ULTIMO CAFFÈ A OSLO

I Norvegesi sono in fissa con il caffè. Lo bevono a ettolitri in qualunque momento. Prima di partire mi sono fermata per un’ultima tazza fumante da W. B. Sanson, in Karl Johans Gate. Posto delizioso, con dolci enormi e super farciti. Vale la pena una sosta. Il pasticcere, dietro una vetrata, in fondo al piccolo locale di legno chiaro e piastrelle bianche, impasta e informa senza sosta biscotti e torte, brioche e plumcake.

OPERA HOUSE ALL INCLUSIVE

È tradizione per la mia famiglia passare un week end prenatalizio in una capitale europea, per lo shopping di Natale. Qualche volta abbiamo comperato anche I regali, ma può spesso ci accontentiamo si acquistare qualche nuovo addobbo per l’albero di Natale. La tradizione comprende anche di passare una serata a teatro, per il balletto di Natale, un musical o un’opera.
L‘Opera house di Oslo è una costruzione in marmo e acciaio bianchi e vetro. Opera avveniristica costruita a bordo mare, a rappresentare una sorta di icesberg. L’interno invece è bianco e legno naturale, dai soffitti infiniti. È dotato di due palcoscenici e un ristorante nel foyer. Ottima cucina con ricette tradizionali rivisitate.
Lo spettacolo è un musical con balletti, jingle natalizi e un testo allegorico e metaforico sul Natale, scritto da un drammaturgo giusto un attimo disturbato. Comunque le due ore volano e la cena è stata deliziosa.

NATALE IN CASA….. JOHANS

 

 

 

Il periodo natalizio è uno dei più vivaci in Norvegia. Dal 1°dicembre è tradizione uscire a festeggiare con gli amici e i colleghi di lavoro. Il che traduce in un’impresa, una cosa normale come uscire a cena. I ristoranti sono sempre fully booked e trovare posto in quelli che si preferiscono è difficilissimo e richiede una gran pazienza. In compenso c’è una gran allegria ovunque. Tutti propongono il Xmas plate. È un misto di pancetta arrosto, wurtel, polpette di manzo, patate e cavolo rosso stufato.  Il tutto innaffiato da una speciale birra di Natale, dal colore ambrato e il gusto delicato, non amaro. Ne servono a due gradazioni: 4.5 e 8. Tra i piatti tipici che servono in qualunque ristorante, si trova un ottimo merluzzo con le solite garniture di cavolo rosso, patate e senape dolce.  Non manca mai nemmeno il salmone marinato all’aneto, servito con il pane nero e burro salato. Tra i dolci biscotti e torte allo zenzero.

PARLAMENTO E PALAZZO REALE

 

 

 

 

A poca distanza l’uno dall’altro il Parlamento e il Palazzo Reale si trovano lungo la via Karl Johans Gate. Il Palazzo reale è visitabile solo.nel periodo estivo. È circondato da un bel parco, in cui si raccomanda ai visitatori di calpestare l’erba e abbracciare gli alberi. Accanto al Palazzo si trova un piccola costruzione in stile architettonico svizzero. È una guest house per le guardie reali, tra una cambio della guardia e l’altro.
Il Parlamento invece si trova di fronte al Grand Hotel, con hua struttura imponente considerando le dimensioni contenute di Oslo.

FORTEZZA DI OSLO

 

 

 

 

Si staglia lungo la costa, a sinistra di Aker Brygge, la fortezza medievale cittadina. Si tratta di una serie di antiche case in mattoni rossi, con rare e piccole finestre e con tetti molto spioventi, cosi costruite per ragioni climatiche. Arrampicandosi sulla collinetta e superando vari edifici si arriva al corpo centrale, con torre e cortile interno. All’esterno è protetto da un portone e un fossato, oggi asciutto. All’imbrunire, con il vento che ti sferza e i vialetti stretti di pietra, l’atmosfera si fa sempre più magica e ti aspetti di vedere dame  e cavalieri in singolar tenzone.

VICHINGHI E JULEDMARKED

 

Partenza per la penisola di Bygdøy per raggiungere il museo che ospita due navi vichinghe praticamente intatte. Autobus n. 30, con la tessera residenti che mi ha regalato l’amico Tomo che vive a Oslo. L’autobus è strapieno e il viaggio molto più lungo del previsto. Sarà che pigiati come aringhe tutto sembra interminabile. Riesco a godermi molto poco il paesaggio a causa della scomodità, ma arrivando quasi alla zona dei musei, ci troviamo anche in coda.il rallentamento permette di godersi il paesaggio che si è fatto molto campestre. Noto prima una fattoria, dove si fermano alcune auto e intorno le tipihe casette in legno, colorate e poggiate su pali. Una signora norvegese, che vive a Oslo, ma è di Bergen, mi spiega che si tratta della casa di campagna della casa reale. In pratica una vera fattoria, di proprietà dei sovrani. Poco dopo si appresta a scendere e mi racconta che va al tradizionale juledmarked, il mercato di Natale.  Io proseguo per il museo Vichingo, ma so che al ritorno farò una puntatina al mercato.
Le navi vichinghe sono imponenti, nere, con la chiglia bassa e piatta. Navigavano a remi come a vela, portando i Vichinghi giù verso le cose inglesi e francesi per le loro scorribande violente e le razzie. Il ritrovamento è stato possibile grazie all’usanza di seppellire il capitano con tutta la sua nave. Delle ignobili gesta vichinghe apprendo al telefono dal mio fidanzato, che mi fatto un riassunto delle puntate precedenti via whatsapp call. Con la testa piena di avventure barbare, mi fermo all’ingresso dello Juledmarked. L’ingresso è di 100 corone. Scopro che il mercato viene allestito all’interno del museo del folklore. Si cammina in un antico villaggio con la case costruite con enormi e massicci tronchi. Nel bel mezzo di questo villaggio iniziano a spuntare le bancarelle di dolci tradizionali, di addobbi natalizi e maglioni e cuffie di lana grossa ruvida. Si sentono i bambini intonare i canti natalizi e la banda suonare. Il Natale quando arriva, arriva. Atmosfera fantastica.

