DA PORTO ALL’OCEANO ATLANTICO

Maggio è già un nese ideale per godersi la spiaggia. Alcune spiagge, come Marosinhos, sono praticamente alla fine della città e si raggiungono in metro. La mia personale opinione è che, avendo anche un solo giorno a disposizione, valga la pena di arrivare fino alle spiagge nella zona di Esponho. Dalla stazione di Sao Bento, che tra l’altro è uno spettacolo di azulejos, in mezz’ora si arriva. La linea è quella di Aveiro e il biglietto costa ben 3.50 euro. Un trenino leggero porta fino ai 17 km di spiaggia bianca del litorale oceanico. Io ho anche fatto il bagno. 

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PORTO: VINO E OCEANO

Recente incursione portoghese dopo un inverno molto stanziale e molto lavorativo. Da quando Ryanair ha coperto questa rotta con volo diretto da Malpensa1, arrivarci è un gioco da ragazzi. Sono circa 2h15′ di volo e l’aeroporto è a solo 11 km dal centro. Con una breve ed economica corsa in taxi si arriva. Ho optato per un break di 5 giorni a fine maggio. Stagione perfetta, per fare anche mare. Se ci si volesse fermare solo a Porto, 5 giorni sarebbero tanti. La città conta 350mila abitanti, ma il centro storico con i monumenti barocchi e il vecchio quartiere di Ribeira sul fiume sono concentrati in una passeggiata di circa 20/25 minuti. 

TOUR NELLA GEOLOGIA DI PORTO SANTO

Per gli appassionati di natura, scienza e geologia, e’ imperdibile il giro dell’isola. Per farsi un’idea della geologia di Porto Santo, si puo’ consultare questo sito: http://conheceroportosanto.weekly.com/geologia.html

Il mio e’ stato un tour fortunato, mi ha accompagnato in jeep una guida italiana, Andrea, originario di Bergamo, che ormai vive a Porto Santo da quasi 6 anni e da qui non ha la minima intenzione di schiodarsi. Grande appassionato di questa terra e del suo lavoro, ci ha fatto scoprire i piu’ piccoli segreti e gli angoli nascosti, emersi circa 40 milioni di anni fa. Abbiamo visto la terra cambiare colore e la vegetazione apparire e sparire, man mano che ci siamo addentrati nella zona piu’ selvaggia dell’sola, attraversandola, fino ad arrivare di fronte strapiombi e scogliere mozzafiato, dove l’Oceano e’ turchese e il vento soffia forte. Abbiamo visto dove nasce la sabbia e i mulini a vento, abbiamo passeggiato per Quinta das Palmeiras, un giardino botanico privato, sorto in mezzo alla landa desertica. Abbiamo visto le canne d’organo, i fichi d’india e anche il campo da Golf, progettato dal campione scomparso Seve Ballesteros. E tutto ci e’ sembrato stupendo. Per chi volesse fare questo giro, Andrea lavora per www.angietravelagency.com”>Angie Travel

MADEIRA E PORTO SANTO.

Madeira e Porto Santo due puntini nell’Oceano, territori portoghesi vicini alle coste marocchine, spazzati dai venti a lambiti dalla corrente del Golfo. Solo poche ora di volo per raggiungere questi paradisi di silenzio e natura allo stato puro. Eppure è un viaggio complicato. L’idea iniziale era di volare da Milano su Porto, restarvi 3 giorni, quindi raggiungere Madeira e fermarmi 2 o 3 giorni, giusto il tempo per godermi la vita notturna di Funchal, girare l’isola, vedere le spiagge a nord, dove vanno i surfisti, affacciarmi al cratere del vulcano e magari passare un giorno nella splendida beauty farm sui monti, poi via in traghetto fino a Porto Santo e lì qualche meritato giorno di mare. Poi di nuovo sulla terraferma via Funchal e magari Lisbona, che ho molto amato. Viaggio impossibile. Coincidenze inesistenti, voli carissimi. A Funchal si va solo via Lisbona. No way. Cambio di programma, volo diretto con <strong>Neos Air su Porto Santo e da lì tutto da inventare. Sicuramente un tour a Madeira possibilmente via mare e per il resto passeggiate in spiaggia, sole, bagni e talassoterapia. A Porto andrò un’altra volta.
Il meteo nelle isole di Madeira e Porto Santo è molto clemente, sembra. In agosto pioggia al massimo un giorno, temperatura di circa 27 gradi, con notevole escursione termica la sera. Vento e mare calmo e tiepido a sud, può mosso al nord. La valigia è facile e soprattutto piccola.
Sneakers per correre e passeggiare sulla spiaggia, bikini a pioggia, fouta, camicine e shorts e quei vestitini bianchi fatti di nulla, cotone e lino leggerissimi. Sandali bassi e borsone di Vanessa Bruno che va bene per la spiaggia e per le gite. Foulard per il vento. Il panama giusto per andare a visitare Vila Baleira, il capoluogo dell’isola.
E forse un abito lungo che la sera è sempre bello. E maglie a righe di cotone per l’aria frizzantina della sera. Per il viaggio un boyfriend jeans e la mia Keepall.

SOUTHBEACH IS THE BEACH

La parola chiave è proprio beach, la spiaggia. Miami ha poco senso, a mio personalissimo giudizio, se non vai pazzo per la spiaggia bianca interminabile, con le palme, il vento, l’oceano, i cavalloni e l’acqua cristallina e calda. Uno dei plus di Miami Beach è la corrente del Golfo, che rende l’Oceano Atlantico, tiepido e colorato, di un turchese che ti lascia interdetto. La spiaggia è costeggiata di una strada lastricata, che se vuoi fa’ l’ americano, è perfetta per correre al mattino presto. La stagione migliore per spezzare, secondo me è inizio maggio o anche fine aprile. La temperatura sfiora i 28 gradi, l’umidità non si fa particolarmente sentire, complice la brezza oceanica che soffia sulla spiaggia a tutte le ore. E poi non c’è rischio di pioggia o tornado.

Confesso, invece, di aver evitato come la peste il lunghissimo tratto di Ocean Drive, oltre l’Art Deco District. Hic sunt leones.

Photo Alli Alessi

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