MADEIRA, L’ISOLA DI LEGNO.

Gita toccata e fuga a Madeira. Cosi chiamata per via della fitta area boschiva che la ricopriva, quando fu scoperta dai Portoghesi. In nave, con il Lobo Marinho, fino a Funchal e poi un giro dell’sola che tocca Monte, con il giardino botanico e la Chiesa di Nossa Senhora do Monte, il villaggio dei pescatori Camara de lobos, la vista dell”isola da Pico dos Barcelos, la cui unica attrattiva era un orrendo bar in cui servivano i piu’ delizioni pastel de nata che io ricordi e il wifi gratuito! E infine la cittadina di Funchal, con una mezz’ora disposizione. Troppo poco per il giardino botanico, che ancora rimpiango, ma sufficiente per la visita alla notissima cantina Blandy’s Madeira, lo struscio nel corso, un’occhiata alla cattedrale e un caffe’ al Ritz. E poi di nuovo imbarcati sulla via del rientro, in serata ormai avanzata. Questa gita, in nave, si può fare solo il venerdì. Infatti è l’unico giorno in cui è prevista una corsa a Madeira al mattino e rientro a Porto Santo nel tardo poneriggio. Questo perché i Maderesi vengono a passare il week end sulle spiagge di Porto Santo.

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IL VINO DI PORTO SANTO

E’ un vino totalmente naturale, con una punta di acidità spiccata, dovuta ai tralicci bassi. Praticamente cresce nella sabbia e per questo acquisisce questa punta di acità. Sono due le varietà bianco e coberto (una sorta di rosè ma color albicocca). Il bianco ha circa 14 gradi e il coberto 16, ma i vini portosantesi possono arrivare anche a 21. Abbiamo degustato i vini della piccola cantina del museo Cardina.

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FONTE DA AREIA

Questa fonte della sabbia di Porto Santo si e’ formata da una barriera corallina fossilizzata circa 14 milioni anni fa. Il sedimento trasportato dal vento si chiama eolianite. La definizione scinetifica e’ sabbia biogenica carbonatada fossilifera (organismi marini, tronchi di alberi e dune di sabbia fossilizzata) praticamente uniche al mondo. Quello che non ho ancora detto e’ che si tratta di uno spettacolo della natura.

Il vento, che soffia in direzioni diverse, ha trasportato poi la sabbia da questa fonte, all’attuale spiaggia. La protezione degli isolotti (ilheu de cal, ilheu de hierro) posizionati alle estremita’ dell’isola, ha fatto sia che la sabbia sia rimasta protetta.
Ha proprieta’ benefiche accertate scientificamente per problemi di circolazione, per cui va usata in impacchi fredda e bagnata. Invece per artrite, si praticano sabbiature, con sabbia secca e piu calda del corpo.
La prima spiaggia formatasi a porto santo è nata a nord ovest. Poi il vento e le correnti marine hanno formato la grande spiaggia a ovest.

I MULINI A VENTO E L’ACQUA MINERALE

Una delle immagini piu’ suggestive di Porto santo sono i mulini a vento in legno.L’unico mulino originale, pero’ attualmente è nel Museo Cardina, il cui ideatore e propritario produce anche un’ottimo vino.

Particolarita’ da notare: i mulini erano su ruote per poter cambiare direzione al cambio del vento che viene da nord o da sud e cambia repentinamente. Da 35 anni non funzionano piu a causa della lunga siccità che ha colpito l’isola. Con la carenza di acqua e’ cessata la produzione del grano. Un’altra produzione che si e’ estinta era quella dell’acqua,  di qualità eccellente, premiata anche in Argentina. Soppravvive, oggi, solo l’edificio in cui si imbottigliava, all’ingresso di Vila Baleira, vicino all’hotel TORRE praia.

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TOUR NELLA GEOLOGIA DI PORTO SANTO

Per gli appassionati di natura, scienza e geologia, e’ imperdibile il giro dell’isola. Per farsi un’idea della geologia di Porto Santo, si puo’ consultare questo sito: http://conheceroportosanto.weekly.com/geologia.html

Il mio e’ stato un tour fortunato, mi ha accompagnato in jeep una guida italiana, Andrea, originario di Bergamo, che ormai vive a Porto Santo da quasi 6 anni e da qui non ha la minima intenzione di schiodarsi. Grande appassionato di questa terra e del suo lavoro, ci ha fatto scoprire i piu’ piccoli segreti e gli angoli nascosti, emersi circa 40 milioni di anni fa. Abbiamo visto la terra cambiare colore e la vegetazione apparire e sparire, man mano che ci siamo addentrati nella zona piu’ selvaggia dell’sola, attraversandola, fino ad arrivare di fronte strapiombi e scogliere mozzafiato, dove l’Oceano e’ turchese e il vento soffia forte. Abbiamo visto dove nasce la sabbia e i mulini a vento, abbiamo passeggiato per Quinta das Palmeiras, un giardino botanico privato, sorto in mezzo alla landa desertica. Abbiamo visto le canne d’organo, i fichi d’india e anche il campo da Golf, progettato dal campione scomparso Seve Ballesteros. E tutto ci e’ sembrato stupendo. Per chi volesse fare questo giro, Andrea lavora per www.angietravelagency.com”>Angie Travel

VITA A PORTO SANTO. “CARAIBI” A 3 ORE DI VOLO DA MILANO.

