ROMA CAPUT MUNDI

Lo so che a leggere le cronache, ascoltare i TG o anche solo gli amici romani, la città eterna appare in tragica decadenza. E probabilmente basterebbe una permanenza in città più lunga di 48 ore per verificarlo. Tant’è che la mia toccata e fuga romana, non ha raggiunto nemmeno le 48 ore. E per me Roma è spaziale. Sarà che era un viaggio di lavoro e quindi ogni minuto rubato è una vacanza, sarà che la tensione di tenere una lezione alla Sapienza, mi ha obnubilato, ma io sono stata in paradiso. Quel che di Roma colpisce è la luce calda e dorata dell’ottobarata, che quest’anno è un’apoteosi a 25°. E poi c’è quell’atmosfera dalla lenta mollezza da salotto della “Grande bellezza” in cui appaiono e scompaiono i Jep Gambardella con la loro cadenza fatta di consonanti stondate.

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