SAN NICOLA DI BARI AD ALICANTE

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Chiese ne abbiamo? La Chiesa di San Nicola di Bari è uno dei monumenti di Alicante. Con la sua facciata spogli e il portone imponente si affaccia su una piccola piazza, accanto a calle de labradores. Si tratta di una delle vie del Casco antiguo con la.più ricca storia. In questa via vivano.i notabili, proprietari terrieri. La Chi sa di San Nicola conserva al.suo interno la stessa sobrietà della facciata. Prova di affreschi e di vetrate, lascia spazio alla massima spiritualità. La cappella.di San Nicola è invece più ricca e decorata.

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ALICANTE E IL CASTILLO DE SANTA BARBARA

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Ad Alicante si trova una fortificazione di grande interesse e un ottimo stato di conservazione. Sarà che per raggiungerla, bisogna armarsi di santa pazienza. Il Castillo di Santa Barbara si vede dalla piazza centrale ma anche dalla spiaggia. Se non siete claustrofobici potete salire con un ascensore che passa all’interno della montagna. Altrimenti si può fare gli sportivi e salire a piedi. Dal centro storico si segue una strada interna parallela al mare. Proseguendo un tratto oltre le indicazioni per l’ascensore, si trova una strada sterrata che si inerpica fino al castello e si congiunge con la carrettera nell’ultimo e più impervio tratto. Si arriva in circa 20/30 minuti. Vale la salita.

ALICANTE. DOVE DORMIRE

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Posizione centralissima in Plaza de l’Ayudamiento, protetto dalle mura del Casco antiguo, l’Eurostars Mediterranea Plaza è una struttura di media dimensione, a 4 stelle, situata in un palazzo antico, affacciata su una delle più belle piazze cittadine. Estremamente easy, offre anche sistemazioni in camera tripla, prezzi super convenienti e staff giovane e gentile. Pulizia da 9 e vista da 10. Si raggiungono l’Esplanada de España e la spiaggia in circa 3 minuti.

ALICANTE, COSTA BLANCA

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Alicante, ovvero l’indolenza del sud nei muri color sabbia, nella cadenza cantilenante dei “buenas”, nelle scalinate di pietra bianca e nelle 300 varietà di paella.
Quattro giorni full immersion in Costa Blanca, pomeriggio in spiaggia ed escursione a Murcia, incluse. Perfetto interludio di metà marzo.

ALHAMBRA. GRANADA

Patrimonio dell’Unesco, a buon diritto, insieme al giardino, candidato – tra 21 monumenti finalisti – a diventare una delle 7 meraviglie del mondo.  Perfetto esempio di architettura in stile andaluso, il nome arabo Qalʿat al-ḥamrā significa cittadella rossa, infatti l’edificio è una medina, circondato da mura. Anticamente era una specie di borgo a sé, con moschee, botteghe e tutto quanto servisse alla sopravvivenza della popolazione che abitava. Granada visse un periodo di dominazione araba ma alla fine del quattrocento la Reconquista riportò la città in mani spagnole. Il palazzo reale fu stabilito proprio nell’Alhambra, che fu quindi risparmiata. Molti altri edifici arabi furono invece rasi al suolo. Nell’Albayzin, ad esempio, non si conserva che qualche ricordo delle ben 26 moschee che si trovavano in epoca moresca.

Ci vuole quasi una giornata per visitare l’intero complesso con il giardino, partendo da l’Alcazaba (del XIV secolo, costituito da Palacio de Comares e dal Palacio de los Leones), Mexuar (la sala più antica, per le udienze), Patio del Mexuar o del Cuarto Dorado (in epoca cristiana divenne abitazione della Regina Isabella del Portogallo), Patio de la Alberca o de los Arrayanes (Patio dei mirti), Sala de la Barca (anticamera del salone del trono).

ALBAYZIN. SULLE ORME DEI MORI DI GRANADA

La traccia moresca più evidente a Granada è un quartiere di grande fascino, che si inerpica su per la collina, in un dedalo di stradine e muri a secco intonacati di puro bianco. Qua e là scale, portoni di legno, terrazze, fonti risalenti all’invasione berbera in epoca medievale e tanti, tanti fiori. E’ Albayzin, il barrio più antico di Granada. La salita verso la cima à las cinco de la tarde, è stata un’esperienza, non solo per il caldo di giugno, ma per silenzio ovattato e quelle strade deserte, su cui risuonavano solo i rumori ritmati dei tacchi e l’ansimare del nostro respiro accelerato.  Un luogo senza tempo. Quello che mi ha colpito sono stati i portoni sprangati e le finestre serrate, un’esperienza diversa dalla vicina Siviglia, in cui i cortili fioriti erano, orgogliosamente, mostrati e non celati, come a Granada.

Quella salita l’ho fatta due volte. La prima così solo per esplorare, per perdermi sulle tracce dei mori, per visitare la Chiesa di San Salvador, i bagni arabi e il museo archeologico. La seconda, invece, è stata di sera, quasi al buio, per raggiungere un tablao di flamenco in cima al mondo. Nascosti in un giardino fiabesco, abbiamo cenato, bevuto e assistito a un languido spettacolo di voci e danza. Indimenticabile e romanticissimo.

GRANADA: ALLE FALDE DELLA SIERRA NEVADA

Granada è stata fondata in epoca romana, nell’entroterra andaluso, ai piedi della Sierra Nevada. Conserva diverse note del periodo moresco, tra cui il meraviglioso quartiere ALBAYCIN, che si inerpica verso l’altro con strette e tortuose callesitas. E’ dominata dall’incredibile ALHAMBRA con i lussureggianti giardini GENERALIFE, patrimonio dell’UNESCO. E’ del XVI secolo la pregevole Cattedrale rinascimentale, che domina il centro cittadino. Una menzione va al drammaturgo Garcia Lorca, originario di Granada, che fu fucilato durante la guerra civile spagnola del 1936-1939.

In 3 o 4 giorni si riesce a visitare la città, godendosi anche la piacevole movida cittadina