QUELLO CHE SUCCEDE A MILANO, SUCCEDE NEL PACKAGING

Questa volta una digressione nel mio lavoro, che è anche una delle mie passioni e dei miei feticci, non me la toglie nemmeno la dea khalì. Parte la settimana prossima un roadshow virtuale nel mondo dell’innovazione del packaging e del food, argomenti strettamente connessi. Si premiano i vincitori del contest che ormai organizzo dalla notte dei tempi, i BEST PACKAGING dell’anno. Come si diventa BEST PACKAGING 2015? Ovvero come si vince l’Oscar dell’imballaggio nell’anno di Expo2015? Con una buona dose di innovazione declinata nella scelta di materiali innovativi, rinnovabili, possibilmente provenienti da materie prime non utilizzabili per consumo umano, con soluzioni tecniche che allunghino la shelf life dei prodotti e che aiutino a prevenire lo spreco alimentare, lungo la filiera e nelle dispense di casa. Con innovazioni tecnologiche che abbiamo ricadute sul risparmio di materia prima, di energia, di tempo e che rendano gli imballaggi sostenibili a tutto tondo. Si diventa Best Packaging soprattutto rispondendo ai requisiti della Carta Etica del Packaging, secondo cui l’imballaggio deve essere: responsabile, equilibrato, sicuro, accessibile, trasparente, informativo, contemporaneo, lungimirante, educativo e sostenibile.
Ecco un viaggio dentro oggetti che usiamo tutti i giorni della nostra vita, pioggia o sole, in salute e in malattia, a casa come in valigia, quindi in viaggio. E poi avete mai notato il packaging dei posti che visitiamo. Ci dice molto sulla società, sulle abitudini di vita e di consumo. Nei paesi in via di sviluppo, secondo dati FAO, si spreca almeno il 60% del cibo, perché non protetto e conservato. Meditiamo gente, meditiamo.

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POTAFIORI. APERITIVO DALLA CANTAFIORISTA

Succede a Milano. Succede che spre un posto pazzesco un po’ NYC e un po’ Paris. La proprietarie e ideatrice è un’anima bella. Rossa di capelli, riccia e fiorista con voce d’angelo. È una cantafiorista. Nel suo nuovissomo spazio in via Salasco a Milano si comprano fiori o petali nel packaging, si prende un aperitivo semplice ma gourmet sempre  nel packaging, in attesa che arrivi la cucina e che diventi ristorante. Seduta in un tavolino romantico e sorseggio vino bianco. Sottofondo di una canzone brasiliana sublime che viene interrotta dalla voce di Rosalba che si offre di cantare solo per noi. Tripudio del romanticismo. Ecco se mi risposo voglio farlo qui. Trabi fiori e la musica. Succede a Milano.
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QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, IN QUESTI 6 MESI SUCCEDERÀ PRIMA A MILANO

Adesso che Expo2015 è iniziato con tutto quello che è successo a Milano in meno di 24 ore, non ho dubbi che tutto quello che di nuovo succederà nel prossimo semestre, accadrà prima a Milano. E lo intendo in senso positivo. Insomma Milano è tutto un WOW! Vale la pena di interrompere un progetto di viaggi per tutto questo. A Expo ancora non sono andata, ma al primo giorno del Mercato Metropolitano si. Oggi ha inaugurato anche il Rita&son un chioschetto in cui si siede fuori come in spiaggia. Lo amo già e poi si beve “Rita”. È un mercato dove si compera cibo e si cena nei food truck o nei locali posti all’interno della ex fiera di Senigallia. Via Valenza 2. Milano.

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#MDW15

Scriveranno e avranno già scritto tutti della Milano Design Week, come è ovvio. È la più bella e ricca manifestazione che abbiamo in Italia, piena di idee e di spunti creativi e anche di fuffa. Ma un evento durante il fuorisalone non si nega nemmeno ai condannati, si sa. Facciamo che io parlo della mia di settimana del design. Del mio viaggio nell’universo del packaging, che è il mondo, il mio lavoro e anche un po’ la mia ossessione. Ho cercato di far emergere il dietro le quinte del packaging, quello che usiamo tutti i giorni, almeno 20 al giorni, dal dentifricio in giù. Abbiamo trattato il packaging come un oggetto di design, mettendo in evidenza con interventi grafici i punti di novità. Bilancio della settimana circa 1000 presenze e oltre 350 alla festa della Brera night, con il food designer Fabrizio Sansoni, Frog (Pravda e Zinc) al bancone del bar e Terry Birardi in console. Abbiamo fatto anche un incontro per i giovani Designer con la food blogger Alice Agnelli, alias A Gipsy in the kitchen, che ha ridisegnato la grafica della cinfeziobe limited edition del grand Marnier e che ha portato le sue celebri madeleines. E poi Ada Brunazzi con la storia del black box e Francesca Meana con la confezione out of the box premiata all’ultimo Cosmopack. Chiedetemi se sono felice. SI, LO SONO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOLOGNA, VIA SAN VITALE E LA BARONESSA

