L’ARTE CHEZ LOUIS VUITTON, A VENEZIA

Da un paio di anni ha aperto una Fondation Culturel Louis Vuitton anche a Venezia. L’impegno è quello di restaurare delle.opere deteriorate d tempo e metterle in comunicazione con opere di artisti contmeporanei.
Quest’anno si tratta di lunette di Francesco Hayez raffiguranti divinità acquatiche e i 4 continenti allora conosciuti. L’opera co temporanea è stata commissionata a Tilo Schultz. Si tratta di due grandi cerchi che simboleggiano la terra. Un lato è in specchio, che riflette l’opera di Hayez.
Gentili le hostess che spiegano l’opera. Da vedere.

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MILANO. CRONACA DI UN WEEK END IN ATTESA DI NATALE.

Ultima domenica di Novembre, in una Milano piovosissima, ma ancora mite. vado a passeggio in centro, a guardare le vetrine addobbate e le strade in allestimento. Prima sosta Palazzo Serbelloni, per la mostra Celebrating Monogram di Louis Vuitton. Nonostante la pioggia la mostra mi mette di buon umore che poi Palazzo Serbelloni sarebbe anche un motivo sufficiente per essere di buon umore, che è talmente bello che resti incantata. Ti trasporta in una Milano stupenda, di cui raramente ci accorgiamo. Ci passiamo davanti chissà quante volte a questi stupendi palazzi e poche sono le occasioni per entrarci.
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LOUIS VUITTON. IMBALLATORE. PARIS

02_b_louis-vuitton-mostra 06_b_louis-vuitton-mostra 01_b_louis-vuitton-mostraPerché non tutti sanno che Louis Vuitton, si quelle delle borse di lusso, nasce come imballatore. Insomma il genio in questione a metà Ottocento ha inventato il baule piatto. Proprio nel momento in cui il mondo occidentale incominciava a viaggiare su tratte a lunga percorrenza, Vuitton intuisce che il baule piatto impilabile è un must. E inventa anche il materiale canvas trattato Con materiali plastici. Eterno, indistruttibile.
Oggi il marchio di Arnaud ha inaugurato un rapporto di collaborazione con il mitico Frank Gehry.

MILANO, ASPETTANDO NATALE

Utlimo week end di Novembre, in una Milano piovosa ma mite. Una passeggiata in centro non si nega neanche ai condannati.
Prima una visita a Palazzo Serbelloni per la mostra di Louis Vuitton, che mostra a parte, merita una visita per quanto è bello. Poi in giro per Montenapoleone mentre stanno addobbando le strade e preparando le cetrine natalizie. È cosi romantico questo periodo dell’anno. Il mio preferito forse. Lo scorso anno per vicende personali non me lo sono per niente goduto. Quest’anno è tutto diverso. Voglio vivere ogni minuto fino in fondo. E mi sono anche regalata una borsa di Valentino, così di buon auspicio.

AVEVO UNA FATTORIA IN AFRICA. NAIROBI

Karen Blixen. Rileggere “La mia Africa” prima di partire, me ne devo ricordare. Un altro viaggio pieno di reminescenze coloniali. Quell’atmosfera che respiravano i viaggiatori dell’ottocento, quando un viaggio era una vera avventura e un’impresa, quando c’erano i viaggiatori e non i turisti, quando Louis Viitton inventava il baule piatto, che poteva essere sovrapposto e quindi  adatto ai viaggi.
Non so perché  io subisca tanto il fascino di queste storie. E poi in questo viaggio c’è  un che di cabbalistico. Me lo sono chiamato… ogni volta che si parla di viaggi io dico che vorrei tornare in Africa. La mia Africa.