COSTA BOROTALCO. LA CINTA


È la spiaggia più nota, la più battuta, la.più grande e aperta, con la poseidonia oceanica a riva e le dune alle spalle e uno stagno a ridosso, sosta estiva dei fenicotteri. 

Sullo stesso litorale ci sono altre perle della Costa Smeralda come Isuledda, Brandinchi, Capo Coda Cavallo e Lu Impostu. La Cinta resta, però, la mia tappa quasi fissa, mare di cristallo e Tavolara di fronte. Il tratto di spiaggia libera più appetibile e con poca gente è in fondo, dopo la scuola di kite. Però, se ho voglia di chiacchiere mi fermo al SEALAND, piccolo stabilimento con 36 ombrelloni, lettini color del sole e una capannina spartana, dove stanno i baywatch sorridenti. Nonostante sia nel tratto di spiaggia più affollata, in prossimità delle docce e non lontano dai bar, è una piccola oasi di pace, easy e dove ti senti a casa. Per me è il lido numero 1 perchè ti offre una confort zone dell’anima, prezzi onesti e sorrisi gratuiti di Francesco, il bagnino. Perché poi i posti li fanno le persone, non le cose. 

DA PORTO ALL’OCEANO ATLANTICO

Maggio è già un nese ideale per godersi la spiaggia. Alcune spiagge, come Marosinhos, sono praticamente alla fine della città e si raggiungono in metro. La mia personale opinione è che, avendo anche un solo giorno a disposizione, valga la pena di arrivare fino alle spiagge nella zona di Esponho. Dalla stazione di Sao Bento, che tra l’altro è uno spettacolo di azulejos, in mezz’ora si arriva. La linea è quella di Aveiro e il biglietto costa ben 3.50 euro. Un trenino leggero porta fino ai 17 km di spiaggia bianca del litorale oceanico. Io ho anche fatto il bagno. 

FONTE DA AREIA

Questa fonte della sabbia di Porto Santo si e’ formata da una barriera corallina fossilizzata circa 14 milioni anni fa. Il sedimento trasportato dal vento si chiama eolianite. La definizione scinetifica e’ sabbia biogenica carbonatada fossilifera (organismi marini, tronchi di alberi e dune di sabbia fossilizzata) praticamente uniche al mondo. Quello che non ho ancora detto e’ che si tratta di uno spettacolo della natura.

Il vento, che soffia in direzioni diverse, ha trasportato poi la sabbia da questa fonte, all’attuale spiaggia. La protezione degli isolotti (ilheu de cal, ilheu de hierro) posizionati alle estremita’ dell’isola, ha fatto sia che la sabbia sia rimasta protetta.
Ha proprieta’ benefiche accertate scientificamente per problemi di circolazione, per cui va usata in impacchi fredda e bagnata. Invece per artrite, si praticano sabbiature, con sabbia secca e piu calda del corpo.
La prima spiaggia formatasi a porto santo è nata a nord ovest. Poi il vento e le correnti marine hanno formato la grande spiaggia a ovest.

TOUR NELLA GEOLOGIA DI PORTO SANTO

Per gli appassionati di natura, scienza e geologia, e’ imperdibile il giro dell’isola. Per farsi un’idea della geologia di Porto Santo, si puo’ consultare questo sito: http://conheceroportosanto.weekly.com/geologia.html

Il mio e’ stato un tour fortunato, mi ha accompagnato in jeep una guida italiana, Andrea, originario di Bergamo, che ormai vive a Porto Santo da quasi 6 anni e da qui non ha la minima intenzione di schiodarsi. Grande appassionato di questa terra e del suo lavoro, ci ha fatto scoprire i piu’ piccoli segreti e gli angoli nascosti, emersi circa 40 milioni di anni fa. Abbiamo visto la terra cambiare colore e la vegetazione apparire e sparire, man mano che ci siamo addentrati nella zona piu’ selvaggia dell’sola, attraversandola, fino ad arrivare di fronte strapiombi e scogliere mozzafiato, dove l’Oceano e’ turchese e il vento soffia forte. Abbiamo visto dove nasce la sabbia e i mulini a vento, abbiamo passeggiato per Quinta das Palmeiras, un giardino botanico privato, sorto in mezzo alla landa desertica. Abbiamo visto le canne d’organo, i fichi d’india e anche il campo da Golf, progettato dal campione scomparso Seve Ballesteros. E tutto ci e’ sembrato stupendo. Per chi volesse fare questo giro, Andrea lavora per www.angietravelagency.com”>Angie Travel

VITA A PORTO SANTO. “CARAIBI” A 3 ORE DI VOLO DA MILANO.

