APERITIVANDO SU E GIÙ PER LE MARCHE

A Senigallia mi sono fermata per un drink pre cena giusto di fronte alla famosa rotoda. Il Buco14 è il lido dell’hotel la Terrazza Marconi e ha un delizioso lounge in.legno e divani, tutto bianco, proprio sulla spiaggia di Velluto.

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CON DESTINO SANT JOSEP

La Isla blanca riserva sempre qualche piccola scoperta. Il paesino di Sant Josep de sa Talaia, nel sud dell’isola, è un microscopico agglomerato di edifici bianchi, una strada principale, una paio di localini deliziosi e sovraffollati, 2 o 3 negozietti – in cui qualcosa riesci sicuramente a comprare – e una chiesa semplice, spoglia, ma che mette una tranquillità imponente a guardarla, lì immobile e sonnolenta. Quella Chiesa, risalente al 1727, è proprio l’icona del sud spagnolo, quello da film.
Il paesino ha comunque la sua movida da mane a noche. Al mattino e durante la giornata una fermata al Racò Verd è quasi un obbligo morale, dalla colazione in giù qualche genere di conforto te lo offre sempre, in particolare il batido di banana. E’ di un inglese, di quelli che hanno deciso di cambiar vita e aprire “un chiringuito sulla spiaggia” più o meno. Salvo che, da ultimo gossip, pare voglia vendere baracca e burattini. Chissà se ha guadagnato il suo primo milione di sterline e adesso si godrà il chiringuito di qualche altro fuggiasco dalla frenesia metropolitana.
C’è poi il Destino per le tapas. Destinazione o fato? Secondo me destinazione: è lì che devi andare. Salvo che poi ci si mette il fato… infatti anche a giugno è sempre pieno, che se cerchi un tavolo alle 11 di mattina per le 22 del giorno stesso, la cameriera, con una smorfia desesperada, ti fa notare che avresti dovuto chiamare almeno ieri. Almeno. Tanto per dire che, a questo giro, il Destino, non era il mio destino. Ma siccome me lo ricordo ancora dal viaggio precedente di due anni fa, resta un indirizzo cult.

VINTAGE. IL BELLO DI UN SALTO NEL PASSATO

Sabato sera. Cena da amici. Lungo la strada si passa davanti al Bar Basso con quell’insegna vintage rossa di neon. La scritta in corsivo, molto anni ’50, i tavolini fuori e la gente seduta al freddo con enormi cocktail rossi, con il celebre blocco di ghiaccio. Improvvisamente scatta il richiamo della foresta! Fermati! Ferma la macchina! Dai prendiamo uno Zucca al Bar Basso! Ti guardi negli occhi, scatta il sorriso. Macchina parcheggiata in un lampo, si salta giù e subito dentro. Quel posto non cambia mai. Atmosfera da Milano da bere, gente che chiacchiera e che ride compostamente. I baristi super gentili e molto old style con la loro divisa linda e la perfetta alchimia nelle dita. Uno Zucca e uno sbagliato per favore! Non ti guardano come la sorella agée di E.T. e lo Zucca perfetto arriva subito, con olive sopraffine e patatine croccanti. E poi i micro tramezzini con insalata di pollo e goccia di balsamico. È davvero un posto di una volta, dove andava mio padre negli anni ruggenti. I cocktail sono perfetti, vanno giù e dai siamo in ritardo, si va! La serata perfetta inizia così

E visto che oggi è anche il mio genetliaco…

bar basso

sbagliato

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THANKS GOD IS ALMOST FRIDAY. SMÖRREBRÖD.

Ecco il giovedì sera con Colombo sta diventando un rito di questo 2015. Il giovedì alla scoperta di nuovi posti da provare, predispone già all’adorato venerdì. Insomma è quella storia dell’atmosfera che precede il “dì di festa” di Leopaediana memoria. Ieri anche senza agghindarsi il petto e il crine, vista la pioggia, l’umido e il cane in tram.
Panfilo Castaldi. Interno. Sera. Smörrebröd a gogo. Abbiamo provato Bjork, bistrot svedese. Quando entri sembra un magazzino Ikea con quei tavolini che sembrano scaffali in legno di pino. Il bello è che è piccolissimo. Ti accolgono due ragazzi lui e lei, in giacca da chef immacolata. Giovani, sorridenti, con sorprendente accento del sud… Italia. Ma poi ti coinvolgono spiegandoti la preparazione delle tartine, cosa assaggiare, le tipologie di birre. Tutto buonissimo. E lei, con questa immagine da simpatica Mercoledì Addams, occhi scuri, riga in mezzo e lunga treccia nera poi ti sorprende chiacchierando di artisti e mistre da vedere. Abbiamo provato i gamberetti all’aneto con pane nero e quenelle di burro salato. E poi assaggi di smörrebröd al salmone, gamberetti, pollo e vegetariano. Tutti erano arricchiti e resi più contemporanei con capperi e una punta di dolce. Ci sono tanto piaciuti.

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APERITIVO DOLCE (&GABBANA)

Personalmente li trovo antipatici. Lo so. Non è gentile dirlo. Ma è tristemene vero. Però adoro i loro tubini e le borsette animalier.
Insomma in attesa del Xmas Party da Stella MacCartney un Sicilian Bloody Mary nel cortiletto in Corso Venezia ha il suo perchè. 

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PINK IS THE NEW BLACK. APRE LA CIECA PINK. MILANO

Uscire a Milano. La mia passione. Che andare alla scoperta dei nuovi posti mibfa sentire parte di un tutto. Milano se guardi bene, è ancora la ruggente Milano da bere. Dopo la Cieca in via Vittadini, aperto da un quintetto di sommelier che trovarne! Michi Mamoli ex sommelier Erba Brusca per dirne una e Max Clochetti con Ermanno, Marco e Pietro…hanno avuto un’idea da quote rosa: Cieca Pink. Quattro socie in rosa. Devo provarlo subito. Work in progress.

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PIZZA DRY. MESCOLATA, NON AGITATA. DRY MILANO.

Chiacchiere fra amiche, atmosfera un po’ NYC style un po’ Milano da bere, sedute al Dry Milano. Cocktail e pizza. Quella vera napoletana, perfettamente lievitata, con i bordi alti e soffici, tanto pomodoro e la mozzarella di bufala a tocchi grossi così.
Se non è la pizza numero uno a Milano, sarà la numero uno ex aequo con qualcun altra. Per me, mai più senza.
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