NOVEMBRE A MILANO E LO SHOPPING SEGRETO DELLE FASHION ADDICTED

Eh si. A Milano esiste anche questo canale, semi segreto, che serpeggia in un passaparola via e-mail, per lo shopping più up-to-date, bypassando la capsule collection low cost, per cui si accapigliano “tutte le altre”. A patto di entrare in una taglia 40… dai anche 42 a volte. E’ tutta una questione di avere amici nel giro della moda, delle pierre e showroom e, soprattutto, fashion editor, ultime ma proprio non ultime, perché si aggiudicano il bottino migliore.
La stanzialità ha anche questi effetti collaterali. Ti butti sullo shopping, sebbene la cabina armadio sia ormai raddoppiata da tempo e la carta di credito in caduta libera.
Tra i vari inviti arrivati da amici – e amici di amici – uno in particolare mi ha svoltato la giornata. E’ quello di Silvia Boselli. Un sorriso luminoso, gli occhi da cerbiatto e le mani da artigiana del lusso. E’ una sognatrice questa Silvia, di quelle che emigrano per ragioni di cuore. E un piccolo grande sogno sono le sue clutch di pitone colorate. Un must have che dura nel tempo. Cavalca la moda ma non si fa travolgere, diventa iconico.

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SENIGALLIA. MARCHE

Il giro di Senigallia è dal lungomare di fronte al ponte. Poi il centro storico con qualche negozio grazioso, la piazza e la Chiesa. Sul limitare del centro diversi baretti per aperitivi. Gradevole l’architettura dei palazzi storici in mattoni. Poi via verso la Rotonda sul mare. .

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LA ISLA DI ELLI. IBIZA TOP TEN

Elena Martelli, TV writer, giornalista, amica-del-cuore. Solo la Elli. Fanatica di Ibiza al punto di sceglierla come buen retiro con la sua famiglia. La famiglia perfetta, secondo me, fatta di teste pensanti, cuori pulsanti, vita vissuta e scarpe della Madonna.
Ecco la sua top ten, contagiosa, secondo me. Non ho provato tutto, ma quello che ho provato l’ho amato.

1. Il primo bagno di stagione a Cala Jondal, al Tropicana.
2. Zumo, sempre e nonostante i 10 euro. Specialmente nel mercatino di Las Dalias.
3. Il capanno dei pescatori
4. Ibiza del sud. Profondo, giù sulla punta.
5. Sluiz. Sluiz. Sluiz. Già che ci sei vai a Santa Gertrude.
6. Vincente Ganesha a Eivissa. Il vintage imperdibile.
7. Il Bar Anita a San Carlo
8. Es Boldado. Solo pesce e no carte a Cala d’Hort
9. Salina, Sa Trinxa. Storico, di culto. Almeno una volta nella vita.
10. Es Vedrà, il punto magico dell’isola.

EIVISSA

Eivissa è cultura e shopping e vita notturna. Il vintage è da Vincente Ganesha. Un accessorio hippy da Ibiza? Sicuramente da World family of Ibiza, a prezzi stratosferici ovviamente.
E poi Oliver, ci trovi dagli accessori per la casa, alle bluse e perfino i tappeti. Per abiti ibizenchi e camicioni bianchi hippy style Oco Ibiza. A cena? Per chi non vuole ir de tapas, infognandosi nei vicoli affollati, c’è la Brasa. Molto carino il posto, con cortiletto per cenare all’aperto (e morire di caldo).

RAVENNA TRA SPROFONDAMENTO E IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE.

Ravenna. No dico Ravenna. Chi onestamente darebbe due lire a questa città, così senza esserci mai stato? Che poi io sì che ci ero stata, alle medie credo…. ma non mi ricordavo proprio un bel niente. Tra situazione geografica, geologica, storia e architettura, dovrebbe essere più famosa di Parigi!
E poi ci sono i negozi di via Cavour, molto in stile alto-romagnolo, vale a dire belli, con capi griffati…ma sempre con quel “troppo” romagnolo. Il punto è quali capi griffati e come sono accostati. Romagna style appunto. Sempre un po’ troppo, per i canoni milanesi. Ma poi quando sei lì compreresti tutto….e vaffambagno al minimalismo. Chiudo con i locali. Aperitivi a nastro nelle viette pedonali. A cena sono stata a Ca’ de Ven. Piada e squacquerone a nastro. Ma ci sono anche piatti della tradizione bolognese. Strapieno.

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TI CONOSCO MASCHERINA VENEZIANA.

Non avevo mai dato grande peso alle maschere veneziane. Invece adesso mi ricredo su questa tradizione artigianale. Per una festa che ho appena organizzato ero a corto di idee, per renderla un po’ diversa e coinvolgente. Avevo la location, gli ospiti allegri, la fotografa supersonica, Francesca Bottazzin (così super che i miei invitati, da un anno con l’altro, mi chiedono se ci sarà la fotografa gnocca)… ma nessuna idea in più. Poi noto le maschere. Cosi parto per una spedizione punitiva per le calli di Castello, alla ricerche di maschere origjnali e di buona fattura. Trovo un negozio molto bello con annesso laboratorio. Stanno realizzando a mano maschere di cartapesta, dipinte o rivestite con stoffe. Catturano la mia attenzione quelle bianche grezze, ancora da decorare. Tratto sul prezzo (è una deformazione ormai: sui miei business card c’è scritto “esperta in trattative marocchine”). Ne compero 5 e poi altre 15 in pizzo nero e colorato per le mie ospiti. Le useremo per scattare foto e molte polaroid che si porteranno via come ricordo, insieme alle maschere.  Quelle più preziose sono a prezzi inavvicinabili ma così raffinate e preziose.
Le vorrei tutte. Mi accontento di quella in pizzo nero, un po’ da gatta.

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VENEZIA, UNA VALIGIA TUTTA SBAGLIATA E IL CALDO

Che giornata! Arrivata a Venezia per il mio evento annuale. Sveglia all’alba, letargia acuta in treno, caldo esasperante. La camera non è pronta e cerco invano di porre rimedio alla valigia da isola deserta che ho fatto. Non ho niente di adatto al clima. Tra i tessuti e il nero imperante proprio non ci siamo. Cerco di pensare a un bel giro nei musei. Ho visto Rousseau a Palazzo Ducale. Ammesso che riesca ad entrarci. Però Venezia è sempre Venezia.