GUINNESS basta la parola

Domenica mattina, sveglia presto e via verso lo stabilimento storico delle Guinness. Forse la cosa che più mi ha suggestionato di Dublino. Anche più Trinity College. Blasfema lo so. Ma onesta. Arrivare al mattino presto con le strade ancora silenziose e deserte ed entrare in questo ottocentesco stabilimento mi ha riportato nell’atmosfera dell’Irlanda dei film. Poi l’interno è  un percorso didascalico abbastanza coinvolgente, nonostante l’argomento non esaltante. Insomma produrre birra non è come ricamare a mano un abito sartoriale del maestro (Valentino ndr).
Al termine del percorso, nel bar panoramico tuttondi verro, posto all’ultimo piano ti offrono ettolitri di Guinness. Mai e poi mai avrei pensato di bere birra scura alle 11 del mattino. Eppure si. È andata cosi.

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JAMES JOYCE L’INEFFABILE

Una delle avventure più assurde capitate a Dublino è stata la vana ricerca dela casa di James Joyce. Ditemi che sono scema io e che non ho senso dell’orientamento o qualunque altra cosa. Fatto sta che avevo letto dell’esistenza di una fantomatica casa in visse il complicatissomo scrittore. Sarà per questo che non l’ho trovata…. leggo l’indirizzo, googolo e lo trovo. Mi faccio una maratona per arrivarci e con sorpresa…. niente. Proprio niente. Sono una casa banale e disabitata. Nemmeno un cartello, una targa … a questo punto dubito della veridicità della notizia. Sarà come in Italia che si vendono il patrimonio storico? Comunque una delusione globale. Quindi avviso ai naviganti! Se leggete della casa di JJ o siete più bravo di me a trovarla sulle mappe, oppure è una fregatura. Se qualcuno l’ha vista? Si faccia avanti.
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DAL 1198 A BERE BIRRA. DUBLINO

1198 è la data di fondazione del più antico pub dublinese: The Brazen Head. È stata la prima tappa dopo aver mollato il bagaglio in albergo. Curiosity kills the…. silouhette…. e infatti la prima pinta con una fisherman’s pie hanno fatto imbizzarrire la bilancia a sole 2 ore dallo sbarco in terra d’Irlanda. Ne valeva la pena, non solo per la pesantissima cucina, ma anche per la simpatia dei gestori.

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TEMPLE BAR. THERE’S WHISKEY IN THE JAR

But alas I was mistaken! for Jenny had my pistol and prisoner I was taken…..
La so! Anche questa canzone folk la so. È stato il tormentone di tutto il viaggio, a ogni sosta in un pub, io conoscevo sempre le canzoni che gruppi di musiscisti suonavano dal vivo. Si perchè a Dublino si suona in ogni pub e a ogni ora. Colpa delle mie estati da adolescente Volvo&rucola, passate in Inghilterra.
Il Temple bar resta in assoluto il pub più coinvolgente di tutta la città. Ci sono stata più di una volta e mi sono divertita pazzamente a bere birra e cantare.
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HILTON BATTE BONO VOX DI 3 KM.

Arriviamo a Dublino nel bel mezzo di una contestazione di non ricordo quale maestranza. La verità è che impazzava la crisi economica e l’Irlanda era tra i paesi in maggior sofferenza. Ma nonostante la manifestazione che ci ha tenuti bloccati in taxi, Dublino aveva già un’atmosfera da vecchio film che mollami. Ho sbagliato clamorosamente la scelta della zona in cui ho alloggiato. Capita di rado, ma stavolta l’istinto mi ha tradito. Sarei dovuta andare nella zona del Temple bar e fermarmi nell’hotel di Bono Vox, The Clarence hotel. Invece sono finita in una zona residenziale (leggi periferica) di fronte alla storica carcere. Alla fine del buono c’è stato perché quelle segrete da inquisizione non le avrei mai visitate, se non fossero state li a fissarmi per quattro giorni. Non amo gli albergoni, ma alla fine ho preso al volo un’offerta clamorosa e mi sono fatta tentare dalla SPA. In realtà ho visto un lato di Dublino che sicuramente non avrei scelto di visitare apposta. Non tutto il male vien per farti camminare 3 km in più ogni giorno….

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THE DUBLINERS

A questo viaggio in marzo di due anni fa, tengo molto. È stato il secondo viaggio di una serie breve ma intensa e anche l’inzio della fine. Ma quando l’ho fatto, lui si è fatto amare. Si è fatto amare il cielo fatto di sole e nuvole. Si è fatta amare la musica sempre e ovunque. Si è fatta amare la birra. Quella Guinness che non avrei mai
bevuto, se non lì. E poi i pub e gli scones. È Dublino baby!

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