Non sperate di comprare tortellini a Bologna il giovedì. E’ lo stramaledetto giorno di chiusura e giorno di apertura di cosmopack. Un giro Bologna dopo anni che bigio, ci stava. Una passeggiata in centro prima di riprendere il treno anche. Mi sento a casa io sotto quei portici antichi, dai tempi che per il cosmopack affittavo la casa della Baronessa Nonsoche, amica della mitica Olga. Lei con il mio affitto ci si comprava il motorino usato. (Suppongo le servisse per scorrazzare nella sua fazenda fuori le mura). E io vivevo in via San Vitale e a cena mangiavo tortellini guardando film.
Scendo dal taxi in via Ugo Bassi. Di fronte si apre piazza del Nettuno e a sinistra si vedono le due torri. Sole, gente a spasso. Ah i bolognesi! Mi sento già felice. Cammino verso piazza Maggiore e poi via D’Azeglio e giro dietro verso via Farini e via Castiglione. La mia Bologna preferita. Negozi chic, misti ad outlet di scarpe, trattorie di una volta come il Giampi e Ciccio e gallerie d’arte. Da Zanardi i tavolini al sole son tutti pieni. Mi fermo da Giampi per un piatto di tortelli alle verdure, dall’aspetto assai casereccissimo. Tornando, passo da piazza Santo Stefano e le sette Chiese. Mi viene in mente che avrei potuto pranzare da Cesarina! Ormai è andata… purtroppo. Passo davanti al Rosarose che anni fa era molto in auge. Si prendeva l’aperitivo con Luca Carboni che faceva una vita molto da bolognese. Chissà forse ora non ce l’ha più il fisico bestiale…. per bere e per fumare. Vado verso la stazione e noto l’ultimo avamposto dello shopping: Blocco31. Ci aono dei sandali molto interessanti. Alla fine resisto e vado senza comprare. Ma memorizzo e-shop blocco31.com. Ciao Bologna devo andare al binario 17. Si torna a casa.
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OFELÈ FA EL TO MESTÉ.

Per i non meneghini, significa qualcosa tipo: pasticcere fa il tuo mestiere. Fuor di metafora, quando le cose non le sai…. ahi ahi ahi… e infatti. La delusione è cocente. Finisco ora una lunga chiacchiera con un amico regista. Oggi è giornata di intuizioni. Una delle mie solite, quelle intuizioni che sono solo guizzi, flash insomma idee così, tutte da pensare e sviluppare. In questo momento il lavoro mi sta dando delle soddisfazioni. Faccio cose che mi piacciono e sono nelle mie corde. Scrivo. Scrivo tantissimo. E invento eventi. Ecco sto progettando qualcosa per il fuorisalone. L’idea di un docu-film un viaggio nel mondo del packaging, magari partendo dalle opinioni dei designer e della gente. Un’idea senza svolgimento per ora. Il regista l’avrei. Cioè pensavo. Poi ho sbattuto il muso sulla professionalità. Su quello che non so. Quello che non so fare. E sul budget. Quello si che è stato un gancio. KO tecnico. Va beh dai, domani è un altro giorno e un altro viaggio.

STOP OVER NATALIZIO ALLO CHATEAU MONFORT

Non chiedetemi perchè, ma ancora non c’ero stata allo Cheteau Monfort. L’opulenza esterna dell’edificio è mitigata dall’eleganza degli interni. Tutto è beige. Come deve essere. Presentazione dell’Accademia del Profumo condotta da Filippa Lagerback, che è sempre super chic e minimalista. La classe è classe. Si comincia con un welcome coffee molto coreografico. Guardare e non toccare. Sono grassa come un’oca, quindi a dieta liquida. La mattina si prospetta duramente intrigante. E poi hanno il quid le organizzatrici: hanno ordinato una magnum di atmosfera natalizia doc.

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