Scorre tranquilla e lenta la vita a Porto Santo. Il mio hotel è posizionato direttamente sulla lunghissima spiaggia. Sono ben 9 km di una sabbia benefica, fatta di conchiglie, resti della barriera corallina e vegetazione autoctona, erosi dal tempo passato, dal vento e dal mare. Quel mare non troppo freddo e non troppo arrabbiato, che stenti a ricordare che sia un Oceano. L’isola d’oro … capisco questo epiteto. E’ oro la sabbia fine e di colore giallo intenso, con cui praticano sabbiature, è oro il clima da eterna primavera, è oro il silenzio che la pervade, il suono del mare e la voce del vento. E’ oro il relax profondo che ti prende.
E’ una vita immersa nella natura. Non è solo mare e sole, ma lunghe passeggiate per sentieri tracciati, le gite in bicicletta e la corsa del mattino sulla battigia, ammesso di riuscire a svegliarsi. Perché alla fine un runner resta un runner con la pioggia e il con sole, quando sudi anche l’anima a ogni passo, quando i muscoli non si scaldano e a ogni espiro il fiato si condensa. Ad oggi questa runner si e’ limitata a lunghe camminate sulla battigia, evitando i sassi basaltici color indaco, ruggine, sabbia, grigio e nero, che emergono a ogni onda.

Quasi inesistente la vita notturna, solo qualche ristorante di medio livello e un paio di baretti sulla spiaggia.

 

 

UN’ESTATE ITALIANA. LE MARCHE

All’improvviso mi ritrovo catapultata nella tipica estate italiana, quella che a me sembra un po’ anni ’50. L’estate dei ghiaccioli confezionati che sgocciolano appiccicoso sciroppo all’arancio sul braccio, quella dei venditori ambulanti di braccialettini e quella del cocco bello. Io con lo smalto nero, i sandali glitter, che Frog (il bartender milanese Enrico Contro ndr) ha definito chic da spiaggia, la borsa di paglia ibizenca, i due telefoni e la clutch LV. Un ossimoro perfetto.
Nel cuore dell’Adriatico marchigiano, fuori dalla pazza follia del litorale romagnolo di MiMa, ecco un mare tiepido che oscilla tra l’azzurro intenso del mattino e il verde del mezzodì, increspato dal vento e immerso nel silenzio più irreale. Tanto per dire Bandiera blu 2015.
La spiaggia è di ciottoli piatti candidi e lunghi tratti di spiaggia libera si susseguono a piccoli stabilimenti molto curati eppure semplicissimi. Nota interessante una spiaggia dedicata ai cani, molto pulita e ben tenuta, frequentata da gente educata. Una bella Italia questa, civile, sorridente e tanto gentile. Poi il lato negativo è l’orrenda architettura del litorale. Ma ormai ci siamo ovunque riempiti gli occhi dell’edilizia “dei geometri”.

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PIEDS-DANS-L’EAU. CALA VEDELLA

Ultima sera, ultima cena. È una serata così bella, con quel sole rosso che si inabissa e il vento che soffia. Si cena sulla spiaggia a Cala Vedella. Ci si arriva a costo di diversi tornanti, prima salendo su, in cima alla collina, da cui gode di una panorama pazzesco sulla gola e poi si scende, giù fin sulla spiaggia, circondata da 1000 localini. Fa quell’effetto vacanza… Ci va del pesce, una cosa semplice. Andiamo da Maria Luisa, sul lato sinistro della baia guardando il mare.
Così a prima vista ci pare il miglior posto. Ne notiamo un altro, con i tavolini sulla sabbia, ma questo è più all’interno, su una terrazza. Il menù è quello che speravo, non mi ha deluso. Qualità, gran gentilezza e professionalità. La cameriera mostra il pesce intero e poi lo pulisce e lo serve. E soprattutto l’aglio abbonda.

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IN CERCA DI META

Periodo di transizione, voglia.di viaggiare tanta, accumulo lavorativo a nastro. Sono nella mia amata Chiavari. Pensavo di farmi un paio di giorni di mare-sole-confortfood-famiglia e pensare a quello che voglio fare quest’estate. Invece il mio canino sta male e sono preoccupata. In più quest’anno le finanze non sono al top… oggi proprio mi vanno gli eufemismi…
Penso alle vacanze che mi tira un po’ su di morale. Vorrei qualcosa di insolito. Poco turistico, tipo Madeira o le Azzorre. Isole dall’eterna primavera. Per un attimo mi è balenata per la mente che Malta. Poi ho letto qualche blog e ho cambiato idea. Sembra che siano rimasti tutti delusi. Oppure l’intramontabiile isla blanca. Quanto tempo che non vado a Formentera, ora che ci penso…. il volo low cost ci sarebbe, ma gli hotel sono a cifre inenarrabili. Troppi zeri per i miei gusti. E poi sarebbe per la tradiIonale settimana con mia mamma e forse mia sorella. Forse non è la meta giusta. Contnuo a pensare a Madeira e Porto Santos con la sua spiaggia di 9 km. Il fatto che sia portoghese mi fa pensare che assomigli a Sal e Boa Vista. Clima freschetto e accoglienza da portoghesi appunto.