LU IMPOSTU

Da San Teodoro sono andata a LU IMPOSTU, con il beachbus, in una mattina di maestrale. Una rivelazione dalle mille sfumature. Se la Cinta ha senz’altro un sabbia molto più bianca e fine, la baia di Lu Impostu è un’insentaura naturale, con rocce erose che conferiscono all’acqua un colore inconfondibile. Arrivando dal parcheggio è necessario guadare un piccolo canale di acqua molto bassa, per arrivare al resto della spiaggia, che poi prosegue a mezzaluna a ridosso di dune e di uno stagno. Ci sono solo 3 piccoli stabilimenti balneari, per il resto è spiaggia libera, la mia preferita. Mi piace il contatto con la natura, un po’ meno con le frotte di turisti agostani, sdraiomuniti. Il beachbus è un’alternativa comoda alla macchina, ferma in diverse spiagge, ma le fermate sono abbastanza lontane e bisogna camminare qualche centinaio di metri. In compenso si guarda il panorama dell’interno, con mirti e ulivi e si passa davanti allo stagno dei fenicotteri. 

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MODERNI SCRITTORI E CAPPUCCINO IN SPIAGGIA

Scrivere in riva al mare è sempre ispirante, anche in giornate un po’ nuvolose, quando al bar della spiaggia hanno finito le brioche. Che poi al Blubistrò, all’inizio della spiaggia della Cinta, sino squisite, degne di una pasticceria, servite con chiacchiere e sorrisi tutti sardi, sul bianco abbacinante dei tavolini pieds-dans-l’eau, che a noi Milanesi ci manda sempre in visibilio, stare con i piedi nella sabbia. Stamattina il tempo è incerto, ma è talmente bello che non ti accorgi nemmeno che il sole già fa capolino e hai appena finito il secondo cappuccino, praticamente perfetto, nonfosse che sono parchi con lo zucchero.

SHOPPING DELL’ANNO

L’oggetto del desiderio dell’estate 2017 arriva diretto da San Teodoro: zoccoletti leggerissimi a tacco alto (ma esiste anche basso) fatti su misura. Si sceglie l’altezza e la tipologia di tacco preferita, da zero a 12 cm in diverse varianti, zeppa inclusa. Si sceglie la tomaia, proposta in infinite varianti, dal tessuto, alla pelle in mille colori fino al glitter. Ho scelto il glitter in un tono verde pavone, tacco alto, ma non altissimo. L’idea è di una coppia giovane e suoer carina, lei indossa e spiga, lui realizza. Provi lo zoccolo, cammini e se te lo senti bene al piede, la tomaia viene fissata con chiodi e borchie e rifinita con taglierino. Io non sono stata tantonattenta quando ho provato il mio paio e il giorno dopo mi sono accorta che il sinistro stringeva. Servizio clienti da 10 e lode. La sera dopo è stato sistemato in 5 minuti. Presto comprarne un altro paio.

COSTA BOROTALCO. LA CINTA


È la spiaggia più nota, la più battuta, la.più grande e aperta, con la poseidonia oceanica a riva e le dune alle spalle e uno stagno a ridosso, sosta estiva dei fenicotteri. 

Sullo stesso litorale ci sono altre perle della Costa Smeralda come Isuledda, Brandinchi, Capo Coda Cavallo e Lu Impostu. La Cinta resta, però, la mia tappa quasi fissa, mare di cristallo e Tavolara di fronte. Il tratto di spiaggia libera più appetibile e con poca gente è in fondo, dopo la scuola di kite. Però, se ho voglia di chiacchiere mi fermo al SEALAND, piccolo stabilimento con 36 ombrelloni, lettini color del sole e una capannina spartana, dove stanno i baywatch sorridenti. Nonostante sia nel tratto di spiaggia più affollata, in prossimità delle docce e non lontano dai bar, è una piccola oasi di pace, easy e dove ti senti a casa. Per me è il lido numero 1 perchè ti offre una confort zone dell’anima, prezzi onesti e sorrisi gratuiti di Francesco, il bagnino. Perché poi i posti li fanno le persone, non le cose. 

RIDEFINIZIONE DEL PANTONE VERDE ACQUA

Che la Sardegna vanti uno dei mari più belli del mondo è cosa nota. Poi ci vai, vedi con tuoi occhi quella palette dal verde acqua, al turchese, con sfumature pavone giù in fondo, dove l’occhio si perde e capisci che l’idea di mare colorato che avevi, non era completa, che l’azzurro del caribe, il verde del mar delle Andamane, il blu intorno alle Cicladi, non esauriva le opzioni disponibili. E poi, poi c’è la Sardegna con la sua acqua, verde acqua. E la sua sabbia di borotalco. 

METTI UNA DOMENICA A MILANO

Già metti una domenica a Milano. Di quelle domeniche che si profilano noiose, di quelle che non hai niente all’orizzone. E poi la vita ti svolta così nemmeno hai capito come e scopri che la tua città, che Milano che proprio non è una città da wek end, figuriamoci in estate, ti svela una delle sue anime segrete, come i suoi cortili. Finisce che mi faccio invotare a un pic nic italo-giapponese al parco di porta venezia. 

PIEDS – DANS – L’EAU AL FORTE


Se c’è una cosa bella di Forte dei Marmi è la lunga spiaggia di sabbia, profonda e battuta dalla brezza marina anche nelle stagioni più calde. La dimensione della spiaggia è tale da consentire agli stabilimenti balneare di non accatastare lettini e ombrelloni, ma di lasciare spazio e privacy ai bagnanti. Non solo i posti come il famigerato Twiga offrono tende e lettini coordinati, ma quasi tutti i bagni anche per cifre ben più ragionevoli, che alla fine stessa spiaggia, stesso mare. Bando dunque anche a Piero e Annetta, perché, alla fine, forse il servizio sarà più dedicato ed esclusivo, ma per i miei gusti, la libertà non ha prezzo. Preferisco meno reverenza e maggiore indipendenza. 
La spiaggia di Forte è molto godibile anche di sera. Una cena al Gilda è una di quelle esperienze che non mi farei mancare. Tavolini sulla sabbia, tramonto arancio, rosa e indaco negli occhi, profumo di mare e rosmarino, candele e ottima cucina. What else? Il conto è accettabile, favorevole il rapporto qualità/prezzo. Pesce per tutti i gusti e anche la pizza, il menù è concepito molto bene, senza troppi piatti, ma tale da accontentare un po’ tutti. Forse la parte meno emozionante è la carta dei dessert. Ma l’atmosfera è romanticissima e questo basta!