MADEIRA, L’ISOLA DI LEGNO.

Gita toccata e fuga a Madeira. Cosi chiamata per via della fitta area boschiva che la ricopriva, quando fu scoperta dai Portoghesi. In nave, con il Lobo Marinho, fino a Funchal e poi un giro dell’sola che tocca Monte, con il giardino botanico e la Chiesa di Nossa Senhora do Monte, il villaggio dei pescatori Camara de lobos, la vista dell”isola da Pico dos Barcelos, la cui unica attrattiva era un orrendo bar in cui servivano i piu’ delizioni pastel de nata che io ricordi e il wifi gratuito! E infine la cittadina di Funchal, con una mezz’ora disposizione. Troppo poco per il giardino botanico, che ancora rimpiango, ma sufficiente per la visita alla notissima cantina Blandy’s Madeira, lo struscio nel corso, un’occhiata alla cattedrale e un caffe’ al Ritz. E poi di nuovo imbarcati sulla via del rientro, in serata ormai avanzata. Questa gita, in nave, si può fare solo il venerdì. Infatti è l’unico giorno in cui è prevista una corsa a Madeira al mattino e rientro a Porto Santo nel tardo poneriggio. Questo perché i Maderesi vengono a passare il week end sulle spiagge di Porto Santo.

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TALASSOTERAPIA, SABBIATURE E COSMETICI A PORTO SANTO

Una seduta di talassoterapia sgonfiante non si nega neanche ai condannati. La praticano all’hotel Vila Baleira a circa 4 km dal mio hotel. Porto Santo vanta anche una sabbia salutare, è scientificamente provato. L’hotel &SPA Porto Santo pratica anche bagni di sabbia. Non è un caso se la Principessa Sissi passò la convalescenza sulla Ilha dourada.

Le sabbiature servono per la cura estetica della pelle e per problemi di cellulite e circolazione, per cui la sabbia va applicata bagnata e fredda. Per le cure contro l’artrosi, invece si usa asciutta e a una temeratura di poco superiore a quella corporea.

A Poeto Santo si trova anche un giacimento naturale di una particolare sostanza che fino a tempi recenti si utilizzava solo in edizia. Il solao serviva per rivestire le travi dei tetti. Essendo un isolante, contribuiva a mantenere caldo in inverno e fresco in estate. Oggi tri«ova applicazione anche nella cosmetica.

PORTO SANTO IN PILLOLE DI RO.&RO.

Rossana e Roberta, due amiche d’infanzia in viaggio. Le ho incontrate appena arrivata. Abituate a viaggi mozzafiato come la Giordania e la Thailandia, abbastanza giovani da aver voglia di una vita, anche dopo il tramonto, ipercinetiche quanto basta, da non voler perdere un panorama, uno scorcio, una passeggiata.

Insieme siamo state a Madeira e poi abbiamo fatto il giro di Porto Santo. Non paghe delle scarpinate in spiaggia, hanno deciso di andare alla scoperta della vita notturna e non, nascoste dell’isola di Porto Santo.

Ecco cosa hanno scoperto.

PRAIA DO ZIMBRALINHO
Si arriva da una sterrata venendo da Poco de Flores. La.macchina si lascia all’inizio di un sentiero panoramico a picco sul mare. Persone presenti ben 10. Acqua stupenda, di sassi.

TASKAKI lounge bar in Vila Baleira, gestito da ragazzi giovanissimi. Bella musica con dj set e simil bacardi breezer.
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Foto di Rossana Dal Molin

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BOLO DO CACO E ALTRA CUCINA

Il bolo do caco vive di meritata fama. Questo piatto risale ai primi coloni di Porto Santo. La mancanza di legna sull’isola rendeva impossibile cucinare. Questa sorta di pane rotondo come una torta (bolo) veniva cotto sulla pietra vulcanica di tufo rosso, scaldata dal sole (caco). È una sorta di panino ai giorni nostri spesso farcito con salame o altro ripieno, ma tradizionalmente vuoto, cotto sulla piastra. Viene servito con burro all’aglio e tagliato a metà. È squisito e pesantissimo. Vale un pranzo o una cena. Ho letto sul giornale di Madeira che il governo è intenzionato a chiedere un riconoscimento tipo il nostro igp per il bolo do caco!
Tra i piatti tipici dell’arcipelago di Madeira ho provato l’espetada de espada, sorta di spiedino di pesce, uno spiedo di carne e un involtino di pesce simile all’anguilla, con ripieno di banane di Madeira, davvero eccellente.
Non minor fama circonda il mitico pastel de nata. Si tratta di una sfoglia riempita con crema pasticcera cotta. Ricorda come consistenza una sfogliatella napoletana.

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IL VINO DI PORTO SANTO

E’ un vino totalmente naturale, con una punta di acidità spiccata, dovuta ai tralicci bassi. Praticamente cresce nella sabbia e per questo acquisisce questa punta di acità. Sono due le varietà bianco e coberto (una sorta di rosè ma color albicocca). Il bianco ha circa 14 gradi e il coberto 16, ma i vini portosantesi possono arrivare anche a 21. Abbiamo degustato i vini della piccola cantina del museo Cardina.

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FONTE DA AREIA

Questa fonte della sabbia di Porto Santo si e’ formata da una barriera corallina fossilizzata circa 14 milioni anni fa. Il sedimento trasportato dal vento si chiama eolianite. La definizione scinetifica e’ sabbia biogenica carbonatada fossilifera (organismi marini, tronchi di alberi e dune di sabbia fossilizzata) praticamente uniche al mondo. Quello che non ho ancora detto e’ che si tratta di uno spettacolo della natura.

