PETISCOS, PORTO E BACALAO

La cucina di Porto è piuttosto curata. Sebbene la specialità della città sia un panino mortifero chiamato Francesinha, ci sino moltissimi locali di nuova concezione, in alternstiva alle tradizonali taverne, in po’ lugubri. La cucina è sempre quella della tradizione, con il bacalao che la vince su tutto, ma le ricette sono attualizzate e rivisitate. Basta non fermarsi solo a Praca Ribeira, ma addentrarsi nelle stradine laterali, per scovare indirizzi in cui vale la pena ordinare il tableau di formaggi tipici, o le crocchette di baccalà. E per chi vuole qualcosa più dei petiscos, da assaggiare il fritto di pesce, accompagnato da una pentola in ghisa con riso e fagioli.  Per i curiosi con lo stomaco di ferro una francesinha non si nega a nessuno. Pane, manzo ai ferri, prosciutto affumicato, salsiccia, il tutto ricorperto da abbondante formaggio fuso e salsa alla birra a profusione. Insomma è un panino, ma si consuma con coltello e forchetta. 

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MY LISBONA TOP 10

Numero uno. Essere abbastanza ricchi o abbastanza fortunati da trovare una promo e alloggiare all’Avenida Palace, nel cuore della città

Numero due. Comperare azulejas, le piastrelle azzurre che rivestono le principali palazzine della città.

Numero tre. Salire in tram nella parte alta della città e andare a sentire il fado nei cortili.

Numero quattro. Pasticcini e porto alle cinque del pomeriggio

Numero cinque. Prendere il treno fino Cascais, per fuggire dalla città deserta la domenica mattina.

Numero sei. Percorrere la strada panoramica affacciata sulla spiaggia fino a Estoril.

Numero sette. Addormentarsi al sole cullati dal rumore dell’oceano e farsi sommergere da un’onda anomala. (Quindi tornare a Lisbona salati come il bacalao )

Numero otto. Capitare a Lisbona proprio la domenica della maratona. Se sei un runner, l’atmosfera è impagabile. Anche se sai che tu una maratona non la correrai mai.

Numero nove. Il bacalao. Tutto il resto è noia culinaria, avec sa garniture.

Numero dieci. Ricordarsi di aver seguito un corso di portoghese all’Università, ma non ricordarsi nemmeno una parola della lingua.