MATHALLEN OH YES. VULKAN

 

 

 

 

 

 

 

 

A qualche km dal centro, vicino al fiume si trova un quartiere operaio riqualificato, o quasi. Per raggiungerlo a piedi ho dovuto chiedere a diverse persone, segno che non è poi così conosciuto. Di bello lungo la strada ho visto un piccolo agglomerato di casette colorate di tipica architettura norvegese. Un paio di queste trasformate in ristorantini. A circa 1 km sorge un’area definita Vulkan. Oltre a un hotel (PS:Hotell) vi si trovano alcuni negozi e il mercato di Mathallen. È un edificio al cui interno si trova la migliore offerta gastronomica di Oslo sia come ingredienti, che come piccoli localini in cui pranzare. Valeva l’impervia trasferta. Ma è distante da ogni altra cosa da vedere e il quartiere abbastanza squallido. Non alloggerei a Vulkan.

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TRADIZIONE DI PASQUA. FAMILY TRIP IN LIGURIA

In realtà il venerdì santo a Chiavari è stata la vacanza perfetta. Viaggio liscio a traffico zero. La mia solita casetta in carugio, mia mamma, mia sorella e io. Noi tre da sole in fuga al mare per un paio di giorni. Mattina dedicata a una strage di shopping low cost. Il mercato di Chiavari è eccezionale perfino per me che detesto i mercati. Compri a pochi euro il pezzo, piccoli pezzi di stock. Devi avere l’occhio allenato, essere veloce, e distinguere il sintetico al primo sguardo. Insomma stylist nata. Ne esco con una camisola di seta azzurro polvere, una casacchina effetto batik, una maglia allacciata dietro e un bomberino caramello preso al banco del Giapponese. Il tutto per 42 euro. Pranzo dalla Olga, siesta al sole per il primo costume di stagione, poi pizza e cinema. Ma cosa voglio di più dalla vita? Ecco forse se oggi non avesse piovuto…

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IL MARCHÉ DE SAINT TROPEZ

È un must. Ogni volta ti dici che ci sei stata 6 milamilioni di volte e ogni volta poi non riesci a rinunciare. Per essere al parchegguo per le 8.00 e trovare ancora posto, niente petit dejeuner. Si perché io preferisco stare in collina, sulla strada per Ramatuelle. Monsieur C. ti serve la colazione dalle 9.00 sulla tua terrazza, quindi ti rassegni a farla alle 11 e ti accontenti di un orrendo café noir giù alla Tarte Tropezienne o da Senequier.
Il mercato è divino. La verdura e le quiche, la suonatruce di arpa e i panama originali, la ligne di Marinette, borse e valige vintage di Chanel, Vuitton e Hermès e poi i mobili e gli oggetti di antiquariato e brocante. Da non perdere i camicioni bianchi e le cabas di paglia. Qualcosa a casa ti porti sempre.
Ci ho visto curiosare Charlotte Rampling anni fa. Divina.

 

 

 

 

 

IL RITO DEL MERCATO A CHIAVARI

La mattina il rito della spesa al mercato non me lo toglie nessuno.. (considerando che detesto far la spesa e cucinare a Milano, non so perché ma in provincia mi è sempre piaciuto).
Sarà che adoro la cucina ligure, perfetta per i vegetariani come me con i ripieni e le torte di verdure, sarà che dovunque trovi le specialità della cucina tipica pronte e squisite, sarà che la mattina vola scegliendo le verdure fresche al mercato.
Se riesco a svegliarmi per le 9.30 subito al mercato. La lollo, i cuori di bue, il cipollotto di Tropea, peperoni, limoni. Molti prodotti arrivano dalla collina intorno, dai produttori locali. C’è un banco con l’olio ligure e le olive taggiasche.
E l’avocado perfetto, quello del Perù, con la buccia ruvida al banco dell’arabo. Ti sceglie sempre i prodotti a perfetta maturazione,  col sorriso, la spiegazione tecnica sulla provenienza e le caratteristiche che alla fine ha vinto la diffidenza del Chiavarese doc.
Poi si va al banco del Cavatorta, cioè quando mangiavo la carne era tappa obbligata e ancora se ho ospiti. L’asado o il pollo arrosto e le costine. Coda interminabile, ma ne vale la pena.

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SAIGON DAY 1

L’itinerario degli edifici storici è stato compiuto, rigorosamente a piedi.
Partenza dal Grand Hotel Saigon, vicino al canale verso la zona dello shopping di lusso, li si trova il teatro dell’Opera e l’hotel Caravelle. Il Mercato centrale è a circa 15 minuti di cammino. Molto pulito e caratteristico. Ho comprato la schisceta vietnamita, in acciaio a due scomparti con maniglia. Farò un figurone con il mio pranzo take out in ufficio.
per i miei interessi una visita merita la piccola via degli antiquari (Le Cong Kieu) dove ci sono porcellane vietnamite e vari oggetti di fattura cinese. I prezzi sono alti, ma com3 sempre si contratta un po’.

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DONG BA. HO MANGIATO AL MERCATO. HUE

Il mercato di Dong Ba mi è piaciuto moltissimo. Ho trattato come una pazza per un abito tradizionale tunica e pantaloni di seta blu. Per 500.000 dong sarebbe stato mio. Poi ho pensato che la carta di credito forse li dentro anche no. Peccato era stupendo e la proprietaria del banchetto molto carina.
Per finire, dopo aver scattato 1000 foto, ho assaggiato una ciotala di riso al vapore, noodle, verdure, maiale fritto piccante. Squisito. Forse non dovevo usare le bacchette pubbliche però. …

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WHAT’S ON IN HA NOI?

La città di Ha Noi non è molto estesa. O meglio, le cose da vedere sono abbastanza concentrate. E’ tutto a walking distance. Di tempo per bere un caffè tradizionale o una bia hoi se ne trova. Ho ancora da vedere le marionette sul lago e il mercato.
Avevo pensato di evitare tutti musei e mausolei sulla guerra. Ma ora sto riconsiderando la cosa. In fondo è una guerra recente e non può non aver lasciato strascichi sulla popolazione meno giovane. Sarà forse per quell’esperienza cosi dura che gli anziani sono cosi poco sorridenti. Invece la maggior parte della popolazione ha meno di 30 anni. E loro sorridono. Specialmente quando riescono non si sa come a non travolgerti con quegli infernali motorini.

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