non le cose. 

SARDEGNA DI MEZZA ESTATE


Lo so agosto è una pessima idea. Un pessimo mese per godersi la bellezza del sardo mar. D’altra parte se sono una vittima consapevole delle vacanze d’agosto, non ho che farmene una ragione. E comunque io in Sardegna non sono mai stata, quindi si prospetta non solo di una stratosferica bellezza, ma anche una nuova esperienza. 

Destinazione Costa Smeralda, a San Teodoro. Ecco scordatevi la Sardegna con piccoli paesini tranquilli, senza locali e con dolci notti a far niente. San Teodoro è al centro della vita notturna e attira gran quantità di giovani giovamissimi in posti come l’Ambra night o il Budda Beach. Arrivo di sera, con il cronico e rasserenante ritado di Merdiana, giusto il tempo di posare la valigia e via per il tourbillon del pease, tra mercatini e ristoranti. Cominciamo bene….