Scorre tranquilla e lenta la vita a Porto Santo. Il mio hotel è posizionato direttamente sulla lunghissima spiaggia. Sono ben 9 km di una sabbia benefica, fatta di conchiglie, resti della barriera corallina e vegetazione autoctona, erosi dal tempo passato, dal vento e dal mare. Quel mare non troppo freddo e non troppo arrabbiato, che stenti a ricordare che sia un Oceano. L’isola d’oro … capisco questo epiteto. E’ oro la sabbia fine e di colore giallo intenso, con cui praticano sabbiature, è oro il clima da eterna primavera, è oro il silenzio che la pervade, il suono del mare e la voce del vento. E’ oro il relax profondo che ti prende.
E’ una vita immersa nella natura. Non è solo mare e sole, ma lunghe passeggiate per sentieri tracciati, le gite in bicicletta e la corsa del mattino sulla battigia, ammesso di riuscire a svegliarsi. Perché alla fine un runner resta un runner con la pioggia e il con sole, quando sudi anche l’anima a ogni passo, quando i muscoli non si scaldano e a ogni espiro il fiato si condensa. Ad oggi questa runner si e’ limitata a lunghe camminate sulla battigia, evitando i sassi basaltici color indaco, ruggine, sabbia, grigio e nero, che emergono a ogni onda.

Quasi inesistente la vita notturna, solo qualche ristorante di medio livello e un paio di baretti sulla spiaggia.

 

 

MADEIRA E PORTO SANTO.

Madeira e Porto Santo due puntini nell’Oceano, territori portoghesi vicini alle coste marocchine, spazzati dai venti a lambiti dalla corrente del Golfo. Solo poche ora di volo per raggiungere questi paradisi di silenzio e natura allo stato puro. Eppure è un viaggio complicato. L’idea iniziale era di volare da Milano su Porto, restarvi 3 giorni, quindi raggiungere Madeira e fermarmi 2 o 3 giorni, giusto il tempo per godermi la vita notturna di Funchal, girare l’isola, vedere le spiagge a nord, dove vanno i surfisti, affacciarmi al cratere del vulcano e magari passare un giorno nella splendida beauty farm sui monti, poi via in traghetto fino a Porto Santo e lì qualche meritato giorno di mare. Poi di nuovo sulla terraferma via Funchal e magari Lisbona, che ho molto amato. Viaggio impossibile. Coincidenze inesistenti, voli carissimi. A Funchal si va solo via Lisbona. No way. Cambio di programma, volo diretto con <strong>Neos Air su Porto Santo e da lì tutto da inventare. Sicuramente un tour a Madeira possibilmente via mare e per il resto passeggiate in spiaggia, sole, bagni e talassoterapia. A Porto andrò un’altra volta.
Il meteo nelle isole di Madeira e Porto Santo è molto clemente, sembra. In agosto pioggia al massimo un giorno, temperatura di circa 27 gradi, con notevole escursione termica la sera. Vento e mare calmo e tiepido a sud, può mosso al nord. La valigia è facile e soprattutto piccola.
Sneakers per correre e passeggiare sulla spiaggia, bikini a pioggia, fouta, camicine e shorts e quei vestitini bianchi fatti di nulla, cotone e lino leggerissimi. Sandali bassi e borsone di Vanessa Bruno che va bene per la spiaggia e per le gite. Foulard per il vento. Il panama giusto per andare a visitare Vila Baleira, il capoluogo dell’isola.
E forse un abito lungo che la sera è sempre bello. E maglie a righe di cotone per l’aria frizzantina della sera. Per il viaggio un boyfriend jeans e la mia Keepall.