MATHALLEN OH YES. VULKAN

 

 

 

 

 

 

 

 

A qualche km dal centro, vicino al fiume si trova un quartiere operaio riqualificato, o quasi. Per raggiungerlo a piedi ho dovuto chiedere a diverse persone, segno che non è poi così conosciuto. Di bello lungo la strada ho visto un piccolo agglomerato di casette colorate di tipica architettura norvegese. Un paio di queste trasformate in ristorantini. A circa 1 km sorge un’area definita Vulkan. Oltre a un hotel (PS:Hotell) vi si trovano alcuni negozi e il mercato di Mathallen. È un edificio al cui interno si trova la migliore offerta gastronomica di Oslo sia come ingredienti, che come piccoli localini in cui pranzare. Valeva l’impervia trasferta. Ma è distante da ogni altra cosa da vedere e il quartiere abbastanza squallido. Non alloggerei a Vulkan.

AKER BRYGGE

 

Fermata del tram e bus Radhaus. Ma dal centro storico, da Karl Johans Gate si raggiunge a piedi in meno di 10 min. È appena dietro il Municipio (orribile mausoleo in mattoni rossi). Da qui si parte per la penisola di Bygdøy, dove si trova la maggior parte dei musei di Oslo, quelli più caratteristici, come il Fram Museet o il Viking ship musum.
Da qui partono anche i Ferry boat per il fiordo o per Bygdøy. Da qui parte anche la vita notturna più chic e lo shopping di design. Il resto è noia. Il tipico design norvegese si trova anche a House of Oslo, a pochi passi da Aker Brygge.
En passant è uno dei luoghi per eccellenza per uscire la sera. Il bistrot Louise è ottimo per il pesce, si fa la coda per un tavolo al tapas bar Delicatessen (molto buono, ma non fanno il pulpo a la gallega) epoi ci sono una serie di chiccosissimi negozi giusto di fianco. Imperdibili.

UN MUSEO SULL’OCEANO

 

Astrop Fearnley Museet. Solo per l’architettura di legno e vetro sospesa come una palafitta sull’Oceano, merita la passeggiata fino alla fine di Aker Brygge, quartiere di recente costruzione sul fiordo di Oslo. Strano… È realizzato da Renzo Piano. È il quartiere dei localini e ristorantini, vive durante l’intera giornata, ma secondo me, almeno in inverno dà il meglio di sè nel tardo pomeriggio sera, quando si anima a dismisura. Qui in un tapas bar ho cenato con gli amici Giapponesi che vivono a Oslo, Tomo e Aya. Il posto si chiama Delicatessen e si trova all’inizio di Aker Brygge, nella parallela che. On dà direttamente sul mare. Per me, Aker Brygge il quartiere più bello da vivere in ogni stagione.
Tornando al museo, ospita mostre temporanee, come quella dedicata all’arte contemporanea statunitense che ho visto io. Erano esposte opere di Damien Hirst e Jeff Koons.

LE 3 V. VIAGGIO, VIGILIA, VALIGIA

Viaggio. Ci siamo domani si parte per Oslo. Valigia fatta (e rifatta due volte): golf di cachemire: 3 cammello, nero e rosa, gonne: 1 rosa, pantaloni: 1 nero crop, Tshirt: 1 a righe (coperta di Linus), bikini (per la SPA), abito da sera: 1 in seta nero (per l’Opera) scarpe 2: glitter bordeaux, anfibi neri, borsetta: 1 Chanel nera, rock, zaino: 1 blu in tela (vergognosamente elegante, come dice Teto). Boarding pass, guide, biglietti del teatro, ho tutto.

Alla vigilia di ogni viaggio mi fa compagnia la solita ansia controllata. D’altra parte oltre alla lingua ostrogota dei Vichinghi, il periodo non è dei più tranquilli per viaggiare.

Oslo è abbastanza piccola, si gira in una giornata volendo. Domani lo dedicherò alla zona intorno al Grand Hotel, ai mercatini di Natale e a qualche sosta nei celebri caffè cittadini. I giorni clou per la visita di musei e della città saranno venerdì e sabato.