CHEZ CARON. PARIS

Caron. Lo amo. Storico nez francese, che ha creato alcune delle fragranze più preziose. Negli anni ’30 inventò una profumo dedicato alle signore fumatrici, che incominciavano ad essere numerose. E poi quelle fragranze che riportano nei mitichi anni ’50, che usava mia mamma, nel suo periodo parigino. Quelli con sentori di fiori e di cipria. Il mio preferito è N’aimez que moi. Lo uso molto in inverno. È uno di quelli che non esportano. Quindi si deve comprare a Parigi. La commessa del negozio di Faubourg Saint Honoré è perfettamemte in tema con l’opulento negozio: trucco perfetto, pizzi e merletti e un profumo impeccabile. Meno impeccabile io che entro in negozio alle 7 di sera, di ritorno dall’allestimento dello stand, sciatta e con lo smalto nero sbreccato. Per dire. E ci aggiungo il carico. Mi spruzza il profumo sul braccio e io sfrego i polsi l’uno sull’altro… e evengo accolta da un urlo belluino :”nooooooooo maaadaaameeee…pas du tout….” insomma il profumo di qualità non si sfrega. Sappiatelo, caso mai passaste da Caron.
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LOUIS VUITTON. IMBALLATORE. PARIS

02_b_louis-vuitton-mostra 06_b_louis-vuitton-mostra 01_b_louis-vuitton-mostraPerché non tutti sanno che Louis Vuitton, si quelle delle borse di lusso, nasce come imballatore. Insomma il genio in questione a metà Ottocento ha inventato il baule piatto. Proprio nel momento in cui il mondo occidentale incominciava a viaggiare su tratte a lunga percorrenza, Vuitton intuisce che il baule piatto impilabile è un must. E inventa anche il materiale canvas trattato Con materiali plastici. Eterno, indistruttibile.
Oggi il marchio di Arnaud ha inaugurato un rapporto di collaborazione con il mitico Frank Gehry.

SHALOM. IL FALAFEL È SERVITO. PARIS

Rue des Rosier è al centro del quartiere ebraico, posto nel 3 arrondissment, in pieno Marais. È uno dei quartieri di maggior fermento in città. E anche il punto fisso per gustare street food di cucina kosher. Impossibile non passeggiare nelle vie senza fermarsi a prendere qualche leccornia da asporto, tipo i falafel più buoni del mondo.

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PARIGI VISTA ATTRAVERSO STREET FOTO

Novembre a Parigi è il mese della fotografia. Aspettando l’accensione delle luci di Natale, è possibile vedere un’altra Parigi. Più di tante parole, parlano gli occhi, il modo di fare, l’espressione della gente. Street foto prese in quel tratto di stradine del Marais, che procedono a zig zag da rue des Ecouffes, attraverso rue de Rosiers, rue des Archives e rue du Temple su fino a Beaubourg.

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FAR EAST PARIGINO

Lo chef è inequivocabilmente guapponese. Il decor molto cinese, la cucina fusion e squisita. The place to be. Il piccolo ristorante, con pareti piastrellate dipinte di un colore tra il pavone e il carta da zucchero, ricoperte di azzardate stampe vetero comuniste, si estende per il lungo. Al centro in nastro magnetico con le ciotoline delle più varie porzioni di cibo, che spaziano dai ravioli, al bamboo, dai funghi shitake, al sushi fino a noodle e ravioli. Scegli il brodo che viene collocato in apposito sito sul tavolo, con fornello incorporato, le salse e poi attingi a profusione dal nastro. Molto social e delizioso. Rue de gravilliers, Parigi.
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LA SCONOSCIUTA E MERAVIGLIOSA RUE DES GRAVILLIERS. PARIS

Posizione perfetta nell’alto Marais, vicino a tutto e lontano dal casino. A due passi da Beaubourg e dal George Pompidou, la rue des Gravilliers è stranamente sconosciuta i più, specilamente ai tassisti, che non capiscono mai quando ne pronuncio il nome. Vi si trovano i wholesale cinesi di borse e bijou, due dei miei hotel preferiti e una quantità di bistrot tra i più vari, dal Derriere al Shoba shu.

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