MODERNI SCRITTORI E CAPPUCCINO IN SPIAGGIA

Scrivere in riva al mare è sempre ispirante, anche in giornate un po’ nuvolose, quando al bar della spiaggia hanno finito le brioche. Che poi al Blubistrò, all’inizio della spiaggia della Cinta, sino squisite, degne di una pasticceria, servite con chiacchiere e sorrisi tutti sardi, sul bianco abbacinante dei tavolini pieds-dans-l’eau, che a noi Milanesi ci manda sempre in visibilio, stare con i piedi nella sabbia. Stamattina il tempo è incerto, ma è talmente bello che non ti accorgi nemmeno che il sole già fa capolino e hai appena finito il secondo cappuccino, praticamente perfetto, nonfosse che sono parchi con lo zucchero.

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COSTA BOROTALCO. LA CINTA


È la spiaggia più nota, la più battuta, la.più grande e aperta, con la poseidonia oceanica a riva e le dune alle spalle e uno stagno a ridosso, sosta estiva dei fenicotteri. 

Sullo stesso litorale ci sono altre perle della Costa Smeralda come Isuledda, Brandinchi, Capo Coda Cavallo e Lu Impostu. La Cinta resta, però, la mia tappa quasi fissa, mare di cristallo e Tavolara di fronte. Il tratto di spiaggia libera più appetibile e con poca gente è in fondo, dopo la scuola di kite. Però, se ho voglia di chiacchiere mi fermo al SEALAND, piccolo stabilimento con 36 ombrelloni, lettini color del sole e una capannina spartana, dove stanno i baywatch sorridenti. Nonostante sia nel tratto di spiaggia più affollata, in prossimità delle docce e non lontano dai bar, è una piccola oasi di pace, easy e dove ti senti a casa. Per me è il lido numero 1 perchè ti offre una confort zone dell’anima, prezzi onesti e sorrisi gratuiti di Francesco, il bagnino. Perché poi i posti li fanno le persone, non le cose. 

SARDEGNA DI MEZZA ESTATE


Lo so agosto è una pessima idea. Un pessimo mese per godersi la bellezza del sardo mar. D’altra parte se sono una vittima consapevole delle vacanze d’agosto, non ho che farmene una ragione. E comunque io in Sardegna non sono mai stata, quindi si prospetta non solo di una stratosferica bellezza, ma anche una nuova esperienza. 

Destinazione Costa Smeralda, a San Teodoro. Ecco scordatevi la Sardegna con piccoli paesini tranquilli, senza locali e con dolci notti a far niente. San Teodoro è al centro della vita notturna e attira gran quantità di giovani giovamissimi in posti come l’Ambra night o il Budda Beach. Arrivo di sera, con il cronico e rasserenante ritado di Merdiana, giusto il tempo di posare la valigia e via per il tourbillon del pease, tra mercatini e ristoranti. Cominciamo bene….

DA PORTO ALL’OCEANO ATLANTICO

Maggio è già un nese ideale per godersi la spiaggia. Alcune spiagge, come Marosinhos, sono praticamente alla fine della città e si raggiungono in metro. La mia personale opinione è che, avendo anche un solo giorno a disposizione, valga la pena di arrivare fino alle spiagge nella zona di Esponho. Dalla stazione di Sao Bento, che tra l’altro è uno spettacolo di azulejos, in mezz’ora si arriva. La linea è quella di Aveiro e il biglietto costa ben 3.50 euro. Un trenino leggero porta fino ai 17 km di spiaggia bianca del litorale oceanico. Io ho anche fatto il bagno. 

PETISCOS, PORTO E BACALAO

La cucina di Porto è piuttosto curata. Sebbene la specialità della città sia un panino mortifero chiamato Francesinha, ci sino moltissimi locali di nuova concezione, in alternstiva alle tradizonali taverne, in po’ lugubri. La cucina è sempre quella della tradizione, con il bacalao che la vince su tutto, ma le ricette sono attualizzate e rivisitate. Basta non fermarsi solo a Praca Ribeira, ma addentrarsi nelle stradine laterali, per scovare indirizzi in cui vale la pena ordinare il tableau di formaggi tipici, o le crocchette di baccalà. E per chi vuole qualcosa più dei petiscos, da assaggiare il fritto di pesce, accompagnato da una pentola in ghisa con riso e fagioli.  Per i curiosi con lo stomaco di ferro una francesinha non si nega a nessuno. Pane, manzo ai ferri, prosciutto affumicato, salsiccia, il tutto ricorperto da abbondante formaggio fuso e salsa alla birra a profusione. Insomma è un panino, ma si consuma con coltello e forchetta. 

A PORTO LUNGO IL DOURO

Lungo im Douro ci portano il vino, si svolge la vita sociale di Porto, ma ha anche una sua valenza più turistica. È possibile vederne le sponde, navigando sui vecchi barconi in legno con il naso per aria. Non solo acqua, ma anche moderna architettura. 7 sono i ponti antichi e futuribili che attraversano il fiume. Percorrendone la sponda sul tram della linea 1 è anche possibile arrivare fino alle spiagge cittadine. Il vecchio tram ha un grandissimo fascino storico, ma è sovraffollato e il biglietto costa 3 euro a tratta. Tuttavia, se si riesce a sedersi, è possibile ammirare questo tratto del quartiere e del fiume, con un percorso di circa 20/25 minuti. 

PORTO: GUSTAV EIFFEL È STATO QUI

Il ponte sul Douro, giù a Ribeira è uno dei simboli di modernità di Porto. Eppure il ponte in ferro risale alla fine dell’800 ad opera di Gustav Eiffel, si quello della torre. Ci si cammina tranquillamente per andare da un capo all’altro del fiume e raggiubgere la sponda opposta, in cui si trovano le più rinomate cantine di Porto. Volendo, dalla fortificazione posta a pochi metri della stazione di Sao Bento, è possibile camminare anche in cima al ponte, ad una notevole altezza. Qui passa anche la linea tramviaria.