FERIA DE ABRIL A SIVIGLIA

Se si ha la fortuna di capitare a Siviglia durante la Feria di Abril, si assiste a una tradizione ancora molto radicata in città. In realtà è quasi impossibile trovare posto in città e le quotazioni degli hotel schizzano alle stelle, come dei terra-aria impazziti. Si tiene circa 2 settimane dopo la settimana santa. Si inaugura il lunedì a mezzanotte con l’accensione di migliaia di luci e termine a mezzanotte di domenica con fuochi d’artificio.

Da ogni parte della città ci si affretta a prendere posto per fissare le grandi tende in cui la gente vivrà durante questo evento. I negozi di abiti tradizionali, pettini per capelli, calzature e quant’altro, vivono di vita propria in un turbinio di acquisti sconsiderati in cui ovviamente mi sono fatta tirar dentro, seppure acquistando solo fermagli e pettini per capelli e anche qualche ventaglio.

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TORRE DE ORO.IL PERIODO MORESCO DI SIVIGLIA

Non lontano da Plaza de toros si trova la Torre del oro. Presidio militare risalente all’epoca di dominazione moresca della città andalusa, è una torre alta 36 metri, con 12 lati, che serviva a controllare l’accesso alla città dal Guadalquivir. Prende il nome da un riflesso sull’acqua del fiume,  dovuto a malta, calce e paglia pressata che la ricoprivano. La prima sezione risale al 1220, poi ne segue una seconda del XV secolo e infine la terza e la cupola, che risalgono a metà del 1700. Costituiva uno dei punto di ancoraggio di una enorme catena, che aveva la funzione di bloccare le flotte che si avvicinavano alla città e proteggeva l’Alcazar.

P L A Z A D E T O R O S. SIVIGLIA

Posso dire che Plaza de Toros è ciò che più mi ha emozionato di Siviglia?

[Odio la corrida. La detesto e la depreco. E’ una barbarie e mai, mai nella vita, andrò ad assistere a un simile orrore.]

Ciò detto, entrare nell’arena, per quanto mesta e vuota, mi ha suggestionato al punto di ricreare nella mia mente l’atmosfera di Sangre y arena o di Matador. Sarà che la costruzione dell’arena della Real Maestranza de Sevilla è costata oltre un secolo di lavori. Sarà che è la più antica arena di Spagna. La costruzione è iniziata nel 1761 e vi hanno lavorato negli anni diversi architetti di fama. E’ internamente costruita in legno, proveniente dalla collina del Baratillo, su cui è costruita e di particolare pregio è il Palco del Principe (riservato alla famiglia reale), che risale al 1765. Al di sotto si trova un portone in ferro: la Puerta del Principe. Passarvi attraverso è il principale desiderio di qualunque torero. Dietro questa porta si trova anche il Museo di tauromachia. Tra fotografie e cimeli, fa bella mostra di sé il pezzo forte: un magnifico traje de luces, appartenuto al celebre matador Manolete, che si esibì in tutte le principali arene nazionali e internazionali e morì nel 1947, incornato da un toro, in una corrida, in ci toreava anche l’amico Luis Dominguin, che fu fidanzato di Ava Gardner e poi sposò Lucia Bosè. E con il gossip dei toreri chiudo e segnalo che è fortemente consigliata la visita guidata, che molto aiuta a ricreare l’atmosfera suddetta. Olè toro! Olè.

Paseo de Colon, 2 – Siviglia

CRISTOFORO COLOMBO, LA CATTEDRALE E LA GIRALDA DI SIVIGLIA

La cattedrale di Siviglia (come del resto l’Alcazar) è un patrimonio dell’Unesco di circa 11 mila metri quadrati. La prima pietra posata risale al 1402, sulle rovine di una moschea e poi ci volle circa un secolo per ultimarne la maestosa costruzione. La Giralda sorge infatti dove si trovava l’antico minareto, che fu riconvertito in campanile. E’ rimasto invece quasi inalterato il Patio de los naranjos, il cortile moresco. In stile gotico-rinascimentale la cattedrale si presenta come una basilica di 5 navate, ma il suo perimetro è quello tipico delle moschee. Il progetto è attribuito allo stesso architetto che costruì la cattedrale di Rouen.

