LECCE, ANIMA BAROCCA

Che potrei dire su Lecce che già non sia arcinoto? Il barocco leccese incanta la vista, anche con la folla agostana di flip flop e cappelli di paglia. Pur essendo una città piccola, che si può vedere in una manciata di ore, presenta diverse chiese e piazze degne di nota, un castello e un anfiteatro romano in ottimo stato di conservazione, con una programmazione che alterna l’opera ai concerti. Ci sono capitata in una giornata ventosa, che ha reso la visita gradevole e poco faticosa. Un’esposizione di antiquariato con pezzi interessanti è stato un piacevole diversivo tra una chiesa e un palazzo. A pranzo una frisa o una puccia, in uno degli innumerevoli localini del centro, per chiudere il caffè in ghiacco leccese, e di nuovo in macchina, verso la campagna.

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A PORTO LUNGO IL DOURO

Lungo im Douro ci portano il vino, si svolge la vita sociale di Porto, ma ha anche una sua valenza più turistica. È possibile vederne le sponde, navigando sui vecchi barconi in legno con il naso per aria. Non solo acqua, ma anche moderna architettura. 7 sono i ponti antichi e futuribili che attraversano il fiume. Percorrendone la sponda sul tram della linea 1 è anche possibile arrivare fino alle spiagge cittadine. Il vecchio tram ha un grandissimo fascino storico, ma è sovraffollato e il biglietto costa 3 euro a tratta. Tuttavia, se si riesce a sedersi, è possibile ammirare questo tratto del quartiere e del fiume, con un percorso di circa 20/25 minuti. 

RIBEIRA ANIMA DI PORTO

Ribeira è senz’altro il quartiere più carino di Porto. Dal fiume Douro si inerpica in un dedalo di stradine strette tra case colorate. Lungo il fiume si possoni vedere ancora attraccate le tipiche barche utilizzate per il trasporto del vino locale, il famoso Porto. Il quartiere è abbastanza piccolo e molto vuvace con localini dove bere sangria branca o il più moderno Porto sour e mangiare i tipici petiscos. C’è sempre qualcuno che canta o suona nei locali all’aperto susl lungofiume. Arrivarci dal centro storico è semplice. Da Praca da Libertade si prosegue verso la stazione di Sao Bento e si imbocca rua do flores. È un percorso animato da negozietti e pastelerie in cui gustare i tradizionali pasteis de nata. La nota dolente è la risalita. Le strade in ciottolato sono non solo molto in pendenza, ma anche scivolose e a metà maggio si raggiungono già i 30 gradi. Un rientro in taxi è consigliato e molto economico. Con meno di 5 euro e pochi minuti di auto si fa rientro freschi e riposati.

PORTO: VINO E OCEANO

Recente incursione portoghese dopo un inverno molto stanziale e molto lavorativo. Da quando Ryanair ha coperto questa rotta con volo diretto da Malpensa1, arrivarci è un gioco da ragazzi. Sono circa 2h15′ di volo e l’aeroporto è a solo 11 km dal centro. Con una breve ed economica corsa in taxi si arriva. Ho optato per un break di 5 giorni a fine maggio. Stagione perfetta, per fare anche mare. Se ci si volesse fermare solo a Porto, 5 giorni sarebbero tanti. La città conta 350mila abitanti, ma il centro storico con i monumenti barocchi e il vecchio quartiere di Ribeira sul fiume sono concentrati in una passeggiata di circa 20/25 minuti. 

ALICANTE E IL CASTILLO DE SANTA BARBARA

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Ad Alicante si trova una fortificazione di grande interesse e un ottimo stato di conservazione. Sarà che per raggiungerla, bisogna armarsi di santa pazienza. Il Castillo di Santa Barbara si vede dalla piazza centrale ma anche dalla spiaggia. Se non siete claustrofobici potete salire con un ascensore che passa all’interno della montagna. Altrimenti si può fare gli sportivi e salire a piedi. Dal centro storico si segue una strada interna parallela al mare. Proseguendo un tratto oltre le indicazioni per l’ascensore, si trova una strada sterrata che si inerpica fino al castello e si congiunge con la carrettera nell’ultimo e più impervio tratto. Si arriva in circa 20/30 minuti. Vale la salita.

ALICANTE, COSTA BLANCA

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Alicante, ovvero l’indolenza del sud nei muri color sabbia, nella cadenza cantilenante dei “buenas”, nelle scalinate di pietra bianca e nelle 300 varietà di paella.
Quattro giorni full immersion in Costa Blanca, pomeriggio in spiaggia ed escursione a Murcia, incluse. Perfetto interludio di metà marzo.

ALHAMBRA. GRANADA

Patrimonio dell’Unesco, a buon diritto, insieme al giardino, candidato – tra 21 monumenti finalisti – a diventare una delle 7 meraviglie del mondo.  Perfetto esempio di architettura in stile andaluso, il nome arabo Qalʿat al-ḥamrā significa cittadella rossa, infatti l’edificio è una medina, circondato da mura. Anticamente era una specie di borgo a sé, con moschee, botteghe e tutto quanto servisse alla sopravvivenza della popolazione che abitava. Granada visse un periodo di dominazione araba ma alla fine del quattrocento la Reconquista riportò la città in mani spagnole. Il palazzo reale fu stabilito proprio nell’Alhambra, che fu quindi risparmiata. Molti altri edifici arabi furono invece rasi al suolo. Nell’Albayzin, ad esempio, non si conserva che qualche ricordo delle ben 26 moschee che si trovavano in epoca moresca.

Ci vuole quasi una giornata per visitare l’intero complesso con il giardino, partendo da l’Alcazaba (del XIV secolo, costituito da Palacio de Comares e dal Palacio de los Leones), Mexuar (la sala più antica, per le udienze), Patio del Mexuar o del Cuarto Dorado (in epoca cristiana divenne abitazione della Regina Isabella del Portogallo), Patio de la Alberca o de los Arrayanes (Patio dei mirti), Sala de la Barca (anticamera del salone del trono).