APERITIVANDO SU E GIÙ PER LE MARCHE

A Senigallia mi sono fermata per un drink pre cena giusto di fronte alla famosa rotoda. Il Buco14 è il lido dell’hotel la Terrazza Marconi e ha un delizioso lounge in.legno e divani, tutto bianco, proprio sulla spiaggia di Velluto.

image

image

image
image

RISTORANTI TRAVESTITI DA CHIOSCHI.

image
Oasi
image
Oasi

image
Fritto Centro America de.l'Oasi

image
Sun City

image
Sun Ciry
image
La.Riva
image
La.Riva
image
Gran misto antipasti freddi della Riva
image
Ravioli di pesce de la Riva
image
Liquirizia e limoncello de La Riva

Una cosa che adoro sono i ristorantini pieds-dans-l’eau, sulla spiaggia. A Marotta ne ho provati due. L’oasi è sul lungomare a circa un paio di km a sud del paese, in direzione Senigallia. Delizioso, ottima cucina, panorama, cortesia e buon gusto nell’arredo, semplice. Lo chef ha la fissa del Sud America. Ha comperato casa in Costa Rica. Cucina una frittura di pesce perfetta. Ho provato una specialità che chiamano fritto “centro America”. Un pesce intero in pastella e fritto. Di fatto la frittura resta all’esterno della pelle, ma dentro sembra cotto al vapore.
Sempre sulla spiaggia, ma circa 1 km più verso il paese, in direzione Fano, il Sun City. Arredato con delle botti come tavoli, organizza concerti e la sera è gettonato anche come baretto. Cucina piade superfarcite e una grigliata di pesce sui generis. Eh si perchè è impanata. Una specie di fritto insomma. Materie prime freschissime accompagnate da verdure fresche tagliate a julienne e anch’esse fritte. Buono.
Concludo con la Riva a Marotta. Pesce eccellente: antipasto freddo, ravioli di pesce con gamberi, vongole e pesto e grigliata dell’lAdriatico.
Una nota della cucina marchigiana tradizionale è che la grigliata in realtà è sempre un fritto. Il pesce o gli spiedini sono sempre passati nel pan grattato grossolanamente e poi cotti. Quindi la panatura risulta sempre molto condita ed è una specie di gratinatura. Le.porzioni sono abbondanti.

FALASARNA ED ELAFONISSI.

Che avventura tra lo yogurt e le capre raggiungere le spiagge della costa sud da Chania…. Dalla stazione delle corriere di Chania si arriva in modo agevole ad entrambe le spiagge, ma a prezzo di infinita pazienza per la lentezza e lunghezza della trasferta. Raggiungere entrambe le spiagge ha richiesto due differente trasferte proprio per le lunghezza dell’attraversamento del’ isola. La strada attraversa colline brulle coperte solo di centinaia di capre al pascolo. Vale la pena di sobbarcarsi la scalata con il bus in entrambi i casi. La prima che ho visto è stata Falasarna, molto ventosa, come piace a me. Sabbia bianca lunghissima e molto aperta. Mette L’adrenalina addosso. Ci ho passato una giornata meravigliosa.   

TRADIZIONE DI PASQUA. FAMILY TRIP IN LIGURIA

In realtà il venerdì santo a Chiavari è stata la vacanza perfetta. Viaggio liscio a traffico zero. La mia solita casetta in carugio, mia mamma, mia sorella e io. Noi tre da sole in fuga al mare per un paio di giorni. Mattina dedicata a una strage di shopping low cost. Il mercato di Chiavari è eccezionale perfino per me che detesto i mercati. Compri a pochi euro il pezzo, piccoli pezzi di stock. Devi avere l’occhio allenato, essere veloce, e distinguere il sintetico al primo sguardo. Insomma stylist nata. Ne esco con una camisola di seta azzurro polvere, una casacchina effetto batik, una maglia allacciata dietro e un bomberino caramello preso al banco del Giapponese. Il tutto per 42 euro. Pranzo dalla Olga, siesta al sole per il primo costume di stagione, poi pizza e cinema. Ma cosa voglio di più dalla vita? Ecco forse se oggi non avesse piovuto…

image
image