REAL ALCAZAR DE SEVILLA

Da non perdere a Siviglia. Patrimonio dell’Unesco.

Il Real Alcazar de Sevilla ha origini romane e una storia assai intricata che passa attraverso la dominazione araba, quando assume un ruolo culturale, lo sviluppo del porto fluviale sul Guadalquivir e dei commerci, fino ad assumere il ruolo di sede del governo. E’ uno dei più antichi palazzi al mondo.

Sotto il profilo architettonico, nel corso dei secoli, si sono aggiunti in un perfetto mix and match edifici di stili diversi, dal moresco al romanico, che convivono in un trionfo di maioliche, azulejos, giardini e fontane. Ci si perde negli aranceti e ci si fa guidare dal profumo del mirto, con gli occhi pieni dei colori delle maioliche delle sue scalinate.

Si trova nella Colegiata del Salvador. La visita, che è possibile e consigliabile effettuare anche in notturna, richiede alcune ore, data la dimensione della struttura con i numerosi palazzi e giardini.

Patio de Banderas, s/n. 41004 – Sevilla

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VICHINGHI E JULEDMARKED

 

Partenza per la penisola di Bygdøy per raggiungere il museo che ospita due navi vichinghe praticamente intatte. Autobus n. 30, con la tessera residenti che mi ha regalato l’amico Tomo che vive a Oslo. L’autobus è strapieno e il viaggio molto più lungo del previsto. Sarà che pigiati come aringhe tutto sembra interminabile. Riesco a godermi molto poco il paesaggio a causa della scomodità, ma arrivando quasi alla zona dei musei, ci troviamo anche in coda.il rallentamento permette di godersi il paesaggio che si è fatto molto campestre. Noto prima una fattoria, dove si fermano alcune auto e intorno le tipihe casette in legno, colorate e poggiate su pali. Una signora norvegese, che vive a Oslo, ma è di Bergen, mi spiega che si tratta della casa di campagna della casa reale. In pratica una vera fattoria, di proprietà dei sovrani. Poco dopo si appresta a scendere e mi racconta che va al tradizionale juledmarked, il mercato di Natale.  Io proseguo per il museo Vichingo, ma so che al ritorno farò una puntatina al mercato.
Le navi vichinghe sono imponenti, nere, con la chiglia bassa e piatta. Navigavano a remi come a vela, portando i Vichinghi giù verso le cose inglesi e francesi per le loro scorribande violente e le razzie. Il ritrovamento è stato possibile grazie all’usanza di seppellire il capitano con tutta la sua nave. Delle ignobili gesta vichinghe apprendo al telefono dal mio fidanzato, che mi fatto un riassunto delle puntate precedenti via whatsapp call. Con la testa piena di avventure barbare, mi fermo all’ingresso dello Juledmarked. L’ingresso è di 100 corone. Scopro che il mercato viene allestito all’interno del museo del folklore. Si cammina in un antico villaggio con la case costruite con enormi e massicci tronchi. Nel bel mezzo di questo villaggio iniziano a spuntare le bancarelle di dolci tradizionali, di addobbi natalizi e maglioni e cuffie di lana grossa ruvida. Si sentono i bambini intonare i canti natalizi e la banda suonare. Il Natale quando arriva, arriva. Atmosfera fantastica.

MADEIRA TERRA DI VINI

Se passate in quel tratto di Atlantico a circa 600 km al largo di Casablanca, una sosta a Madeira vale la pena. La vegetazione è rigogliosa e i fiori meravigliosi. E la Principessa Sissi è stata qui, in convalescenza, che Madeira è benefica. Però i Maderesi si vantano più dei natali di Cristiano Ronaldo che di aver ospitato Sissi.
Tanto quanto sono orgogliosi dei vini, assai rinomati. Tre sono i vitigni più pregiati, tra cui il Malvasia. Si tratta di viti basse, vicine a terra e di grappoli ricchi con piccoli acini. La terra vulcanica e il sole creano il miracolo dei vino di Madeira. A Funchal ho visitato una storica cantina, che mi ha fatto degustare le tre tipologie di vini prodotti.
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MADEIRA, L’ISOLA DI LEGNO.

