METTI UNA DOMENICA A MILANO

Già metti una domenica a Milano. Di quelle domeniche che si profilano noiose, di quelle che non hai niente all’orizzone. E poi la vita ti svolta così nemmeno hai capito come e scopri che la tua città, che Milano che proprio non è una città da wek end, figuriamoci in estate, ti svela una delle sue anime segrete, come i suoi cortili. Finisce che mi faccio invotare a un pic nic italo-giapponese al parco di porta venezia. 

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NOVEMBRE A MILANO E LO SHOPPING SEGRETO DELLE FASHION ADDICTED

Eh si. A Milano esiste anche questo canale, semi segreto, che serpeggia in un passaparola via e-mail, per lo shopping più up-to-date, bypassando la capsule collection low cost, per cui si accapigliano “tutte le altre”. A patto di entrare in una taglia 40… dai anche 42 a volte. E’ tutta una questione di avere amici nel giro della moda, delle pierre e showroom e, soprattutto, fashion editor, ultime ma proprio non ultime, perché si aggiudicano il bottino migliore.
La stanzialità ha anche questi effetti collaterali. Ti butti sullo shopping, sebbene la cabina armadio sia ormai raddoppiata da tempo e la carta di credito in caduta libera.
Tra i vari inviti arrivati da amici – e amici di amici – uno in particolare mi ha svoltato la giornata. E’ quello di Silvia Boselli. Un sorriso luminoso, gli occhi da cerbiatto e le mani da artigiana del lusso. E’ una sognatrice questa Silvia, di quelle che emigrano per ragioni di cuore. E un piccolo grande sogno sono le sue clutch di pitone colorate. Un must have che dura nel tempo. Cavalca la moda ma non si fa travolgere, diventa iconico.

FONDAZIONE MIUCCIA.

Domenica visita canonica e irrinunciabile alla Fondazione Prada. C’è poco da dire, se non che è il posto più bello di Milano e forse al momento potrebbe far concorrenza anche a  NYC. Recupero, ristrutturazione, progetto architettonico, scelta di materiali innovativi unici, concept culturale, qualità degli artisti in mostra, tutto è perfetto. C’è anche un bar progettato dal regista Wes Anderson e un cinema, in cui saranno proiettate restrospettive. Tutto è perfetto, perfino la posizione. Da casa mia raggiungibile in 20 min a piedi, sebbene non sia consigliabile. La zona è un po- HIC SUNT LEONES. Ma questo nuovo spazio non può che riqualificarla e farla crescere in un baleno. Miucccia ultimamente fa delle scarpe orrende, ma per cultura n.1. Quel che succede nel mondo, succede prima a Milano.
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POMERIGGIO DI ORDINARIO COLORE A MILANO.

Ci sono week end a Milano, in cui la primavera esplode di sole e di fiori. Sabati in macchina, finestrino aperto e via verso chinatown. Che da Kathay tra ciotole giapponesi e banana chips ci passeresti la mattina. Carrello stracarico e cuore pieno di felicità e insana voglia di confort food che ti porta diretta verso un bento da j’s Hiro.
Una giornata così può andare in un solo modo. Stop over da Gum in Porta Ticinese per un ritocco rock ai capelli e poi a comprare gadget da Crabby Kids. E domani invece si va a Floralia.

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VINTAGE. IL BELLO DI UN SALTO NEL PASSATO

Sabato sera. Cena da amici. Lungo la strada si passa davanti al Bar Basso con quell’insegna vintage rossa di neon. La scritta in corsivo, molto anni ’50, i tavolini fuori e la gente seduta al freddo con enormi cocktail rossi, con il celebre blocco di ghiaccio. Improvvisamente scatta il richiamo della foresta! Fermati! Ferma la macchina! Dai prendiamo uno Zucca al Bar Basso! Ti guardi negli occhi, scatta il sorriso. Macchina parcheggiata in un lampo, si salta giù e subito dentro. Quel posto non cambia mai. Atmosfera da Milano da bere, gente che chiacchiera e che ride compostamente. I baristi super gentili e molto old style con la loro divisa linda e la perfetta alchimia nelle dita. Uno Zucca e uno sbagliato per favore! Non ti guardano come la sorella agée di E.T. e lo Zucca perfetto arriva subito, con olive sopraffine e patatine croccanti. E poi i micro tramezzini con insalata di pollo e goccia di balsamico. È davvero un posto di una volta, dove andava mio padre negli anni ruggenti. I cocktail sono perfetti, vanno giù e dai siamo in ritardo, si va! La serata perfetta inizia così

E visto che oggi è anche il mio genetliaco…

bar basso

sbagliato

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THANKS GOD IS ALMOST FRIDAY. SMÖRREBRÖD.

Ecco il giovedì sera con Colombo sta diventando un rito di questo 2015. Il giovedì alla scoperta di nuovi posti da provare, predispone già all’adorato venerdì. Insomma è quella storia dell’atmosfera che precede il “dì di festa” di Leopaediana memoria. Ieri anche senza agghindarsi il petto e il crine, vista la pioggia, l’umido e il cane in tram.
Panfilo Castaldi. Interno. Sera. Smörrebröd a gogo. Abbiamo provato Bjork, bistrot svedese. Quando entri sembra un magazzino Ikea con quei tavolini che sembrano scaffali in legno di pino. Il bello è che è piccolissimo. Ti accolgono due ragazzi lui e lei, in giacca da chef immacolata. Giovani, sorridenti, con sorprendente accento del sud… Italia. Ma poi ti coinvolgono spiegandoti la preparazione delle tartine, cosa assaggiare, le tipologie di birre. Tutto buonissimo. E lei, con questa immagine da simpatica Mercoledì Addams, occhi scuri, riga in mezzo e lunga treccia nera poi ti sorprende chiacchierando di artisti e mistre da vedere. Abbiamo provato i gamberetti all’aneto con pane nero e quenelle di burro salato. E poi assaggi di smörrebröd al salmone, gamberetti, pollo e vegetariano. Tutti erano arricchiti e resi più contemporanei con capperi e una punta di dolce. Ci sono tanto piaciuti.

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E LA NOTTE DI NATALE. MILANO

Come ogni anno da tradizione faccio una passeggiata nel quadrilatero a vedere le vetrine di Natale e l’albero in Duomo e gli addobbi sotto l’ottagono. Ogni anno mi sembra sempre più sottotono. E penso a Londra l’ultimo week end prima di Natale. Un’altra tradizione di famiglia, l’ultimo shopping sfrenato, la corsa agli ultimi regalini e le sorprese a Londra. Comunque anche a Milano qualche angolo che fa sognare si trova. Poi di corsa a casa a preparare la tavola per la cena della vigilia. E  allora buon Natale!

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