MY CUBITA LINDA, QUIERO REGRESSAR UN DìA

Chi cantava queste parole? Era Gloria Estefan. La proprietaria di una delle più lussuose ville della Florida, nonché dell’Hotel Cardozo a Miami Beach. Posto che adoro, la posizione è invidiabile, nel pieno dell’Art Deco District, Ocean view ed ha anche un ristorantino molto apprezzabile, dove assaggiare piatti fusion, con forti influenze latino americane e cubane, il Cardozo Bar&Grill. E con l’atmosfera caraibica e la musica cubana che mi suona ancora nelle orecchie, guardo quel tratto di mare turchese, che mi separa dalla mia prossima meta obbligata. My Cubita linda. Cara Gloria, se allora mi avevano infastidito un po’ le tue parole, che stridevano pesantemente con il lusso sfrenato della tua vita americana, dopo essere stata a Cuba, anche se solo per poco tempo, mi devo molto ricredere e molto rammaricare di averti criticata. Cuba ti ruba il cuore. E ci son ragioni storico-sociali che non avevo considerato e che raramente si capiscono fino in fondo, se non provi a metter piede sul suolo cubano. E se non te le senti raccontare da chi le ha vissute.
Quindi un grazie Felix E. per i tuoi racconti, quelli della tua fuga in barca a vela verso ” Maiami” all’indomani della rivoluzione. Per il tuo assurdo rammarico per le pellicce lasciate da tua madre, per la fretta della fuga. Pellicce? A Cuba? Beh si, è vero. Eravate di origine spagnola e poi faceva status. E per quella tua incontenibile rabbia quando hai visto Fidel Castro sugli spalti, alle Olimpiadi di Barcellona nel ’92. Sul momento ti ho odiato, mi hai fatto perdere la finale maschile del 100 metri. Ma ho conosciuto la faccia reazionaria di Cuba, quella che la rivoluzione ha zittito. E poi ho visto quello che Cuba è diventata. E l’esperienza dell’embargo Usa. Grazie Felix. Ho iniziato con te quel viaggio, anni prima di andarci.

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ART DECO.

Lo stile che amo di più è il liberty. Forse perché è stato un fenomeno di breve durata. I miei bisnonni avevano una villa liberty sul lago di Como. Alcuni dei pezzi di quella casa, quel pezzo delle mia vita che se n’è andato, oggi sono nella mia piccola amata casa milanese. Segue nelle mie preferenze l’art deco. Credo sia questo che mi ha più colpito di Miami, che nel bel mezzo del niente americano, ci sia quel piccolo gioiello architettonico, fatto di edifici squadrati di pochi piani e di colori accesi. Nel primo viaggio a Miami, in un afoso pomeriggio di inizio maggio, ho anche fatto un tour di mezza giornata, guidato da uno storico dell’arte, che ha spiegato caratteristiche e stili degli edifici storici, che compongono il distretto art deco di Southbeach. Premetto che il mio vocabolario inglese non era minimamente all’altezza di affrontare i tecnicismi, ma pur con questo limite, la visita ai vari hotel e i salotti nascosti, i banconi dei bar in stile, è stata – senza forse – la cosa più bella di quel viaggio, una piccola imperdibile esperienza culturale.
Photo di Alli Alessi

 

 

 

 

MI AMI MIAMI

E l’inverno (alla buon’ora) sta arrivando. Natale con gli sci d’acqua non mi piace, ma gennaio si! Tra i vari posti papabili per scaldarsi le ossa a metà inverno, resta l’intramontabile Miami. Lo so che è infestata dai calciatori e dalle veline… però – non so perché – forse solo mi piace quell’atmosfera un po’ swing. L’unico dettaglio è forse che svernare a South beach è per ricchi. Il mio periodo preferito resta indiscutibilmente inizio maggio. Lontano dalla settimana pazza di primavera degli studenti Usa, ma con un clima a dir poco perfetto. Non oltre 28 gradi, vento e poca umidità. E il cielo terso, cosa che in estate capita molto poco. E soprattutto cosa non trascurabile, a maggio si fa una settimana (viaggio incluso) con 800 euro, volo e hotel boutique vicino alla spiaggia di Southbeach, Art Deco district.

outfit

miami spiaggia di Southbeach