HA NOI VS SAI GON

Nord e sud, capitale politica e capitale economica i due volti delle grandi città vietnamite.
Il traffico di motorini è una costante in entrambe, ma Saigon batte senz’altro Ha Noi di una lunghezza, complici anche i grandi boulevard e le arterie a varie corsie per senso di marcia.
Stranamente ho trovato la vita serale (notturna non si può dire) più vivace a Ha Noi e anche i ristoranti e i locali,  in qualche modo più belli. Almeno per me. Saigon è una città americana come concetto, piena di luci e neon e molto europea per progettazione urbanistica. Spiccano i grandi edifici degli hotel di lusso e i mall delle grandi firme, quasi del tutto assenti a Ha Noi. Saigon è il posto del Rex Hotel con la sua terrazza fronte Opera, del chill bar che non ci vai non ci credi, dei negozi creativi con manicure inclusa. Però,  in qualche modo, nella sua vita di strada e nella sua cucina dalle mille varietà Ha Noi ha un fascino che Ho Chi Minh city ha senz’altro perso. Ecco ora che ci sono stata la posso chiamare Ho Chi Minh city. Va capita questa città,  riserva delle sorprese, ma Ha Noi mi ha rapito il cuore.

image

image

image

image

image

image

image

image

Annunci

COSA RESTA DI 4 GIORNI A HA NOI

Parto tra poco per Huè. Il mio viaggio è solo all’inizio eppure sento già un po’ di nostalgia per questa città. Il rumore e l’aria pesante erano attesa. Il clima si è rivelato migliore del previsto. C’è stato quasi sempre il sole. Un paio di acquazzoni hanno surriscaldato l’atmosfera, ma pr la maggior parte del tempo la temperatura e l’umidità sono state assolutamente sopportabili.  La popolazione è poco sorridente, questo va detto. Specialmente gli anziani. Credo dipenda dall’incomunicabilità. A parte negli hotel e ristoranti l’inglese non si parla. L’accento resta di difficile comprensione comunque. Quando non ci si capisce  è tutto più difficile. I giovani invece sorridono di più,  specie quando riescono a non abbatterti passando con il rosso…
In tutto ciò è una città e gente pulita. Mangiano a tutte le ore, seduti per strada, ma prima di andarsene spazzano e raccolgono i rifiuti, lavano strade e suppellettili. Anche i più poveri che arruvano con la frutta dalle campagne sono sono puliti e in ordine.

image

image

image

image

I MOTORINI DI HA NOI

La cosa piu assurda di Ha Noi è il traffico incessante di scooter e il rumore dei clacson.  Credo sia un dettaglio che colpisce qualunque occidentale o solo chiunque non è preparato o abituato al crescere scordinato delle città dei paesi in via di sviluppo. Sta di fatto che l’unica cosa che rende Ha Noi una città faticosa è il traffico disordinato e aggressivo. Dopo un paio di giorni capisci che se attraversare la strada è un’impresa, in realtà il rischio di essere realmente investiti è minimo. Non so come ma riescono a evitarti.

image

image

image

WATER PUPPETS IN HA NOI

Ancora non ci credo di aver ceduto al fascino delle marionette sull’acqua. Lo spettacolo si tiene in teatro, con diverwe eepliche giornaliere, tutte sold out. Scopro che gli spettatori vengono non solo da tutto il Vietnam ma anche da Laos e Cambodia per assistervi. 
Lo spettacolo riprende scene di vita quotidiana vietnamita e alcuni miti. Canti e musica dal vivo fanno da colonna sonora. E’ commovente.

image

CHEZ MADAME HYEN. HA NOI

Daniel Corlou è il proprietario del ristorante Madame Hyen e di alcuni altri aperti più recentemente a Ha Noi, nella zona della Cattaedrale di San Giuseppe. Lo Chef Corlou ha dedicato il ristorante alla nonna vietnamita. E franco – vietnamita rivisitata è la sua cucina. La location è una stupenda villa coloniale con giardino, terrazza e boiserie. Il servizio molto cortese e preciso, la cucina ottima, ça va sens dire.
Ho ordinato un pho bo e granchio cotto nel latte di cocco, una bia hoi e poi un vietnamse coffee per concludere. Il tutto mentre imperversava il monsone.  Un’atmosfera suggestiva e struggente da cena romantica.

image

image

image

image

image

image