Questa cattedrale, in particolare, è uno di quei monumenti che non si possono perdere, per l’alto valore simbolico che acquisisce per quanti siano, come me, devoti a “San Viaggio”. Infatti qui si trova la tomba di Cristoforo Colombo, costruita in stile tardo romanico.

Ho ripercorso nel tempo tante tappe di Cristoforo Colombo, dalla sua casa a Porto Santo, alle grotte in cui approdò in Giamaica (che è un’altra storia) e poi qui, dove finì il suo viaggio, in quella assolata Andalucia che profuma di zagare.

 

TRIANA E I CERAMISTI DI SIVIGLIA

 

Il barrio di Triana si trova sulla sponda opposta del Guadalquivir, rispetto al centro della città, cioè su quella occidentale. Questo quartiere ha origini antichissime che si perdono nella mitologia romana. Prende infatti il nome da Traiano.

E’ tradizionalmente un quartiere di arti e mestieri, di operai, marinai e ceramisti. Tutt’oggi sopravvivono ancora molte botteghe artigiane tradizionali, che fabbricano ceramiche con metodi artigianali, tra cui segnalo la storica Ceramica Santa Ana, che risale al 1870. Nonostante ci sia andata nel giorno sbagliato, sono riuscita ugualmente a procurarmi alcuni pezzi fatti a mano, che campeggiano nella mia micro cucina, a fare da appoggio a pentole o vasi o per “arredare” una tavola semplice.

Impossibile arrivare a Triana senza attraversare a piedi l’ottocentesco ponte in ferro (Puente Isabel II), realizzato a metà del secolo da architetti francesi,  per sostituire il ponte di barche. Tutta la vita del barrio si svolge nelle zone limitrofe del ponte, da cui si dipartono i vicoli bianchi animati da locali (Calle Betis è la più celebre) negozi e piccole chiesette. Alzando un poco lo sguardo si potranno notare le caratteristiche abitazioni tradizionali del quartiere con i balconi in ferro.

Prima di andarsene, non perderei uno spuntino sfizioso. Proprio a due passi dal ponte di Triana, si trova il Kiosko de las flores, una famosissima e imperdibile friggitoria.

REAL ALCAZAR DE SEVILLA

Da non perdere a Siviglia. Patrimonio dell’Unesco.

Il Real Alcazar de Sevilla ha origini romane e una storia assai intricata che passa attraverso la dominazione araba, quando assume un ruolo culturale, lo sviluppo del porto fluviale sul Guadalquivir e dei commerci, fino ad assumere il ruolo di sede del governo. E’ uno dei più antichi palazzi al mondo.

Sotto il profilo architettonico, nel corso dei secoli, si sono aggiunti in un perfetto mix and match edifici di stili diversi, dal moresco al romanico, che convivono in un trionfo di maioliche, azulejos, giardini e fontane. Ci si perde negli aranceti e ci si fa guidare dal profumo del mirto, con gli occhi pieni dei colori delle maioliche delle sue scalinate.

Si trova nella Colegiata del Salvador. La visita, che è possibile e consigliabile effettuare anche in notturna, richiede alcune ore, data la dimensione della struttura con i numerosi palazzi e giardini.

Patio de Banderas, s/n. 41004 – Sevilla

IR DE TAPAS A SIVIGLIA

E poi si va per tapas. Sai che novità. In Spagna sempre si va per tapas. Sarà che a me, però, vivere le tradizioni dei paesi che visito piace e molto. Sarà che preferisco spizzicare che mangiare, sarà che una caña non si rifiuta mai e quindi arriba, abajo, en centro y … para dentro!

Perfino banale dire che Siviglia è piena di fantastiche taverne che servono le tipiche tapas, da pan con tomate, al queso manchego, dalle albondigas (senza farsi tradire dall’accento, che cade sulla “o”) al pulpo a la gallega, dal jamon serrano, fino al patanegra e poi le patatas bravas e la tortilla e chi più ne ha più ne mangi! E con il meteo di aprile in Andalucia, mai mi farei mancare il tinto de verano, che si prepara con vino rosso e aranciata. Olè!

Taverna Santa TeresaBodega Santa Cruz sono quelle in cui mi sono fermata più spesso a sgomitare per una copa e un chiupito.