RAVENNA TRA SPROFONDAMENTO E IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE.

Ravenna. No dico Ravenna. Chi onestamente darebbe due lire a questa città, così senza esserci mai stato? Che poi io sì che ci ero stata, alle medie credo…. ma non mi ricordavo proprio un bel niente. Tra situazione geografica, geologica, storia e architettura, dovrebbe essere più famosa di Parigi!
E poi ci sono i negozi di via Cavour, molto in stile alto-romagnolo, vale a dire belli, con capi griffati…ma sempre con quel “troppo” romagnolo. Il punto è quali capi griffati e come sono accostati. Romagna style appunto. Sempre un po’ troppo, per i canoni milanesi. Ma poi quando sei lì compreresti tutto….e vaffambagno al minimalismo. Chiudo con i locali. Aperitivi a nastro nelle viette pedonali. A cena sono stata a Ca’ de Ven. Piada e squacquerone a nastro. Ma ci sono anche piatti della tradizione bolognese. Strapieno.

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FONDAZIONE MIUCCIA.

Domenica visita canonica e irrinunciabile alla Fondazione Prada. C’è poco da dire, se non che è il posto più bello di Milano e forse al momento potrebbe far concorrenza anche a  NYC. Recupero, ristrutturazione, progetto architettonico, scelta di materiali innovativi unici, concept culturale, qualità degli artisti in mostra, tutto è perfetto. C’è anche un bar progettato dal regista Wes Anderson e un cinema, in cui saranno proiettate restrospettive. Tutto è perfetto, perfino la posizione. Da casa mia raggiungibile in 20 min a piedi, sebbene non sia consigliabile. La zona è un po- HIC SUNT LEONES. Ma questo nuovo spazio non può che riqualificarla e farla crescere in un baleno. Miucccia ultimamente fa delle scarpe orrende, ma per cultura n.1. Quel che succede nel mondo, succede prima a Milano.
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PEGGY GUGGENHEIM, RESTERAI NEL MIO CUORE. VENEZIA

Perché Peggy Guggenheim è stato un personaggio talmente affascinante che non puoi non innamorartene. Tutto nel museo, che fu la sua casa veneziana, parla di lei. il giardino delle sculture, con il trono in pietra, quello su cui spesso si vede fotografata. La dimora affacciata sul Canal Grande, con un attracco privato e un accesso da una stradina dal retro, insomma chi non la vorrebbe? beh ecco io si. Lo scorso maggio ho organizzato una serata, con visita privata della collezione. Ecco, ho indossato i suoi occhiali ed ero subito  un po’ Peggy, così per una sera.

Photographer Francesca Bottazzin in esclusiva per il mio evento.

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PIGER E IVAN, PAOLO E ORTICA NOODLES A MILANO. IL RESTO È NOIA.

[Piccolo inciso milanese tra i ricordi africani]
Clamorosa scoperta mentre andavo al take out indiano di San Nazaro in brolo, carica di borsa e pacchi e cane al seguito. Passando per piazza Cardinal Ferrari noto ragazzi che lavorano a strepitosi murales in tutta la piazza, comprese le mura delle suore di clausura e l’archivio diocesano. Mi fermo a parlare con Piger che mi spiega che si tratta di un progetto artistico per i 140 anni del Gaetano Pini (ospedale ortopedico, per i non milanesi). La via dell’ospedale e tutta la piazza sono oggetto di riqualificazione artistica con 3 progetti di cui non saprei dire quale sia il più bello. E dire che la piazza è già gran bella e circondata da bellissimi palazzi. I murales si armonizzano alla perfezione.
Le mura del convento riportano i volti di 12 milanesi e sono dipinte dal collettivo Ortica Noodles, mentre sulle mura dell’archivio il calligrafo Piger trascrive, a caratteri cubitali, le poesie di Ivan. Paolo si occupa del muro dell’ospedale. È un tipo noto, qualcuno avrà certo già visto i piguini che dipinge sui panettoni di cemento.
Succede a Milano. Oggi è Milano, mondo.

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