PORTO: GUSTAV EIFFEL È STATO QUI

Il ponte sul Douro, giù a Ribeira è uno dei simboli di modernità di Porto. Eppure il ponte in ferro risale alla fine dell’800 ad opera di Gustav Eiffel, si quello della torre. Ci si cammina tranquillamente per andare da un capo all’altro del fiume e raggiubgere la sponda opposta, in cui si trovano le più rinomate cantine di Porto. Volendo, dalla fortificazione posta a pochi metri della stazione di Sao Bento, è possibile camminare anche in cima al ponte, ad una notevole altezza. Qui passa anche la linea tramviaria. 

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RIBEIRA ANIMA DI PORTO

Ribeira è senz’altro il quartiere più carino di Porto. Dal fiume Douro si inerpica in un dedalo di stradine strette tra case colorate. Lungo il fiume si possoni vedere ancora attraccate le tipiche barche utilizzate per il trasporto del vino locale, il famoso Porto. Il quartiere è abbastanza piccolo e molto vuvace con localini dove bere sangria branca o il più moderno Porto sour e mangiare i tipici petiscos. C’è sempre qualcuno che canta o suona nei locali all’aperto susl lungofiume. Arrivarci dal centro storico è semplice. Da Praca da Libertade si prosegue verso la stazione di Sao Bento e si imbocca rua do flores. È un percorso animato da negozietti e pastelerie in cui gustare i tradizionali pasteis de nata. La nota dolente è la risalita. Le strade in ciottolato sono non solo molto in pendenza, ma anche scivolose e a metà maggio si raggiungono già i 30 gradi. Un rientro in taxi è consigliato e molto economico. Con meno di 5 euro e pochi minuti di auto si fa rientro freschi e riposati.

AJMAN SARAY LUXURY COLLECTION

Da Dubai e dagli altri Emirati, cosi leggo su un noto blog, una delle mete per un weekend.end fuori porta è il.piccolo emirato di Ajman. Situato lungo la costa, si affaccia sul Golfo Persico in un tratto in cui l’acqua è verde. Sarebbe verde, se il sole riuscisse a bucare la cortina di caldo che lo rende sempre velato. Almeno in estate. Il primo lussuoso resort è l’Ajman Saray Luxury collection. Di recente sono stati ultimati anche un Kempisky e u.o Sheraton. 

Esperienza all’Ajman Saray voto 10. Cortesia e sorrisi del personale sempre e comunque. Acqua in bottiglia offerta senza limiti in camera e sulla spiaggia.

Il ristorante Vita, con annesso bar, è funzionante 24h/24. La cucina è varia e di eccellente qualità. Cotture perfette di carni e pesce e sapori arabi autentici e molto delicati. Hummus da urlo. 

Dulcis in fundo, l’Ajman Saray offre una navetta gratuita con guida per visitare i dintorni, dal museo di Amman, a  Sharia, fino a Dubai Mall e tour della città. All free of charge, ma molto molto di charme.

FERIA DE ABRIL A SIVIGLIA

Se si ha la fortuna di capitare a Siviglia durante la Feria di Abril, si assiste a una tradizione ancora molto radicata in città. In realtà è quasi impossibile trovare posto in città e le quotazioni degli hotel schizzano alle stelle, come dei terra-aria impazziti. Si tiene circa 2 settimane dopo la settimana santa. Si inaugura il lunedì a mezzanotte con l’accensione di migliaia di luci e termine a mezzanotte di domenica con fuochi d’artificio.

Da ogni parte della città ci si affretta a prendere posto per fissare le grandi tende in cui la gente vivrà durante questo evento. I negozi di abiti tradizionali, pettini per capelli, calzature e quant’altro, vivono di vita propria in un turbinio di acquisti sconsiderati in cui ovviamente mi sono fatta tirar dentro, seppure acquistando solo fermagli e pettini per capelli e anche qualche ventaglio.

TORRE DE ORO.IL PERIODO MORESCO DI SIVIGLIA

Non lontano da Plaza de toros si trova la Torre del oro. Presidio militare risalente all’epoca di dominazione moresca della città andalusa, è una torre alta 36 metri, con 12 lati, che serviva a controllare l’accesso alla città dal Guadalquivir. Prende il nome da un riflesso sull’acqua del fiume,  dovuto a malta, calce e paglia pressata che la ricoprivano. La prima sezione risale al 1220, poi ne segue una seconda del XV secolo e infine la terza e la cupola, che risalgono a metà del 1700. Costituiva uno dei punto di ancoraggio di una enorme catena, che aveva la funzione di bloccare le flotte che si avvicinavano alla città e proteggeva l’Alcazar.

CASA DE PILATOS. LA LEGGENDA DI SIVIGLIA

E anche la casa de Pilatos è un grande esempio architettonico sivigliano del XV secolo. Non le si rende sufficiente giustizia, è meno nota di altri monumenti cittadini, quindi si rischia di perderla per strada. Di tralasciarla, magari per oziare in qualche taverna con una copa di vino tinto in mano.

Residenza del giovane marchese di Tarifa, prende il nome da una serie di mistificazioni attuate dallo stesso padrone di casa, che si adoperò per far credere ai concittadini che, tra la casa di Ponzio Pilato e il Monte Golgota, intercorreva la stessa distanza che separava la propria dimora dal santuario della Croce di Campo. In pratica si diffuse la leggenda che questa fosse una copia della casa del pretore romano. E quindi casa de Pilatos. Il portone arriva da Genova a metà del 1500, la balconata rinascimentale dal Borneo e il cortile centrale è adornato dall’immancabile fontana. Una scalinata piastrellata collega i due piani dell’edificio, che all’interno conserva dipinti di grande valore: una Pietà di Sebastiano dal Piombo e una Tauromachia di Goya.

P L A Z A D E T O R O S. SIVIGLIA

Posso dire che Plaza de Toros è ciò che più mi ha emozionato di Siviglia?

[Odio la corrida. La detesto e la depreco. E’ una barbarie e mai, mai nella vita, andrò ad assistere a un simile orrore.]

Ciò detto, entrare nell’arena, per quanto mesta e vuota, mi ha suggestionato al punto di ricreare nella mia mente l’atmosfera di Sangre y arena o di Matador. Sarà che la costruzione dell’arena della Real Maestranza de Sevilla è costata oltre un secolo di lavori. Sarà che è la più antica arena di Spagna. La costruzione è iniziata nel 1761 e vi hanno lavorato negli anni diversi architetti di fama. E’ internamente costruita in legno, proveniente dalla collina del Baratillo, su cui è costruita e di particolare pregio è il Palco del Principe (riservato alla famiglia reale), che risale al 1765. Al di sotto si trova un portone in ferro: la Puerta del Principe. Passarvi attraverso è il principale desiderio di qualunque torero. Dietro questa porta si trova anche il Museo di tauromachia. Tra fotografie e cimeli, fa bella mostra di sé il pezzo forte: un magnifico traje de luces, appartenuto al celebre matador Manolete, che si esibì in tutte le principali arene nazionali e internazionali e morì nel 1947, incornato da un toro, in una corrida, in ci toreava anche l’amico Luis Dominguin, che fu fidanzato di Ava Gardner e poi sposò Lucia Bosè. E con il gossip dei toreri chiudo e segnalo che è fortemente consigliata la visita guidata, che molto aiuta a ricreare l’atmosfera suddetta. Olè toro! Olè.

Paseo de Colon, 2 – Siviglia