NAIROBI A RILASCIO LENTO. RANDOM PICS

Certe volte le immagini dicono più  di 1000 parole. La mia “playlist” delle 10 cose più emozionanti.

PICCOLO DIZIONARIO SWAHILI PER TUTTE LE TESTE

Jambo. E fino a jambo ci arriviamo tutti.
Kenya, lingua ufficiale: inglese, swahili.
E appunto bastano 5 parole in swahili e un bel sorriso ad aprire tutte le porte (o quasi). Certo bastano ad aprire le porte deĺla simpatia delle persone, con cui facilmente ci capiterà di aver a che fare in kenya: security, reception degli hotel, biglietterie, portinerie, taxi, commessi dei negozi, cameriei di ristoranti e locali.
Insomma, se un Jambo non si nega a nessuno, vale la pena di spingersi fino a un “habari gani”? (Come va?) e saper rispondere a tono con uno stupefacente “nzuri sana” (molto bene). Asante (grazie) è una formula di cortesia con cui non si sbaglia mai e, con un po’ di fantasia, capiremo che karibù è il modo per darci il benvenuto e non una bestia puzzolente.
E ricordatevi che in Kenya sempre “aguna matata”! (non c’è problema)

UGALI, MATHA E ALTRI PIATTI AFRICANI. NAIROBI

La cucina africana è semplice: frutta, verdura, prodotti caseari, carne e patate come se piovesse e l’UGALI un surrogato del pane che assomiglia a una polenta bianca.
In kenya hanno subito l’influenza indiana per cui consumano molto curry.
Senza infamia e senza lode.
E ricordate che nelle case è tradizione consumare i pasti con le mani, non fatevi cogliere impreparati.

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MATATUS E AUTISTI DI MATATUS. NAIROBI

Un giro in matatus ecco cosa avrei voluto fare. Ma non si può avere tutto. Mi sono limitata a guardarli per strada e a sperare che non mi schiacciassero nelle loro, a dir poco, ardite manovre.
Uno dei tassisti che ci ha scorrazzato nel traffico infernale della metropoli africana ci ha raccontato di aver fatto l’autista di matatus per 20 anni. Crazy crazy era l’aggerttivo ricorrente. Effettivamente contribuiscono mon poco agli ingorghi cittadini e guidano come all’autoscontro …

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NAIROBI E L’ANELLO DI CONGIUNZIONE

Il museo di Nairobi è uno dei posti che ho sognato di vedere da quando ho fatto il primo viaggio in Kenya a 19 anni. Regalo di maturità dei miei genitori. La maggior parte dei miei amici è andata in California. Io in Kenya. In quel periodo avevo la fissa dell’antropologia.
Il museo di Nairobi è la culla dell’umanità e dell’australopiteco.

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LAVORARE A NAIROBI. COSE DA SAPERE E DA ACCETTARE

La mia esperienza lavorativa è stata breve e superficiale, lo premetto. E mi sono trovata la pappa pronta. Non è da poco.
Quello che ho capito è che i tempi africani sono molto diversi dai nostri. Gli autisti sono santi. Sempre puntuali, pazienti e affidabili e, in genere, onesti. Il resto funziona con calma serafica. La fiera apre al pubblico ma di pronto c’è poco. Con calma le cose si fanno. E con il loro stile un po’ impreciso e lontano dai nostri standard, spesso e volentieri.
L’altra faccia è rappresentata dall’estrema intraprendenza commerciale degli Africani e dalla loro sete di sapere e conoscenza. Sfrontatamente ti chiedono costantemente cosa potresti fare tu per loro. E chiedono, in ogni occasione, di collaborare, per assicurare crescita e sviluppo. Il paese e tutta l’Africa, specialmente quella orientale, sono pronte a esplodere economicamente. Se riusciranno a controllare i disordini sociali e ad assicurare stabilità politica, ci saranno grandi chance di crescita. Africa is the big challange. That’s all.

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TOP SHOPPING IN NAIROBI

Nairobi offre un vasto artigianato e sebbene siamo ormai abituati a vedere le loro maschere intagliate anche a Milano, si possono trovare piccole cose imperdibili.
Ho comprato un piccolo vaso in terracotta dipinto a mano, in un mercato di strada lungo la Ngong road, dove si cocentrano anche i mercati di mobili locali. Dei cucchiaini di legno con il manico dipinto in tipici colori e tratti africani. Non ho resistito a piccole ciotoline in bronzo dipinto, perfetto pensiero stylish per tabagisti. Anche i tessuti sono belli. Io mi sono limitata a dei piccoli drappi quadrati che funzionano come torchion o american set. Non rinuncio nemmeno al top touristic souvenir: il magnete da frigo. (Sono cheap dentro).
Gli acquisti da Adele Dejak e Linda Camm sono comunque il top vero. Borsone animalier, bracciali vari e dog collar con perline. E adesso come farò con il bagaglio a mano ancora no so. Stasera il verdetto al check in desk…
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STYLISH HAIR. NAIROBI GALS

Le donne africane hanno la fissa dei capelli. Le donne son donne ovunque. Chi non ha la fissa dei capelli?
Personalmente trovo bellissime le loro acconciature con le treccine. Hanno lineamenti talmente belli, che con quelle acconciature vengono ulteriormente valorizzati. Ma no, a loro piacciono i capelli lisci. Sono spaventosamente tante le ragazze che a Nairobi sfoggiano chiome liscissime con colpi di luci molto a contrasto, spesso colorati. Sono così lucidi e corposi e immobili, così immobili da sembrare finti. Oh my God! Ma sono finti! Infatti sono moltissime le ragazze che indossano parrucche di capelli lisci.
Ogni posto ha le sue usanze, facciamocene una ragione.

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A NAIROBI DEVI AVERE IL TUO TASSISTA DI FIDUCIA

Sono quelle cose che capisci per esperienza. La cosa migliore è trovarsi un autista. Quando trovi un taxi driver che sia smart, onesto e che si destreggi nel traffico, concorda le trasferte. Sono puntualissimi, nonostante i tempi africani e se sono bloccati da qualche parte, mandano in sostituto che ti individua al volo, forse perché spicchiamo come mosche bianche, non solo per il colore della pelle, ma anche per gli abiti da lavoro e per quel nostro apparire cosi Italiani.
Li vedi che ti vengono incontro con il loro sorriso smagliante e il tipico: Jambo, how are you? Che non mancano mai. E allora ti svolta la giornata.
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UP&DOWN PER NAIROBI

Nairobi si conferma la citta dei grandi contrasti. Non è una vera città, più che altro un insieme disordinato di villaggi di campagna unitisi casualmente perché cresciuti troppo e attraversati da alcune grandi arterie che li collegano in modo, per me, inintellegibile. Langata road e Ngong road ad esempio. È la città più verde del pianeta, attraversata addirittura da una foresta (karura forest) e confinante con una specie pre savana popolata da animali selvatici.
Non si possono perdere i quartieri di Karen, appena un po’ fuori città e Muthaiga e Gigiri. Non è male vivere a Parkland, che confina con Westland, dove si concentra la vita notturna cittadina e dove il venerdi sera, come si dice, si fa brutto. Westland è purtroppo anche il quartiere del sanguinoso attentato terroristico delle scorso anno nel centro commerciale, dove morirono 80 persone. Poi ci sono Ogata Rogai e Downtown che ti riportano subito nell’Africa povera. E poi c’è Kibera. Kibera: hic sunt leones. A kibera non ti ci vuole portare nessuno. È lo slum più grande e povero di Nairobbery.

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