LECCE, ANIMA BAROCCA

Che potrei dire su Lecce che già non sia arcinoto? Il barocco leccese incanta la vista, anche con la folla agostana di flip flop e cappelli di paglia. Pur essendo una città piccola, che si può vedere in una manciata di ore, presenta diverse chiese e piazze degne di nota, un castello e un anfiteatro romano in ottimo stato di conservazione, con una programmazione che alterna l’opera ai concerti. Ci sono capitata in una giornata ventosa, che ha reso la visita gradevole e poco faticosa. Un’esposizione di antiquariato con pezzi interessanti è stato un piacevole diversivo tra una chiesa e un palazzo. A pranzo una frisa o una puccia, in uno degli innumerevoli localini del centro, per chiudere il caffè in ghiacco leccese, e di nuovo in macchina, verso la campagna.

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COUNTRYLIFE IN ALTO SALENTO

Per staccare dalla routine “solo mare” la seconda parte di agosto l’ho passata in Puglia, in Alto Salento, ma ho scelto l’opzione campagna. Approfittando della scelta di vita del mio fidanzato, che nel suo terreno produce olio evo, pomodori da salsa, peperoncini, barattiere e melanzane, ho provato l’ebbrezza della vita agreste. Il relax è assicurato, si vive praticamenete sempre all’esterno, si mangia ció che produce l’orto e si gode anche dell’escursione termica serale, che s fine agosto, significa cachemirino dopo cena. La vita scorre lenta in campagna e il mio fidanzato dice sempre che si vivono tre vite in una, perchè oltre alla campagna, in pochi minuti di macchina di arriva sulle spiagge di Specchiolla, Torre Guaceto e Apani e poi si può andare a cena in deliziosi paesini barocchi come Ostuni o Ceglie Messapica.

NEL SILENZIO DI CALA D’AMBRA

Settimana di ferragosto, La Cinta è peggio di Riccione dei tempi d’oro, nemmeno mezzo metro per stendere il fouta. In questo scenario apocalittico, trovo il modo di vincere la pigrizia della comoda station wagon di mia soreĺla. Prendo il trenino Teodorino che va alle spiagge e mi trascino di buon mattino a Cala d’Ambra. È quasi deserta, raccolta. Duenpiccole baie sono delimitate da rocce erose che formano piccole piscine di acqua trasparente. Peccato che i fondali siano sassosi dopo l’ultima mareggiata. Stendo il mio telo a 1 metro dall’acqua. E con ilmpassare delle ore noto che la spiaggia non si riempie più di tanto e rimane avvolta in un silenzio, che fa riecheggiare solo la risacca del mare. Pace infinita e acqua azzurra e fresca. Alle spalle la machia mediterranea selvaggia. Verso metà pomeriggio decido di riprendere il trenino alla volta della Cinta. Rimini si è trasferita qui. Breve storia triste. 

SARDEGNA DI MEZZA ESTATE


Lo so agosto è una pessima idea. Un pessimo mese per godersi la bellezza del sardo mar. D’altra parte se sono una vittima consapevole delle vacanze d’agosto, non ho che farmene una ragione. E comunque io in Sardegna non sono mai stata, quindi si prospetta non solo di una stratosferica bellezza, ma anche una nuova esperienza. 

Destinazione Costa Smeralda, a San Teodoro. Ecco scordatevi la Sardegna con piccoli paesini tranquilli, senza locali e con dolci notti a far niente. San Teodoro è al centro della vita notturna e attira gran quantità di giovani giovamissimi in posti come l’Ambra night o il Budda Beach. Arrivo di sera, con il cronico e rasserenante ritado di Merdiana, giusto il tempo di posare la valigia e via per il tourbillon del pease, tra mercatini e ristoranti. Cominciamo bene….

DA PORTO ALL’OCEANO ATLANTICO

Maggio è già un nese ideale per godersi la spiaggia. Alcune spiagge, come Marosinhos, sono praticamente alla fine della città e si raggiungono in metro. La mia personale opinione è che, avendo anche un solo giorno a disposizione, valga la pena di arrivare fino alle spiagge nella zona di Esponho. Dalla stazione di Sao Bento, che tra l’altro è uno spettacolo di azulejos, in mezz’ora si arriva. La linea è quella di Aveiro e il biglietto costa ben 3.50 euro. Un trenino leggero porta fino ai 17 km di spiaggia bianca del litorale oceanico. Io ho anche fatto il bagno. 

PETISCOS, PORTO E BACALAO

La cucina di Porto è piuttosto curata. Sebbene la specialità della città sia un panino mortifero chiamato Francesinha, ci sino moltissimi locali di nuova concezione, in alternstiva alle tradizonali taverne, in po’ lugubri. La cucina è sempre quella della tradizione, con il bacalao che la vince su tutto, ma le ricette sono attualizzate e rivisitate. Basta non fermarsi solo a Praca Ribeira, ma addentrarsi nelle stradine laterali, per scovare indirizzi in cui vale la pena ordinare il tableau di formaggi tipici, o le crocchette di baccalà. E per chi vuole qualcosa più dei petiscos, da assaggiare il fritto di pesce, accompagnato da una pentola in ghisa con riso e fagioli.  Per i curiosi con lo stomaco di ferro una francesinha non si nega a nessuno. Pane, manzo ai ferri, prosciutto affumicato, salsiccia, il tutto ricorperto da abbondante formaggio fuso e salsa alla birra a profusione. Insomma è un panino, ma si consuma con coltello e forchetta. 

A PORTO LUNGO IL DOURO

Lungo im Douro ci portano il vino, si svolge la vita sociale di Porto, ma ha anche una sua valenza più turistica. È possibile vederne le sponde, navigando sui vecchi barconi in legno con il naso per aria. Non solo acqua, ma anche moderna architettura. 7 sono i ponti antichi e futuribili che attraversano il fiume. Percorrendone la sponda sul tram della linea 1 è anche possibile arrivare fino alle spiagge cittadine. Il vecchio tram ha un grandissimo fascino storico, ma è sovraffollato e il biglietto costa 3 euro a tratta. Tuttavia, se si riesce a sedersi, è possibile ammirare questo tratto del quartiere e del fiume, con un percorso di circa 20/25 minuti.