Gita toccata e fuga a Madeira. Cosi chiamata per via della fitta area boschiva che la ricopriva, quando fu scoperta dai Portoghesi. In nave, con il Lobo Marinho, fino a Funchal e poi un giro dell’sola che tocca Monte, con il giardino botanico e la Chiesa di Nossa Senhora do Monte, il villaggio dei pescatori Camara de lobos, la vista dell”isola da Pico dos Barcelos, la cui unica attrattiva era un orrendo bar in cui servivano i piu’ delizioni pastel de nata che io ricordi e il wifi gratuito! E infine la cittadina di Funchal, con una mezz’ora disposizione. Troppo poco per il giardino botanico, che ancora rimpiango, ma sufficiente per la visita alla notissima cantina Blandy’s Madeira, lo struscio nel corso, un’occhiata alla cattedrale e un caffe’ al Ritz. E poi di nuovo imbarcati sulla via del rientro, in serata ormai avanzata. Questa gita, in nave, si può fare solo il venerdì. Infatti è l’unico giorno in cui è prevista una corsa a Madeira al mattino e rientro a Porto Santo nel tardo poneriggio. Questo perché i Maderesi vengono a passare il week end sulle spiagge di Porto Santo.

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IL VINO DI PORTO SANTO

E’ un vino totalmente naturale, con una punta di acidità spiccata, dovuta ai tralicci bassi. Praticamente cresce nella sabbia e per questo acquisisce questa punta di acità. Sono due le varietà bianco e coberto (una sorta di rosè ma color albicocca). Il bianco ha circa 14 gradi e il coberto 16, ma i vini portosantesi possono arrivare anche a 21. Abbiamo degustato i vini della piccola cantina del museo Cardina.

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FONTE DA AREIA

Questa fonte della sabbia di Porto Santo si e’ formata da una barriera corallina fossilizzata circa 14 milioni anni fa. Il sedimento trasportato dal vento si chiama eolianite. La definizione scinetifica e’ sabbia biogenica carbonatada fossilifera (organismi marini, tronchi di alberi e dune di sabbia fossilizzata) praticamente uniche al mondo. Quello che non ho ancora detto e’ che si tratta di uno spettacolo della natura.

Il vento, che soffia in direzioni diverse, ha trasportato poi la sabbia da questa fonte, all’attuale spiaggia. La protezione degli isolotti (ilheu de cal, ilheu de hierro) posizionati alle estremita’ dell’isola, ha fatto sia che la sabbia sia rimasta protetta.
Ha proprieta’ benefiche accertate scientificamente per problemi di circolazione, per cui va usata in impacchi fredda e bagnata. Invece per artrite, si praticano sabbiature, con sabbia secca e piu calda del corpo.
La prima spiaggia formatasi a porto santo è nata a nord ovest. Poi il vento e le correnti marine hanno formato la grande spiaggia a ovest.

I MULINI A VENTO E L’ACQUA MINERALE

Una delle immagini piu’ suggestive di Porto santo sono i mulini a vento in legno.L’unico mulino originale, pero’ attualmente è nel Museo Cardina, il cui ideatore e propritario produce anche un’ottimo vino.

Particolarita’ da notare: i mulini erano su ruote per poter cambiare direzione al cambio del vento che viene da nord o da sud e cambia repentinamente. Da 35 anni non funzionano piu a causa della lunga siccità che ha colpito l’isola. Con la carenza di acqua e’ cessata la produzione del grano. Un’altra produzione che si e’ estinta era quella dell’acqua,  di qualità eccellente, premiata anche in Argentina. Soppravvive, oggi, solo l’edificio in cui si imbottigliava, all’ingresso di Vila Baleira, vicino all’hotel TORRE praia.

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