LA MIA SOUTHBEACH TOP TEN

NUMERO UNO. 3rd Street Beach Yoga. Sulla spiaggia di fronte alla 3 Street si tengono lezioni di yoga sulla spiaggia alla mattina alle 7 alla sera alle 17. La partecipazione prevede una donazione volontaria. Portate un telo grande. Questa tradizione è sopravvissuta alla sua fondatrice, Rose, che nel 2008 è andata in India (a cercare sè stessa da buona americana).

NUMERO DUE. La vasca di chele di granchio di Joe’s crab. Con pannocchia arrostita. Preparatevi a una coda kilometrica. Sulla 1 avenue.

NUMERO TRE. il Richmond hotel, piccolo, pulito, in perfetta posizione

NUMERO QUATTRO. Il wifi sulla spiaggia. Questo forse è un ricordo anacronistico, ma mi è caro. Nel mio primo viaggio, me ne ero stupita molto e avevo comperato un net book Asus, bianco perlato, con schermo da 8 pollici. Mi sentivo americana. Qui era il futuro.

NUMERO CINQUE. La M U S I C A. Eh si. Sempre e comunque. Di giorno, di notte.

NUMERO SEI. Il tour guidato dell’Art Deco District. Con spiegazione architettonica annessa. Assicuratevi di conoscere l’inglese molto bene. Io non ho capito nulla dei termini tecnici. Ma ero Italiana, quindi la guida mi portava un reverenziale rispetto, per le architetture del mio paese d’origine. Per proprietà transitiva….

NUMERO SETTE. I Jeans. Da americana (e due). Marchi che qui non conosciamo, non il solito banale Levi’s501. Sempre in saldo. E se non sono in saldo, lamentati del prezzo. Ti faranno lo sconto.

NUMERO OTTO. I neon dell’Art Deco District. Sulle facciate degli edifici in stile, sulle palme. Illuminato a giorno.

NUMERO NOVE. Banana bread a colazione.

NUMERO DIECI. Il vento salato sulla spiaggia.

yoga southbeach

Photo by 3rd Street yoga beach

 

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SOUTHBEACH IS THE BEACH

La parola chiave è proprio beach, la spiaggia. Miami ha poco senso, a mio personalissimo giudizio, se non vai pazzo per la spiaggia bianca interminabile, con le palme, il vento, l’oceano, i cavalloni e l’acqua cristallina e calda. Uno dei plus di Miami Beach è la corrente del Golfo, che rende l’Oceano Atlantico, tiepido e colorato, di un turchese che ti lascia interdetto. La spiaggia è costeggiata di una strada lastricata, che se vuoi fa’ l’ americano, è perfetta per correre al mattino presto. La stagione migliore per spezzare, secondo me è inizio maggio o anche fine aprile. La temperatura sfiora i 28 gradi, l’umidità non si fa particolarmente sentire, complice la brezza oceanica che soffia sulla spiaggia a tutte le ore. E poi non c’è rischio di pioggia o tornado.

Confesso, invece, di aver evitato come la peste il lunghissimo tratto di Ocean Drive, oltre l’Art Deco District. Hic sunt leones.

Photo Alli Alessi

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MI AMI MIAMI

E l’inverno (alla buon’ora) sta arrivando. Natale con gli sci d’acqua non mi piace, ma gennaio si! Tra i vari posti papabili per scaldarsi le ossa a metà inverno, resta l’intramontabile Miami. Lo so che è infestata dai calciatori e dalle veline… però – non so perché – forse solo mi piace quell’atmosfera un po’ swing. L’unico dettaglio è forse che svernare a South beach è per ricchi. Il mio periodo preferito resta indiscutibilmente inizio maggio. Lontano dalla settimana pazza di primavera degli studenti Usa, ma con un clima a dir poco perfetto. Non oltre 28 gradi, vento e poca umidità. E il cielo terso, cosa che in estate capita molto poco. E soprattutto cosa non trascurabile, a maggio si fa una settimana (viaggio incluso) con 800 euro, volo e hotel boutique vicino alla spiaggia di Southbeach, Art Deco district.

outfit

miami spiaggia di Southbeach