Il vento, che soffia in direzioni diverse, ha trasportato poi la sabbia da questa fonte, all’attuale spiaggia. La protezione degli isolotti (ilheu de cal, ilheu de hierro) posizionati alle estremita’ dell’isola, ha fatto sia che la sabbia sia rimasta protetta.
Ha proprieta’ benefiche accertate scientificamente per problemi di circolazione, per cui va usata in impacchi fredda e bagnata. Invece per artrite, si praticano sabbiature, con sabbia secca e piu calda del corpo.
La prima spiaggia formatasi a porto santo è nata a nord ovest. Poi il vento e le correnti marine hanno formato la grande spiaggia a ovest.

I MULINI A VENTO E L’ACQUA MINERALE

Una delle immagini piu’ suggestive di Porto santo sono i mulini a vento in legno.L’unico mulino originale, pero’ attualmente è nel Museo Cardina, il cui ideatore e propritario produce anche un’ottimo vino.

Particolarita’ da notare: i mulini erano su ruote per poter cambiare direzione al cambio del vento che viene da nord o da sud e cambia repentinamente. Da 35 anni non funzionano piu a causa della lunga siccità che ha colpito l’isola. Con la carenza di acqua e’ cessata la produzione del grano. Un’altra produzione che si e’ estinta era quella dell’acqua,  di qualità eccellente, premiata anche in Argentina. Soppravvive, oggi, solo l’edificio in cui si imbottigliava, all’ingresso di Vila Baleira, vicino all’hotel TORRE praia.

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TOUR NELLA GEOLOGIA DI PORTO SANTO

Per gli appassionati di natura, scienza e geologia, e’ imperdibile il giro dell’isola. Per farsi un’idea della geologia di Porto Santo, si puo’ consultare questo sito: http://conheceroportosanto.weekly.com/geologia.html

Il mio e’ stato un tour fortunato, mi ha accompagnato in jeep una guida italiana, Andrea, originario di Bergamo, che ormai vive a Porto Santo da quasi 6 anni e da qui non ha la minima intenzione di schiodarsi. Grande appassionato di questa terra e del suo lavoro, ci ha fatto scoprire i piu’ piccoli segreti e gli angoli nascosti, emersi circa 40 milioni di anni fa. Abbiamo visto la terra cambiare colore e la vegetazione apparire e sparire, man mano che ci siamo addentrati nella zona piu’ selvaggia dell’sola, attraversandola, fino ad arrivare di fronte strapiombi e scogliere mozzafiato, dove l’Oceano e’ turchese e il vento soffia forte. Abbiamo visto dove nasce la sabbia e i mulini a vento, abbiamo passeggiato per Quinta das Palmeiras, un giardino botanico privato, sorto in mezzo alla landa desertica. Abbiamo visto le canne d’organo, i fichi d’india e anche il campo da Golf, progettato dal campione scomparso Seve Ballesteros. E tutto ci e’ sembrato stupendo. Per chi volesse fare questo giro, Andrea lavora per www.angietravelagency.com”>Angie Travel

VILA BALEIRA, PORTO SANTO E CRISTOFORO COLOMBO.

Vila Baleira è un paesino davvero minuscolo. Si gira in una manciata di minuti: una piazza, una chiesa, 3 ristorantini e un tendone come libreria. La cosa che ho trovato più intrigante è la casa museo di Cristoforo Colombo. Ebbene si, il viaggiatore genovese, che per scoprire l’America è dovuto andare fino in Spagna… insomma il viaggio ce l’aveva proprio nel DNA e a un certo punto della sua vita si è fermato qui. Giunto sull’isola per il commercio dello zucchero, ha finito per completare la sua formazione sui venti e le correnti, che di li’ a poco gli avrebbero consentito di scoprire l’America.

E, nel frattempo, a Porto Santo ha vissuto e ha sposato la figlia del primo governatore portoghese dell’isola, anch’egli Italiano, tale Perestrello, esperto navigatore. Esiste ancora l’abitazione di Colombo, un tipico edificio di pietra grezza con le finestre a arquate, e cortile interno, oggi trasformato in un museo. Anche solo per la suggestione, che scatena nelle menti fantasiose come la mia, ha senso fermarsi e rivivere un pezzo di storia. Entrare nel privato di quel condottiero che ha solcato l’Oceano alla ricerca di nuove terre è un’esperienza che non ha prezzo.

 

 

 

 

 

 

VITA A PORTO SANTO. “CARAIBI” A 3 ORE DI VOLO DA MILANO.

Scorre tranquilla e lenta la vita a Porto Santo. Il mio hotel è posizionato direttamente sulla lunghissima spiaggia. Sono ben 9 km di una sabbia benefica, fatta di conchiglie, resti della barriera corallina e vegetazione autoctona, erosi dal tempo passato, dal vento e dal mare. Quel mare non troppo freddo e non troppo arrabbiato, che stenti a ricordare che sia un Oceano. L’isola d’oro … capisco questo epiteto. E’ oro la sabbia fine e di colore giallo intenso, con cui praticano sabbiature, è oro il clima da eterna primavera, è oro il silenzio che la pervade, il suono del mare e la voce del vento. E’ oro il relax profondo che ti prende.
E’ una vita immersa nella natura. Non è solo mare e sole, ma lunghe passeggiate per sentieri tracciati, le gite in bicicletta e la corsa del mattino sulla battigia, ammesso di riuscire a svegliarsi. Perché alla fine un runner resta un runner con la pioggia e il con sole, quando sudi anche l’anima a ogni passo, quando i muscoli non si scaldano e a ogni espiro il fiato si condensa. Ad oggi questa runner si e’ limitata a lunghe camminate sulla battigia, evitando i sassi basaltici color indaco, ruggine, sabbia, grigio e nero, che emergono a ogni onda.

Quasi inesistente la vita notturna, solo qualche ristorante di medio livello e un paio di baretti sulla spiaggia.