HILTON BATTE BONO VOX DI 3 KM.

Arriviamo a Dublino nel bel mezzo di una contestazione di non ricordo quale maestranza. La verità è che impazzava la crisi economica e l’Irlanda era tra i paesi in maggior sofferenza. Ma nonostante la manifestazione che ci ha tenuti bloccati in taxi, Dublino aveva già un’atmosfera da vecchio film che mollami. Ho sbagliato clamorosamente la scelta della zona in cui ho alloggiato. Capita di rado, ma stavolta l’istinto mi ha tradito. Sarei dovuta andare nella zona del Temple bar e fermarmi nell’hotel di Bono Vox, The Clarence hotel. Invece sono finita in una zona residenziale (leggi periferica) di fronte alla storica carcere. Alla fine del buono c’è stato perché quelle segrete da inquisizione non le avrei mai visitate, se non fossero state li a fissarmi per quattro giorni. Non amo gli albergoni, ma alla fine ho preso al volo un’offerta clamorosa e mi sono fatta tentare dalla SPA. In realtà ho visto un lato di Dublino che sicuramente non avrei scelto di visitare apposta. Non tutto il male vien per farti camminare 3 km in più ogni giorno….

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TRILOGIA SPORCA DE L’HAVANA. Road movie

Stare inchiodata a Varadero aveva senso come fare il viaggio in stiva, in peschreccio con borsa di Vuitton…. quindi, con buona pace di sole e mare, mi cercai un autista, con qualcosa da raccontare lungo la strada per L’Havana. Non ricordo come lo trovai quel vecchietto, furbo e mite, che mi portò, su una vecchia baracca, verso la capitale di tanti miti. Da Varadero a L’Havana non è troppo lunga, ma basta per chiacchierare. Non ero partita con l’idea di ascoltare racconti da regime. Avevo il mio itinerario cabbalistico da seguire. D. mi aveva chiesto libri di poesie e la moneta da 3 pesos con l’effigie del Che. Ognuno ha i suoi feticci. I miei e i suoi erano tutti letterari, di Cabrera Infante in modo particolare, poi Senel Paz; Reinaldo Arenas e perfino Josè Martì. Credo che quel viaggio avrebbe tanto desiderato farlo anche lui, ma non era il momento giusto.

Lungo la strada ci siamo fermati più volte a guardare il paesaggio, osservare gli uccelli nel cielo e prendere un po’ d’aria (non fresca). Occasione per mille chiacchiere e mille domande. Tutte senza risposta. La mia curiosità su Fidel è andata sistematicamente delusa, rimpiazzata dai mitologici racconti di regime. Fidel scampato all’avvelenamento all’Hilton, che poi divenne Habana Libre, Fidel e il Papa, Fidel, Fidel, Fidel. “Ma è vero che Fidel ha diverse case e nessuno sa mai in quale alloggi, per ragioni di sicurezza?” Fidel, Fidel, Fidel….

E arrivammo al Malecon.

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