MITI DI STOCCOLMA

Vuoi andare a Stoccolma sotto Natale e non fare un salto al tradizionale mercatino natalizio? È datato 1523. Però è il solito mercatino. La cosa carina è la localizzazione al centro di Gamla Stan, in alto, circondato da alcuni degli edifici più belli e eantichi della capitale svedese.

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STOCCOLMA AL FRESENIUS HOTEL

Natale è il priodo dell’anno che amo di più. Quello che mi fa sempre svegliare felice anche se il cielo è grigio. Ci sono le luci, quell’atmosfera festosa, i locali pieni e le feste con amici e conoscenti. E lo shopping. Poi c’è lo shopping. Il periodo prenatalizio per me è andare nel nord, al freddo, dove le tradizioni natalizie sono resistenti.

Quest’anno è Stoccolma. Viaggio comperato a due soldi a fine settembre, l’ho poi pagato con un hitel costosissimo, mio malgrado. Però posizione fantastica a Gamla Stan, il quartiere medioevale e affacciato sul mare. Ho scelto il First Fresenius. Ne è valsa la pena. La struttura è calda e accogliente, con un breakfast di ottima qualità. La camera molto spaziosa e ben arredata, con due grandi finestre e in bagno molto grande. Immancabile la poltroncina rivestita di colone a quadretti bianco e rosso.

SHOPPING DELL’ANNO

L’oggetto del desiderio dell’estate 2017 arriva diretto da San Teodoro: zoccoletti leggerissimi a tacco alto (ma esiste anche basso) fatti su misura. Si sceglie l’altezza e la tipologia di tacco preferita, da zero a 12 cm in diverse varianti, zeppa inclusa. Si sceglie la tomaia, proposta in infinite varianti, dal tessuto, alla pelle in mille colori fino al glitter. Ho scelto il glitter in un tono verde pavone, tacco alto, ma non altissimo. L’idea è di una coppia giovane e suoer carina, lei indossa e spiga, lui realizza. Provi lo zoccolo, cammini e se te lo senti bene al piede, la tomaia viene fissata con chiodi e borchie e rifinita con taglierino. Io non sono stata tantonattenta quando ho provato il mio paio e il giorno dopo mi sono accorta che il sinistro stringeva. Servizio clienti da 10 e lode. La sera dopo è stato sistemato in 5 minuti. Presto comprarne un altro paio.

VICHINGHI E JULEDMARKED

 

Partenza per la penisola di Bygdøy per raggiungere il museo che ospita due navi vichinghe praticamente intatte. Autobus n. 30, con la tessera residenti che mi ha regalato l’amico Tomo che vive a Oslo. L’autobus è strapieno e il viaggio molto più lungo del previsto. Sarà che pigiati come aringhe tutto sembra interminabile. Riesco a godermi molto poco il paesaggio a causa della scomodità, ma arrivando quasi alla zona dei musei, ci troviamo anche in coda.il rallentamento permette di godersi il paesaggio che si è fatto molto campestre. Noto prima una fattoria, dove si fermano alcune auto e intorno le tipihe casette in legno, colorate e poggiate su pali. Una signora norvegese, che vive a Oslo, ma è di Bergen, mi spiega che si tratta della casa di campagna della casa reale. In pratica una vera fattoria, di proprietà dei sovrani. Poco dopo si appresta a scendere e mi racconta che va al tradizionale juledmarked, il mercato di Natale.  Io proseguo per il museo Vichingo, ma so che al ritorno farò una puntatina al mercato.
Le navi vichinghe sono imponenti, nere, con la chiglia bassa e piatta. Navigavano a remi come a vela, portando i Vichinghi giù verso le cose inglesi e francesi per le loro scorribande violente e le razzie. Il ritrovamento è stato possibile grazie all’usanza di seppellire il capitano con tutta la sua nave. Delle ignobili gesta vichinghe apprendo al telefono dal mio fidanzato, che mi fatto un riassunto delle puntate precedenti via whatsapp call. Con la testa piena di avventure barbare, mi fermo all’ingresso dello Juledmarked. L’ingresso è di 100 corone. Scopro che il mercato viene allestito all’interno del museo del folklore. Si cammina in un antico villaggio con la case costruite con enormi e massicci tronchi. Nel bel mezzo di questo villaggio iniziano a spuntare le bancarelle di dolci tradizionali, di addobbi natalizi e maglioni e cuffie di lana grossa ruvida. Si sentono i bambini intonare i canti natalizi e la banda suonare. Il Natale quando arriva, arriva. Atmosfera fantastica.

MATHALLEN OH YES. VULKAN

 

 

 

 

 

 

 

 

A qualche km dal centro, vicino al fiume si trova un quartiere operaio riqualificato, o quasi. Per raggiungerlo a piedi ho dovuto chiedere a diverse persone, segno che non è poi così conosciuto. Di bello lungo la strada ho visto un piccolo agglomerato di casette colorate di tipica architettura norvegese. Un paio di queste trasformate in ristorantini. A circa 1 km sorge un’area definita Vulkan. Oltre a un hotel (PS:Hotell) vi si trovano alcuni negozi e il mercato di Mathallen. È un edificio al cui interno si trova la migliore offerta gastronomica di Oslo sia come ingredienti, che come piccoli localini in cui pranzare. Valeva l’impervia trasferta. Ma è distante da ogni altra cosa da vedere e il quartiere abbastanza squallido. Non alloggerei a Vulkan.

AKER BRYGGE

 

Fermata del tram e bus Radhaus. Ma dal centro storico, da Karl Johans Gate si raggiunge a piedi in meno di 10 min. È appena dietro il Municipio (orribile mausoleo in mattoni rossi). Da qui si parte per la penisola di Bygdøy, dove si trova la maggior parte dei musei di Oslo, quelli più caratteristici, come il Fram Museet o il Viking ship musum.
Da qui partono anche i Ferry boat per il fiordo o per Bygdøy. Da qui parte anche la vita notturna più chic e lo shopping di design. Il resto è noia. Il tipico design norvegese si trova anche a House of Oslo, a pochi passi da Aker Brygge.
En passant è uno dei luoghi per eccellenza per uscire la sera. Il bistrot Louise è ottimo per il pesce, si fa la coda per un tavolo al tapas bar Delicatessen (molto buono, ma non fanno il pulpo a la gallega) epoi ci sono una serie di chiccosissimi negozi giusto di fianco. Imperdibili.

UN MUSEO SULL’OCEANO

 

Astrop Fearnley Museet. Solo per l’architettura di legno e vetro sospesa come una palafitta sull’Oceano, merita la passeggiata fino alla fine di Aker Brygge, quartiere di recente costruzione sul fiordo di Oslo. Strano… È realizzato da Renzo Piano. È il quartiere dei localini e ristorantini, vive durante l’intera giornata, ma secondo me, almeno in inverno dà il meglio di sè nel tardo pomeriggio sera, quando si anima a dismisura. Qui in un tapas bar ho cenato con gli amici Giapponesi che vivono a Oslo, Tomo e Aya. Il posto si chiama Delicatessen e si trova all’inizio di Aker Brygge, nella parallela che. On dà direttamente sul mare. Per me, Aker Brygge il quartiere più bello da vivere in ogni stagione.
Tornando al museo, ospita mostre temporanee, come quella dedicata all’arte contemporanea statunitense che ho visto io. Erano esposte opere di Damien Hirst e Jeff Koons.